giovedì 24 luglio 2014

ERIC STEPHENSON: "GLI AUTORI SI STANNO RENDENDO CONTO CHE ALLA IMAGE POSSONO REALIZZARE I PROGETTI AI QUALI SOGNANO DI LAVORARE"


Alcuni degli annunci più eclatanti compiuti nel corso
di Image Expo (immagine realizzata da ComicsAlliance


Terza edizione per la Image Expo, convention fumettistica dedicata esclusivamente agli autori e alle produzioni della casa editrice fondata oltre vent'anni fa da Todd McFarlane, Erik Larsen, Rob Liefeld e soci; testimonianza del crescente successo e dell'interesse che la Image sta riscuotendo, grazie soprattutto alla guida illuminata di Eric Stephenson che, più di altri, ha saputo percepire le indicazioni del mercato e degli autori (e le mancanze degli altri editori) indirizzandole verso la produzione della casa editrice; una produzione che, già al centro dell'attenzione per via dell'enorme successo mediatico di The Walking Dead, ha conquistato l'interesse dei lettori e della stampa specializzata e non, rendendo di fatto la casa editrice la terza forza del mercato. In occasione della terza edizione della Image Expo il sito internet Multiversity.com ha realizzato un'intervista esclusiva a Stephenson, intervista della quale vi propongo qualche stralcio.

