mercoledì 18 febbraio 2015

NELLA BATTAGLIA PER IL MANTELLO DI BATMAN, TRA CHRISTIAN BALE E BEN AFFLECK PREVALE MICHAEL KEATON (E IL SUO SENSO DELL'IRONIA)

Michael Keaton nei panni di Batman



Il recente successo di Birdman, la pellicola di Alejandro Gonzales Inarritu incentrata su un attore che ha raggiunto la fama planetaria grazia al ruolo di Birdman, super-eroe alato e mascherato, ma insoddisfatto e desideroso di farsi apprezzare dal grande pubblico anche (e soprattutto) per il suo talento, ha riportato sotto la luce dei riflettori Micheal Keaton, attore la cui carriera professionale sembra in qualche modo aver ispirato la trama del film.

Assurto agli onori delle cronache cinematografiche grazie a Beetlejuice, commedia horror di Tim Burton, fu proprio il regista a volerlo come interprete del suo Batman e Micheal Keaton si è calato per ben due volte nei panni del cavaliere oscuro, diventando ben presto un beniamino degli appassionati e pietra di paragone per molti degli interpreti che lo hanno seguito. Svestiti i panni del crociato incappucciato, però, la carriera cinematografica di Micheal Keaton ha conosciuto, sinora, altri e bassi. Ma come si rapporta, oggi, a quasi trent'anni dalla sua esperienza nei panni di Batman, con il personaggio? E soprattutto, Michael Keaton prova invidia nei confronti degli attori più giovani che si stanno avvicendando nei panni dell'uomo pipistrello?

No. E sai perché? Perché io sono Batman. Ne sono convinto.

Bella risposta, Michael!


Lo stralcio di intervista nel quale, con molta ironia,
Michael Keaton rivendica di essere Batman.
"Recentemente Christian Bale ha dichiarato di
provare gelosia nel vedere Ben Affleck nei panni
di Batman. Ti è mai capitato?"
"No. E sai il perché? Perché io sono Batman.
ne sono più che convinto"



martedì 17 febbraio 2015

DAVID MACK E I TITOLI DI CODA DI CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER

Particolare dalla locandina di
Captain America: The Winter Soldier


Avete visto Captain America: The Winter Soldier? In caso di risposta affermativa, sono certo che vi ricorderete dei titoli di coda e della splendida sequenza animata con cui sono stati presentati i credits. Ebbene, a realizzarla è stato un autore molto noto e amato dagli appassionati di fumetti: David Mack

A darne notizia è stato proprio il creatore di Kabuki (e di alcune belle storie di Daredevil per la Marvel) che sul blog ospitato sulla piattaforma Tumblr ha scritto: 

"Ora che il DVD è stato distribuito, posso finalmente condividere con voi i credits che si trovano alla fine del film Captain America: The Winter Soldier che ho realizzato in collaborazione con Sarofsky Design. Il mio incarico ufficiale per il film è Illustratore/Concept Artist. Di seguito ecco la sequenza dei titoli di coda. Ho disegnato le immagini a mano e ho lavorato alla realizzazione della sequenza con Sarofsky. Successivamente i miei disegni sono stati scansionati, trasformati in file vettoriali e portati alla vita grazie alla squadra di animatori 3D dei Sarofsky Studios di Chicago. Al risultato è stata poi aggiunta una incredibile musica e sono stati aggiunti i titoli... sono  molto contento".





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THE WALKING DEAD RAGGIUNGE IL MILIONE DI COPIE VENDUTE: IL COMUNICATO UFFICIALE DI SALDAPRESS


Teaser diffuso da saldaPress per
annunciare il prestigioso traguardo del
milione di copie vendute dalle diverse edizioni di
The Walking Dead


Solo ieri sera, nel fare l'ultimo aggiornamento al blog, vi davo notizia del prodigioso risultato conseguito dall'edizione italiana di The Walking Dead che, nel corso di questo primo decennio di pubblicazione italiana sotto l'egida di saldaPress, ha raggiunto il prestigioso traguardo del milione di copie vendute. Nel post (che potete trovare QUI), in mancanza di ulteriori dati, avanzavo un po' di ipotesi riguardo l'andamento dei singoli albi; stamane, quasi in risposta alle mie "farneticazioni" è stato diramato un comunicato ufficiale dalla casa editrice che, oltre a dare l'annuncio del traguardo conseguito, fornisce alcune spiegazioni sui numeri.

