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Hulk la serie TV: quel cambio di nome che mandò Stan Lee su tutte le furie (e altri retroscena...)



I due volti della serie TV de l'incredibile Hulk
Bill Bixby e Lou Ferrigno. 
Nel 1977 la CBS tentò il non facile esperimento di adattare L'Incredibile Hulk trasferendo le avventure del gigante di giada dalla carta al piccolo schermo. Per poter compiere una tale operazione furono necessari molti interventi sul personaggio, ambientazione, storie e dinamiche narrative. Se la serie a fumetti era, infatti, dedicata alle gesta del mostruoso e suscettibile gigante, spesso impegnato suo malgrado in combattimenti distruttivi con gli avversari turno, e alla disperata ricerca della sua controparte umana di una cura, la serie TV si trasformò in un malinconico road movie, incentrato sulle vicende dell'uomo in fuga dal mostro, con questi nel ruolo di deus ex-machina pronto a intervenire ogni qual volta la situazione diveniva ingestibile per un semplice uomo.

Lou Ferrigno
nei panni de
L'incredibile Hulk
Tra i tanti cambiamenti apportati al personaggio spicca quello del nome
dell'alter ego umano di Hulk, quello che nei fumetti era conosciuto come Bruce Banner sul piccolo schermo diventò David Banner. Un cambiamento che, da ragazzino, davvero non riuscivo a spiegarmi e che, con il tempo, ho scoperto che ha infastidito anche Stan Lee, co-creatore del personaggio. Stan Lee non accettò il cambiamento del nome del personaggio e fece di tutto affinché la produzione non intervenisse. Una battaglia persa che, ancora oggi, a distanza di quasi quaranta anni sembra bruciargli. In una intervista rilasciata un po' di tempo fa, il sorridente Stan interrogato in proposito ha spiegato che il cambio di nome fu voluto perché all'epoca il nome Bruce era considerato un nome effemminato. Stando a quanto racconta Lee, dunque, i produttori di Hollywood decisero che il nome andava assolutamente cambiato, e poco importava che nella serie TV Banner fosse sposato, il matrimonio non fu considerato una prova sufficiente della sua mascolinità.

Bill Bixby
interprete di
David Bruce Banner
 Se questa è la versione di Stan Lee, molto diversa è quella che Kenneth Johnson, l'executive producer della serie, da oltre trentacinque anni continua a raccontare. Nel 1980, infatti, Johnson rilasciò un'intervista alla rivista The Hulk! Magazine nella quale spiegò: "I nomi con allitterazioni sono troppo fumettosi, al punto da risultare sciocchi. La sonorità del nome Bruce Banner non donava al personaggio quella sensazione di adulta intelligenza che gli conferiva il nome David. David Banner è un nome solido, diverso, non è una allitterazione e non è fumettoso".

Nel 2003 Johnson ha avuto l'opportunità di tornare sull'argomento, nei contenuti speciali presenti all'interno della raccolta in dvd, il produttore esecutivo della serie, oltre a fornire la medesima versione dei fatti, ha aggiunto che il nome David fu scelto perché si trattava del nome del suo figlio primogenito. Sempre durante questa intervista, Johnson smentisce la versione di Stan Lee, spiegando che un doveroso omaggio al nome originale del personaggio fu fatto al termine dell'episodio pilota della serie; nelle ultime sequenze del film, infatti, David Banner, creduto morto si reca a rendere omaggio alla sua lapide... e su questa è inciso il suo nome completo: David Bruce Banner. Un piccolo omaggio al personaggio originale per sedare il disappunto di Stan Lee. Un omaggio che, a quanto pare, non ha raggiunto il suo scopo.

La cosa che fa davvero sorridere però riguarda l'allitterazione presente nel nome dell'attore protagonista dello show, Bill Bixby. "Non ci avevo mai pensato!" ha esclamato Johnson all'intervistatore della rivista Back Issue che gli faceva notare la curiosità. E come se non bastasse, il ruolo della guest star femminile del primo episodio della serie fu affidato a Susan Sullivan. "Be' in effetti, devo dire che avevo torto. Ero talmente accecato dalle allitterazioni presenti in nomi come Clark Kent, Lana Lang e Lois Lane che non mi sono mai guardato in torno per rendermi conto di quanto avessi torto". 

Allitterazioni a parte, se Kenneth Johnson avesse avuto piena libertà, ci sarebbero stati altri motivi di disappunto per Stan Lee. Il produttore esecutivo, infatti, avrebbe voluto cambiare anche il colore della pelle del mostruoso gigante: "Ebbi un sacco di discussioni con Stan Lee e la produzione sul significato che la pelle verde di Hulk potesse assumere. Che cosa significava? Sarebbe stato l'invidioso Hulk? La rabbia viene in genere identificata con il rosso. Per me Hulk avrebbe dovuto essere rosso. Mi diedi davvero molto da fare per cambiare il suo colore da verde a rosso, ma mi avevano già permesso di cambiare il nome del personaggio... su questo cambiamento non riuscii ad averla vinta. Una cosa per me molto frustrante".

Chissà cosa avrà pensato Kenneth Johnson quando, a distanza di tre decadi, Jeph Loeb e Ed McGuinness inventarono la versione rossa di Hulk!


Red Hulk
Ed McGuinness

1 commento:

CREPASCOLO ha detto...

Chi è senza peccato scagli la prima roccia persa da Ben Grimm nella versione definitiva ( la prima Cosa avrebbe dovuto ricordare un sauro preistorico e non un mosaico arancione ndr ): il Sorridente chiamo l'alter ego dell'Invidioso Hulk Bob Banner in un numero e da quel momento il buon dottore gamma si chiama Robert Bruce Banner.
Il nome Bruce ( Wayne ) è associato a gay e parsifalismo dai tempi della crociata contro i comics dei fifties. Al tempo del primo Batmovie con Keaton ( 1989 ) ricordo di aver letto da qualche parte - come potevamo vivere senza rete ? - che off Broadway se in uno spettacolo era un personaggio gay si chiamava spesso Bruce.
Ricordo lo show televisivo e - verde a parte - il bimbo che fui ( splendido titolo potenzialmente da albo di Stan Lee ) aveva l'impressione di ritrovare nel Ferrigno con la parruccona da Big Jim Due Volti la stessa intensità di Riccardo Cocciante quando cantava Bella Senza Anima. Formidabili quegli anni.

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