Ricordo la prima volta che ti ho intervistato, era nel 2011. Mi dicesti che la Image aveva intenzione di far crescere le sue quote di mercato catturando l'attenzione di quei lettori che erano ormai stanchi di grandi eventi e di morti di personaggi e degli ormai consueti trucchi da baraccone con i quali le altre case editrici tentavano di conquistare l'attenzione del pubblico. Da allora sono trascorsi tre anni e mezzo e la Image ha più che raddoppiato la sua quota di venduto in un mercato che sta vivendo un boom prolungato, con molti lettori e rivenditori che stanno dirottando il denaro dei loro investimenti non solo verso le produzioni Image, ma anche verso quelle delle case editrici che ne hanno seguito l'insegnamento. Cosa ne pensi dello stato attuale della Image e più in generale di quello dell'industria, e cosa ne pensi del movimento che sta conducendo a una sempre maggiore produzione di fumetti creator-driven? In che direzione va questo movimento e continuerà a crescere?
Eric Stephenson: Odio il termine "creator-driven" e non credo che i creatori dovrebbero accettare questo genere di stronzate. Come ho fatto notare nel mio discorso introduttivo, si tratta di un termine che fu coniato dalla nostra concorrenza per screditare l'importanza dei fumetti Creator-Owned. Tempo fa mi sono seduto ad una conferenza tenutasi durante la ComicsPRO e c'erano queste persone che parlavano e che dicevano che ormai nessuno si cura più dei fumetti creator-owned perché c'è sempre più interesse per i fumetti creator-driven, che è divertente perché in questo caso viene da chiedersi come mai così tante case editrici cercano di emulare il nostro approccio. Credo che sia abbastanza evidente che la gente si stia annoiando di tutta l'enfasi che viene messa su cose come le rinumerazioni o il ripescaggio di personaggi di serie televisive anni '80, l'uccisione di alcuni personaggi e tutto quel genere di cose, e lo dimostra quanto poco impatto tutte queste iniziative producano nel lungo termine. Alcune di questi marchingegni continuano a funzionare? Certo, ma i picchi sono sempre meno alti e gli effetti sono sempre più smorzati. E a dimostrare il mio punto di vista ci sono i numeri. 
Nel parlare del rapporto tra fumetti creator-owned/driven hai affermato che ci sono molti editori che vi stanno emulando. L'Image ha dimostrato la validità del fidarsi degli autori  di qualità dando loro la possibilità di realizzare le storie che desiderano, e case editrici come Dark Horse e BOOM! hanno sposato più che mai questa causa. Questo vuol dire che la Image ha mostrato la via per cambiare il mercato? 
ES: il fatto è che non tutti hanno abbracciato completamente la causa della creator-ownership. Quando assistiamo a un Editore che concede ai creatori il 50% della proprietà di una serie, non si tratta di una pubblicazione creator-owner. Magari si può parlare di creator-sharing, ma a meno che non si controlli al 100% la propria creazione, che è quello che accade alla Image, non è la stessa cosa. Al di là di questo, yeah, il fatto che altre case editrici stanno guardando a cosa abbiamo fatto e stanno provando a immaginare come questo nostro lavoro potrebbe funzionare anche per loro è gratificante. E' come affermò Erik Larsen quando la Marvel lanciò la Icon: lui e gli altri membri fondatori della Image avevano ragione. La Marvel non avrebbe mai lanciato un'etichetta come la Icon se la Image non fosse esistita, e se me lo chiedete, be' si tratta di una cosa per la quale Erik, Todd, Marc, Valentino, Rob e Jim possono davvero andare fieri. Se c'è più che concentrarsi sugli autori, non può che essere una buona cosa. 
Con il crescente successo che sta caratterizzando gli ultimi anni della Image, stiamo assistendo a un sempre maggior numero di scrittori e disegnatori che iniziano a collaborare con voi. Negli annunci fatti oggi, sono emersi i nomi di gente come Jeff Lemire, Dustin Nguyen, Sean Murphy, Ray Fawkes, John Arcudi e James Harren, tutti autori per la prima volta al lavoro su un titolo Image. Quali credi siano stati i principali motivi che li hanno condotti a collaborare con la Image? 
ES: Credo che gli autori guardino a cosa stiano facendo persone come Fiona e Brian su un titolo come Saga, o a cosa stanno realizzando Matt e Chip su Sex Criminals, o al tipo di lavoro che Kelly Sue e Emma stanno compiendo su Pretty Deadly, e capiscono che le idee che davvero li emozionano, i progetti per i quali vorrebbero svegliarsi al mattino per mettercisi subito al lavoro perché ci si sentono completamente coinvolti, sia attualmente possibile realizzarli solo se lavorano in proprio. Penso specialmente a Sex Criminals o Chew, idee che non sarebbero mai potute essere riversate nel materiale prodotto su ingaggio. Penso che gli scrittori e gli artisti si stiano rendendo conto del fatto che anche se si possono divertire nel realizzare storie dei supereroi con i quali sono cresciuti, quello che davvero vogliono realizzare è  fare qualcosa che sia loro al 100%, questo è il posto in cui una simile aspirazione è realizzabile. E, meglio ancora, dove nessuno può interferire col le loro idee. [...] E inoltre, la cosa funziona un po' così: più persone cominciano a collaborare con noi, più persone cominciano a parlarne con i loro amici e allora non è più un caso che mi arrivino telefonate o e-mail da autori con un loro progetto e interessati a realizzarlo con noi.
Al di là del successo riscosso all'ultima Image Expo, alcuni commentatori hanno mosso delle critiche abbastanza dure sul fatto che sul palco sono intervenuti prevalentemente autori di sesso maschile. Un po' come se in qualche modo discriminaste la diversità di genere/razza. Cosa ha in comune questa nuova ondata di titoli? 
ES: Idee brillanti e originali. Non abbiamo alcuna quota per sesso/razza qui alla Image. Non assumiamo nessuno per via della razza, né per lo stesso motivo discriminiamo nessuno. [...]I nuovi progetti che abbiamo annunciato questa settimana hanno le caratteristiche che ho riassunto prima: si basano su idee  brillanti e originali. [...] C'è però una cosa da aggiungere: la Image ha ottenuto otto nomination agli Eisner Awards per lavoro svolto da donne, più di qualsiasi altro editore. Stiamo pubblicando un numero crescente di opere realizzate da autrici, il che è dovuto in gran parte a quello che ripeto da tempo in interviste come questa, cioè che ci piacerebbe produrre più opere realizzate da donne. Non si tratta di un processo che si realizza da un giorno all'altro, ma insinuare che noi siamo parte di un problema al quale stiamo attivamente lavorando per avere una industria più inclusiva è un po' controproducente. 
Con l'incredibile crescita fatta registrare nel 2014 sia per quanto riguarda le vendite che nell'opinione diffusa della qualità delle vostre proposte (riconoscimento che giunge in particolare dai premi Eisner) e con gli annunci fatti oggi che fanno davvero sperare in un futuro molto promettente, possiamo affermare con tranquillità che la Image non è mai raggiunto un picco elevato come questo sin dalla sua creazione? Questo cambia il tuo approccio a come trovi nuove serie e a cosa cerchi quando devi pubblicare un nuovo titolo? 
ES: Per certi versi, sì. [...] Ma tutto sommato, a me basta che ognuno faccia del suo meglio. [...]