SaldaPress è orgogliosa di annunciare il raggiungimento di un eccezionale risultato: The Walking Dead, la serie zombie creata nel 2003 da Robert Kirkman, ha appena superato il traguardo del milione di copie vendute in Italia.
Lo straordinario dato è stato raggiunto in questi giorni, sommando i dati di vendita delle quattro edizioni del fumetto attualmente disponibili nel catalogo della casa editrice: i volumi brossurati (la prima versione pubblicata a partire dal 2005), gli albi da edicola, i Compendium e l’edizione pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, a cui si aggiungerà, a partire da febbraio, la nuova edizione da libreria in volumi cartonati.
Il dato è il modo migliore, e per certi versi inaspettato, per festeggiare i dieci anni dell’edizione italiana di The Walking Dead, un titolo in cui la casa editrice saldaPress ha creduto sin dall’inizio e che ha continuato nel corso degli anni a incrementare le proprie vendite.
“È davvero un risultato straordinario” dice Andrea G. Ciccarelli, direttore editoriale di saldaPress, “che ci fa un enorme piacere e che testimonia due cose in particolare: la prima, banalmente, è che la serie di Robert Kirkman è un capolavoro e i lettori continuano ad accorgersene. La seconda che per il fumetto è un ottimo momento, da moltissimi punti di vista. Basti pensare a quante serie tv o film sono oggi adattamenti di fumetti, o a fenomeni editoriali come, appunto, The Walking Dead. In un panorama che vede un calo costante di lettori, il fumetto sforna grandi titoli, crea nuovi lettori e vende. Anche un milione di copie, in alcuni casi.”
The Walking Dead diventa quindi ufficialmente un longseller, in grado di unire la tenuta nel corso del tempo a vendite costanti e alla capacità di appassionare sempre nuovi lettori. Non sono caratteristiche comuni, così come non è comune la cifra raggiunta. Un milione di copie sono un grande traguardo. E l’avventura non è ancora terminata.

lunedì 16 febbraio 2015

SALDAPRESS: THE WALKING DEAD TAGLIA IL TRAGUARDO DEL MILIONE DI COPIE VENDUTE!


the Walking Dead


Sono bastate poche parole, comunicate con forma asciutta ma non priva di straripante soddisfazione, ad Andrea g. Ciccarellli, direttore editoriale di saldaPress, per dare notizia dell'ennesimo risultato prodigioso raggiunto da The Walking Dead.

Lo scorso 12 febbraio Ciccarelli ha, infatti, scritto sulla sua pagina Facebook: "Son soddisfazioni... (abbiamo appena venduto la milionesima copia di The Walking Dead)" accompagnando poi il messaggio con una immagine che ritrae il mitico Signor Bonaventura e la sua proverbiale cambiale da un Milione

Il Signor Bonaventura

Un risultato davvero eccezionale che conferma, cose se ce ne fosse ulteriore bisogno, il successo (e la diffusione sempre più capillare) che la serie creata da Robert Kirkman sta raggiungendo anche nel nostro paese. Volendo provare ad analizzare freddamente e con distacco i numeri, si potrebbe dire che The Walking Dead, la cui pubblicazione da parte di saldaPress ha avuto inizio nel 2005, ha venduto la media di centomila copie all'anno. Ma si tratta di un dato puramente matematico (basti pensare che tra la pubblicazione del primo e del secondo volume trascorsero circa 20 mesi), assolutamente non in grado di far percepire l'enorme diffusione (una vera e propria progressione geometrica) che la serie ha avuto negli ultimi quattro anni. Ciccarelli non spiega se il risultato è stato conseguito dalla sola edizione in formato Bonelli (in tal caso si tratterebbe di circa 35.000 copie ad albo) o se nel computo vanno considerati anche i volumi (la media scenderebbe a circa 20.000 copie ad albo) o ancora anche i volumi distribuiti con la Gazzetta dello Sport (allora la media sarebbe intorno alle 17.000 copie a singolo albo). In ogni caso si tratta di un risultato di tutto riguardo.


lunedì 9 febbraio 2015

MATT FRACTION: "OTTO ANNI FA ANDAI PER CASO A UNA RIUNIONE DELL'ANONIMA ALCOLISTI, FU COSÌ CHE MI SALVAI LA VITA"



Matt Fraction


Il 29 dicembre è una data molto importante per Matt Fraction.
È la data che ne ha segnato la rinascita.
Nel suo passato, infatti, lo scrittore di Sex Chriminals e Occhio di Falco (due delle serie più premiate degli ultimi anni) ha "uno scheletro nell'armadio" con il quale sovente decide di confrontarsi e di rivelare come ha fatto ad affrontarlo e a uscirne vincitore. Fino a otto anni fa, rivela li scrittore, è stato un alcolista e un tossicodipendente. Annebbiato dai fumi del'alcol e delle droghe e in preda a crisi di ansia e depressione, spintosi fino all'orlo del suicidio (come ci raccontò qualche tempo fa QUI), Fraction non aveva davvero capito quanto stesse male finché, per una fortuita casualità, ha partecipato a una riunione della Anonima Alcolisti. Una riunione, nel corso della quale ha avuto una folgorazione... ma leggiamo cosa ha scritto a riguardo (poco più di un mese fa) sul suo blog.



Otto anni fa ascoltai qualcosa ad una riunione della Anonima Alcolisti.
Ci ero andato per assicurarmi che un'amica non saltasse l'appuntamento con quella riunione. Altrimenti avrebbe fatto una cazzata. Aveva bisogno di aiuto. Ci ero andato semplicemente come visitatore. Ero stato ad altre riunioni ma, cazzo, avevo anche frequentato delle classi in cui si parlava di matematica, ma questo di certo non faceva di me un fottuto matematico.
L'Anonima Alcolisti era l'ultimo posto sulla terra nel quale avrei voluto essere. Non credo in Dio. Non amo andare in chiesa. Non credevo di avere bisogno di aiuto. Davvero non credevo di essere un alcolista o di avere delle dipendenze. Non davvero. Non proprio dipendente. Non come i miei amici. Non come quei vecchi drogati e balordi che erano così rovinati da dover trascorrere, nel bel mezzo del 29 dicembre, un'ora del loro tempo per ascoltare altri tizi che raccontavano loro quanto l'alcol gli avesse fatto perdere o come le droghe gli avessero fottuto le vite.
Eppure, parafrasando quanto si dice in alcuni luoghi, arrivò la rivelazione.
Innanzitutto, che ero un alcolizzato e un tossicodipendente.
E che non facevo altro che prendermi in giro quando negavo a me stesso che mi stavo distruggendo o che non era vero che bevevo fino al punto da dimenticare come era essere sobri.
Che nulla di quanto accadeva nella mia vita era sotto il mio controllo, e che forse la depressione e gli attacchi di panico e l'ansia infinita e la rabbia che provavo forse dipendevano proprio da questo.
Ed eccomi qui.
Rappresentò un punto di partenza. Sedermi in quella stanza a sorseggiare del caffè di merda è stata la prima cosa buona che ho fatto nella mia vita.
Non c'è alcun limite alla gratitudine che provo.
Non c'è fine all'amore che provo per quei poveri altri vecchi drogati e balordi che erano così rovinati da dover trascorrere, nel bel mezzo del 29 dicembre, un'ora del loro tempo per ascoltare altri tizi che raccontavano loro quanto l'alcol gli avesse fatto perdere o come le droghe gli avessero fottuto le vite. Perché ascoltarono anche me.
Mi salvarono la vita.

giovedì 5 febbraio 2015

MARVEL: BRIAN MICHAEL BENDIS LASCIA (GLI X-MEN) E RINNOVA (L'ESCLUSIVA MARVEL)

Copertina di Uncanny X-Men #600
realizzata da Chris Bachalo

Da qualche tempo ormai in Marvel si respira aria di novità. I vari rilanci organizzativi/narrativi compiuti negli ultimi 24/30 mesi (dal Marvel NOW! ad Avengers NOW! senza trascurare l'All-New Marvel NOW!) hanno evidenziato innanzitutto la volontà da dei lettori di leggere prodotti freschi e innovativi, non necessariamente vincolati ai soliti personaggi (basti pensare al successo di Ms. Marvel o di Hawkeye o al boom di Spider-Gwen, capace di superare nella classifica dei preordini la nuova, strombazzata serie dedicata a Star Wars e le sue innumerevoli copertine variant). Dopo tante prove generali, con tutta probabilità, le alte sfere della case editrice hanno deciso di pigiare sull'acceleratore, annunciando Secret Wars, l'ennesimo evento che dovrebbe sconquassare il Marvel Universe dalle radici offrendo agli appassionati qualcosa di nuovo (ma dal sapore antico).