E visto che nel corso dell'intervista sono state più volte citate le (eclatanti) novità annunciate nel corso della Image Expo, ecco una rapida carrellata.

T O K Y O    G H O S T 
di Rick Remender, Sean Gordon Murphy, Matt Hollingsworth

Tokyo Ghost

"Tokyo Ghost da il benvenuto ai lettori sull'isola di New Los Angeles.2189. L'umanità non è divenuta nient'altro che un oceano di consumatori. Lupi affamati e senza cibo. Ammalati a causa della contaminazione tossica. Necessitano di farsi prestare, elemosinare e rubare i fondi per poter comprare. Comprare. Comprare la prossima iniezione digitale. Provare un'emozione, una distrazione dalla realtà. E' l'unica ragione rimasta per vivere. La droga di cui tutti hanno bisogno. E i gangster ne hanno il monopolio. Ma chi si occupa di consegnare questi gangster alla giustizia? Led Dent e Debbie Decay. Poliziotti. Un modo carino per definirli sarebbe "brutali macchine omicide". Al duo sta per essere assegnato un incarico che li obbligherà a uscire dalla decadente LA per recarsi nella misteriosa nazione perduta di Tokyo."

R U M B L E
di John Arcudi e James Harren

Rumble
I N T E R S E C T
di Ray Fawkes

Intersect
S O U T H E R N   C R O S S
di Becky Cloonan e Andy Belanger

Southern Cross

D E S C E N D E R
di Jeff Lemire e Dustin Nguyen


Descender
T O O T H   &   C L A W L 
di Kurt Busiek, Ben Dewey, Jordi Bellaire e Comicraft

Tooth & Clawl

I N J E C T I O N
di Warren Ellis, Declan Shalvey e Jordie Bellaire


Injection

Dal team creativo di Moon Knight.





mercoledì 23 luglio 2014

MONDADORI COMICS ANTICIPA DUE TAVOLE IN ANTEPRIMA DALLA STORIA INEDITA DI KEN PARKER


Ken Parker

Da anni ormai, anche quando sembrava solo essere una speranza vana, i lettori di Ken Parker sono in attesa di un seguito delle avventure dell'eroe, di una storia almeno che chiuda il cerchio e che apra le porte del carcere in cui Ken è rinchiuso. Il lancio della omonima collana pubblicata da Mondadori Comics ha immediatamente confermato che quel capitolo conclusivo vedrà la luce. L'ultimo albo della serie, infatti, conterrà una storia inedita realizzata da Berardi e Milazzo. E per titillare le aspettative (enormi) degli appassionati sulla sua pagina Facebook Mondadori Comics ha pubblicato due tavole in anteprima del capitolo finale (?) di Ken Parker, tavole che non esito a riproporvi.

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Da queste due tavole si capisce che la storia è ambientata alcuni anni dopo le ultime avventure sinora pubblicate di Ken Parker (le vicende del trapper hanno avuto inizio nel 1868, mentre la data riportata nella prima tavola ci informa che ci troviamo nel 1908) e ci presenta un Ken visibilmente invecchiato. Adesso non ci resta che aspettare che la collana arrivi al suo cinquantesimo volume per goderci quest'ultima avventura e dare il definitivo so long a Ken.

martedì 22 luglio 2014

CON DIABOLIK NERO SU NERO LA GAZZETTA DELLO SPORT CI RACCONTA LA CRONACA NERA VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DEL RE DEL CRIMINE


Un particolare dalla copertina del primo numero di
Diabolik Nero su Nero
illustrazione di Gabriele Dell'Otto


La produzione editoriale che la Gazzetta dello Sport sta, negli ultimi tempi, dedicando agli anime (i classici cartoni animati) e al fumetto assume mese dopo mese un carattere sempre più ampio e multi-comprensivo, spaziando da Ken il Guerriero a Sampei (riproposti recentemente in dvd) ai classici del fumetto francese (Lucky Luke e Ric Roland solo per fare un esempio delle due collane varate più di recente), senza tralasciare i sempre lanciatissimi fumetti Marvel o l'opera di un indiscusso maestro del fumetto italiano del calibro di Milo Manara. A un tale, riguardosissimo, campionario non poteva mancare un classico personaggio del fumetto italiano, in assoluto uno dei più amati dai lettori: Diabolik.