In questo contesto di rinnovamento è chiaro che si respiri aria di cambiamento, che trapelino indiscrezioni e qualche notizia ufficiale. Come sarà l'universo Marvel dopo la (ennesima) guerra ce lo saprà dire solo il tempo, così come solo con il trascorrere del tempo potremmo apprendere come cambieranno personaggi, origini e ambientazioni. Quel che è certo, però, è che con il deflagrare della guerra Brian Michael Bendis lascerà le redini delle serie mutanti. A dare la notizia è stato lo stesso scrittore, artefice di trame e intrecci mutanti sin dal 2012 quando ebbe inizio il Marvel NOW!, che ai microfoni di Comic Book Resources ha dichiarato: "E' strano -- ormai sono popolare per essere un autore che realizza cicli di storie molto lunghi, ho scritto il più lungo ciclo di episodi di tutti i tempi su Avengers e su (ultimate) Spider-Man. Così a un certo punto mi son detto, non devo farlo ogni volta! Non devo rimanere su una serie all'infinito. Negli ultimi anni ho scritto quasi 90 episodi degli X-Men. E' una buona run. Una delle cose migliori dell'essere lo scrittore degli X-Men era la consapevolezza che mai avrei potuto superare il record di Chris Claremont, così ero libero di sentirmi libero di curare la serie finché avessi avvertito di avere un fine. Lo scorso anno, mentre redigevano la programmazione, mi sono reso conto che Uncanny #600 sarebbe uscito appena due settimane prima di Secret Wars. Così pensai che si trattava di una combinazione davvero interessante. Nessuno meglio di me era consapevole quale perfetta occasione avrebbe rappresentato per gli X-Men un numero anniversario subito prima di Secret Wars. Nel frattempo mi è capitato di recarmi negli uffici della Marvel, per incontrarmi con tutti coloro che contano per chiacchierare di alcuni progetti. C'erano un paio di cose che, in passato, mi erano state offerte ma alle quale avevo dovuto rinunciare o perché non credevo si trattasse del momento adatto o perché ero troppo carico di impegni. Ma quelle idee continuavano a rimbalzarmi in testa. Volevo davvero dedicarmici, ma non sono in grado di poter fare tutto. Riflettendo meglio, mi sono chiesto, qual è il momento migliore per lasciare gli X-Men, se non con Secret Wars? In fin dei conti avevo preso il controllo delle serie subito dopo Avengers vs. X-Men e lo avrei mollato alla vigilia di Secret Wars. 
Secret Wars sarebbe stato il lancio ideale per alcune delle cose alle quali davvero volevo dedicarmi. E così, sebbene io davvero volessi occuparmi degli X-Men, sentivo con forza il richiamo di quegli altri progetti".

Quali saranno, dunque, questi altri progetti è prematuro parlarne. A dispetto delle previsioni di alcuni, però, lo scrittore di Portland si limiterà a lasciare solo gli X-Men e non la casa delle idee. Contestualmente alla notizia che Michael Brian Bendis si apprestava a congedarsi dagli uomini-x è infatti stato annunciato il rinnovo del contratto in esclusiva che lega da ben quindici anno lo scrittore alla Marvel. Riguardo il rinnovo del contratto, Bendis ha dichiarato: "Ci sono state alcune speculazioni riguardo il fatto che mi stavo accingendo a lasciare i fumetti perché nel frattempo nella mia vita si son fatte spazio altre cose più fighe, ma ci tengo a comunicare a tutti che non è vero. Alle volte capita che alcuni autori, quando vedono che i loro progetti si fanno strada in altri media, lascino il mondo dei fumetti. Ma questo è proprio l'opposto di quello che desidero accada. Voglio portare nuovi lettori nel mondo dei comics affinché questi scoprano la meravigliosa magia che abbiamo da offrire loro ogni settimana. La mia collaborazione con la Marvel, sin dal primo giorno che mi hanno assunto, è stata di continuo un sogno che diveniva realtà e sono onorato di continuare questa collaborazione per molti anni ancora."

Brian Michael Bendis
Resta, quindi, la curiosità riguardo quali saranno i nuovi progetti di Bendis (qualcuno si augura che sia occupi di alcuni personaggi classici della casa delle idee, come Spider-Man o Fantastici Quattro oppure che si impegni ancora più a fondo sullo scenario cosmico, sinora tutto sommato, davvero poco sfruttato). L'interrogativo che sta più a cuore al sottoscritto, però, è quello inerente il suo erede. Chi si occuperà degli X-Men? Ci sarà un autore in grado di rinnovare davvero i mutanti Marvel? L'impresa non è riuscita appieno neppure a Bendis (anche lui troppo impegnato a riciclare vecchie formule - viaggi nel tempo, argh! - e ancor più vecchie dinamiche, senza però essere in grado di fare qualcosa di davvero nuovo), dunque su chi ricadrà questo arduo compito? E se la Marvel (visti anche i non idilliaci rapporti con la Fox) decidesse di effettuare un downgrade delle testate mutanti spingendole, tanto per dirne una, fuori continuity o in una realtà alternativa? Affidandone storie e sceneggiature ad autori meno cool? Anche in questo caso, sarà solo il tempo (e le tante indiscrezioni che fioccano sulla rete) a darci una risposta.



martedì 3 febbraio 2015

LE PIÙ GRANDI STORIE, MAI (!) PUBBLICATE: DOCTOR STRANGE DI ROGER STERN E FRANK MILLER


Doctor Strange
nella splendida interpretazione di
Paul Smith


Quali sono stati i più grandi fumetti mai pubblicati? Be' se si tentasse di stilare una classifica dei migliori fumetti pubblicati nel mondo nel corso degli anni, l'elenco potrebbe essere davvero lungo. Ma il senso della domanda che ho posto in apertura di questo post è un altro. Ovvero, quali fumetti sono stati annunciati con tutti gli onori del caso per poi essere spariti nel limbo dei prodotti mai pubblicati? Questa potrebbe sembrare una domanda oziosa, degna di una chiacchierata tra perditempo in un uggioso pomeriggio di pioggia, eppure, nel corso degli anni sono stati tanti i progetti mai concretizzatisi, ma ciò nonostante in grado di far sognare gli appassionati.

Volete un esempio? Ebbene nell'inverno del 1981 la Marvel Comics annunciò i nomi del nuovo team creativo che avrebbe dovuto insediarsi alle redini della serie del Doctor Strange. Un evento straordinario, al punto che la casa editrice realizzò una pubblicità che fu inserita su molte delle testate distribuite a febbraio di quello stesso anno; una pubblicità che con il tono trionfale molto spesso utilizzato all'epoca sugli albi della casa delle idee annunciava: "Non perdete le nuove avventure dello Stregone Supremo della Terra -- così come verranno misticamente narrate da Roger Stern e Frank Miller!"


l'house Advertisement realizzato nell'inverno del
1981 per annunciare l'imminente ciclo di episodi del
Doctor Strange che avrebbero dovuto essere realizzati
da Roger Stern e Frank Miller

Tutto sembrava a dir poco pronto, eppure il ciclo di episodi di Stern e Miller non è mai stato realizzato. Che cosa sarà mai accaduto? Nel corso di un'intervista rilasciata a Comic Book Resources, Roger Stern racconta: "Frank ed io avevamo pianificato di lavorare insieme sul Dottor Strange -- e infatti facemmo alcune lunghe chiacchierate riguardo cosa avremmo voluto fare sulla serie. Ma, sfortunatamente, questa pubblicità (e una copertina realizzata per la serie) è rimasto l'unico contributo che Frank ha fornito alla serie" (ma non l'unico contributo di Roger Stern che, in coppia con Marshall Rogers, realizzò una lunga e ottima gestione della serie del Dottor Strange).

Doctor Strange #46
la copertina realizzata da
Frank Miller 
Sul perché Miller non si fosse occupato più delle matite della serie per molto tempo si è creduto che fosse dovuto al successivo incarico ottenuto, questa volta come autore completo, sulle pagine di Daredevil (incarico che avrebbe catapultato l'allora ventenne Miller nell'olimpo dei più grandi autori di comics). Ma stando alle dichiarazioni di Stern, le cose non andarono propriamente in questo modo: "Temo che la storia inerente il perché Frank non diventò il disegnatore della serie, non sia poi così interessante. Da quel che ricordo, la Marvel aveva ottenuto i diritti per realizzare l'adattamento a fumetti di qualcosa riguardante James Bond, e Frank decise che avrebbe voluto occuparsi di quel progetto -- questo, ahimè, fece sì che la nostra collaborazione non avesse inizio. L'unica storia sulla quale abbiamo poi collaborato è stata un'avventura di Capitan America pubblicata sulla collana antologica Marvel Fanfare. Così, Doc fu per noi un'occasione perduta; be' in realtà andò perduta anche un'altra occasione, quella di realizzare insieme una miniserie su Nick Fury. Ma per quella non andammo mai oltre qualche chiacchierata".



Doctor Strange e Clea
in una commision realizzata da
Frank Miller



Per scoprire altre tra LE PIÙ GRANDI STORIE, MAI (!) PUBBLICATE: 
1: SPIDER-MAN DI JEPH LOEB E J. SCOTT CAMPBELL

[fonti: comicbookresources e Marvel Comics of the 1980s]

JOHN ROMITA JR. RINNOVA IL GUARDAROBA DELL'UOMO D'ACCIAIO


Il classico logo di
Superman


Che la DC Comics stia tentando l'impossibile per rilanciare e rivitalizzare l'uomo d'acciaio agli occhi dei lettori più giovani è un dato di fatto ormai acclarato. Il forte impatto mediatico prodotto dalla tetralogia lanciata da Richard Donner nel 1978 (e le innumerevoli repliche televisive) hanno consolidato nell'immaginario dei lettori i pregi del personaggio, rendendolo, in quest'epoca di sfumature di grigio e antieroi, di fatto un personaggio percepito come troppo perfetto e vetusto. Il rilancio tentato con il New 52 e la nuova pellicola cinematografica diretta da Zack Snyder hanno provato a rinverdire i fasti del personaggio, tentando di "sporcarne" le azioni (più che l'inflessibile morale), scalfendo però solo la superficie di tanto scetticismo. E quando le cose proprio non riescono ad andare per il verso giusto, cos'altro tentare se non il cambio di costume? Il compito do questo restyling (che giunge a tre anni da quello precedente) è stato affidato a John Romita jr. Ed ecco il risuultato:


Il nuovo look di Superman realizzato da
John Romita Jr.
Per meglio comprendere i cambiamenti apportati da Romita Jr. forse è meglio prima dare un'occhiata al lavoro svolto in precedenza da Jim Lee.

Il look assunto da Superman nel New 52
illustrazione di Jim Lee
Dopo attenta osservazione, degna di una delle sciarade più note de La Settimana Enigmistica, è possibile notare che Superman ha risposto l'armatura da qualche parte nella Fortezza della solitudine per indossare nuovamente una calzamaglia. Ha eliminato i polsini che gli scendevano sulle mani, sostituendoli con dei più sbarazzini guanti a mezze dita, ha abbassato il colletto della sua  maglia e ha cambiato cintura.
Be', forse è meglio farsi venire qualche altra idea...

martedì 27 gennaio 2015

CONTRO IL RAZZISMO E L'INTOLLERANZA SCENDE IN CAMPO MS. MARVEL!

Kamala Khan
Che Kamala Khan, la giovane Ms. Marvel  musulmana lanciata poco più di un anno fa dalla Marvel, fosse destinata a far parlare di se, lo si era capito sin dal primo momento.

Sviluppata dalla editor Sana Amanat e dalla scrittrice  G. Willow Wilson (entrambe musulmane), la ragazzina ha sin da subito destato reazioni molto forti, a partire da un editoriale del The Washington Time che frettolosamente etichettò l'eroina come il tentativo di conquistare le edicole dei paesi asiatici, incurante dell'american way of life (ve ne parlai QUI). Eppure proprio l'accoglienza dei lettori di fede musulmana lasciò ben sperare sulla qualità del progetto, sebbene si avvertisse con forza lo scetticismo di una parte dei lettori le prime reazioni a caldo lasciarono ben sperare (ve ne ho parlato QUI). Speranza che si è tramutata in una certezza quando la Marvel ha annunciato che la serie è tra le più vendute sulle piattaforme digitali (notizia che vi comunicai QUI).

Un successo, dunque, crescente certificato, adesso, dal fatto che Kamala Khan è diventata un fenomeno virale. Su alcuni autobus di Los Angeles, infatti, negli scorsi giorni sono stati affissi dei cartelloni anti-islamici sponsorizzati dal Freedom Defense Initiative, un'associazione etichettata come intollerante dal governo Britannico. La risposta di alcuni cittadini di Los Angeles non ha tardato ad arrivare, e così alcuni di questi cartelli sono stati coperti  da adesivi giganti ritraenti la giovane Ms. Marvel che condanna il razzismo e l'intolleranza.

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lunedì 26 gennaio 2015

LE PIÙ GRANDI STORIE, MAI (!) PUBBLICATE: LO SPIDER-MAN DI JEPH LOEB E J. SCOTT CAMPBELL



Spider-Man World di
J.Scott Campbell



Il mese di Gennaio è ormai quasi archiviato, e vi sarete resi conto che, contrariamente a quanto accaduto negli scorsi anni, quest'anno non ho realizzato 15x2015; ho deciso di rinunciare al consueto appuntamento con i titoli più interessanti dell'anno appena iniziato per un motivo abbastanza semplice: le notizie che circolano in questo periodo sono troppo scarse (almeno per quanto riguarda il mercato italiano) e si limitano in genere alle (seppur interessanti) novità dei soliti editori o all'ennesimo mega-evento-destinato-a-stravolgere-questa-volta-per-davvero-e-non-si-torna-più-indietro-o-forse-no-l'universo-narrativo-di-una-delle-major-statunitensi. Onde evitare un mero elenco di titoli più o meno prevedibili (un titolo a caso, le nuove Secret Wars che bollono in pentola in casa Marvel) ho preferito volgere il mio sguardo al passato per parlarvi di alcune delle più grandi storie annunciate e mai pubblicate. Opere il cui annuncio ha fatto sognare migliaia e migliaia di appassionati in tutto il mondo ma che, per motivi spesso ancora misteriosi, han fatto perdere traccia di se, dissolvendosi come neve al sole. L'appuntamento con Le più grandi serie mai (!) pubblicate prenderà, dunque, il posto di 15x2015, con la speranza che possa divertirvi allo stesso modo, allietando, almeno nei propositi, i vostri lunedì.

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Anno 2006. Sulle serie regolari la vita di Peter Parker attraversava un momento di relativa felicità, l'ingresso nei Vendicatori e l'amicizia con Tony Stark, oltre al trasferimento nella Torre degli eroi più potenti della Terra, avevano donato un momento di rara stabilità all'arrampicamuri. Dal punto di vista editoriale un terzo mensile regolare, Friendly Neighborhood Spider-Man di Peter David e del mai troppo compianto Mike Wieringo, andò ad affiancare le pre-esistenti Amazing Spider-Man (di Michael J. Strakzynski e Mike Deodato Jr.) e Marvel Knights Spider-Man (testata antologica affidata a team creativi sempre diversi). Mancava una ciliegina sulla torta. Ma qualcosa bolliva in pentola. L'annuncio di una maxi-serie davvero da sogno per tutti gli appassionati dell'Uomo Ragno arrivò nel corso della WizardWorld di Los Angeles: Jeph Loeb e J. Scott Campbell erano al lavoro su un progetto misterioso con protagonista Spider-Man.

Oltre al ritorno al tavolo da disegno, come disegnatore di una testata (semi) regolare di J. Scott Campbell, la maxi-serie rappresentava anche il primo progetto al quale avrebbe dovuto lavorare in esclusiva per la casa delle idee. Prevista per il 2008, la pubblicazione di questa serie fu cancellata l'anno seguente, allorché l'artista, nel corso di un'intervista rilasciata nell'edizione del 2007 della WizarldWord di Chicago, diede notizia di aver abbandonato il progetto. Nel 2010, però, fu ancora Campbell a comunicare che il progetto in realtà non era stato accantonato, ma semplicemente messo sotto silenzio, per dare all'artista tutto il tempo necessario per realizzarlo con calma e dedizione. Sempre nel corso del 2010, Tom Brevoort pubblicò on-line una tavola del secondo albo della serie.

Una tavola di J. Scott Campbell
per il suo progetto ragnesco

E, in risposta alla domanda di un lettore che chiedeva lumi, rispose: "E' curioso, ma gli appassionati ci esortano sempre ad annunciare queste serie solo quando abbiamo materiale sufficiente per procedere alla pubblicazione. Ma ogni volta che ci proviamo ci sono altri lettori cui si rizzano i capelli. In ogni caso, è colpa nostra, eravamo così eccitati dall'idea di annunciare questa serie che lo abbiamo fatto con troppo anticipo".

Nel 2011 la Marvel ha ulteriormente annunciato che la serie è ancora in lavorazione, ma che se ne darà notizia solo quando sarà completata e pronta per la pubblicazione. Da allora sono passati altri 4 anni e nulla ancora si è saputo. Incrociamo le dita.

La Gatta Nera


[1 - Continua]
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