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A partire da oggi, martedì 22 luglio 2014, il re del crimine sarà protagonista di una nuova collana settimanale a lui interamente dedicata, dal titolo Diabolik Nero su Nero. Sono certo che saranno in molti a pensare che si tratta solo dell'ennesima iniziativa di ristampe di storie classiche dell'(anti)eroe di Clerville collegate a un quotidiano, ma in questo caso Astorina e Gazzetta dello Sport hanno confezionato un prodotto davvero unico.

I curatori della collana Diabolik Nero su Nero, infatti, tenendo fede a uno dei più saldi fondamenti gettati dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, quello cioè di ispirare le avventure del ladro mascherato a fatti realmente accaduti nel mondo che ci circonda, hanno organizzato questa riproposta di storie in base alle tematiche trattate, aggiungendo in appendice di ciascun albo dei dettagliati dossier all'interno dei quali si parlerà diffusamente dei fatti che hanno (direttamente o indirettamente) ispirato le avventure contenute in esso.

Il primo albo della serie, a esempio, dal titolo programmatico La polizia non indaga, è dedicato ai casi in cui alcuni esponenti delle forze dell'ordine vengono meno a quelli che sarebbero i loro obblighi, tradendo il loro mandato e passando dall'altro lato della barricata. Nel volume, oltre a due episodi intitolati Complice un poliziotto e Capo d'accusa: omicidio, ci sarà, dunque spazio per il dossier dedicato ai fatti della Uno Bianca, una triste vicenda di cronaca nera svoltasi negli anni '90 nel quartiere Pilastro di Bologna. A completare ciascun numero della collana, un approfondimento fumettistico di Fabio Licari.
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Ogni volume, inoltre, sarà impreziosito da una copertina inedita realizzata a rotazione da illustratori di primissimo piano come Corrado Mastantuono, Gabriele Dell'Otto e Manlio Truscia. Ciascun albo avrà una foliazione di 260 pagine in bianco e nero e sarà rilegato in brossura con alette. La copertina sarà in vernice opaca e serigrafia lucida.

Il primo albo della collana sarà disponibile al prezzo di lancio di 1,00 €, mentre il secondo sarà in vendita a 3,99 € per poi assestarsi, a partire dalla terza uscita, al prezzo definitivo di 6,99 €. Il piano dell'opera, per ora, prevede la pubblicazione di 20 volumi, con la possibilità che la serie possa proseguire.
Per ulteriori informazione consultare lo store on line della Gazzetta dello Sport, sul quale è possibile acquistare la collana http://goo.gl/ICGbPZ

venerdì 18 luglio 2014

JASON AARON: CREDO CHE I LETTORI POSSANO ACCETTARE L'IDEA CHE UNA DONNA SIA IN GRADO DI BRANDIRE UN MARTELLO


La nuova Thor
disegno del regular penciler Russel Dauterman


Come era assolutamente prevedibile, le reazioni del web alla notizia degli stravolgimenti in arrivo con Avengers NOW! sono state veementi, quasi di totale rifiuto rispetto a quanto annunciato dalla Marvel (e nessuno sembra curarsi del fatto che entro 12/24 mesi lo status quo sarà quasi certamente ristabilito, e nel frattempo, se saremo stati fortunati, avremo avuto l'occasione di leggere qualche buona storia con personaggi magari più freschi e sfiziosi, capaci di vivere avventure diverse dal solito e reagire in maniera diversa da come avrebbero fatto i loro predecessori - che poi è proprio la formula adottata con Superior Spider-Man).

A sottolineare che cambiamenti epocali, sebbene sempre limitati nel tempo, ci sono sempre stati e continueranno a esserci ci pensa uno degli architetti dio questa operazione di rilancio, Jason Aaron che scrive:

"Credo che se abbiamo accettato di leggere storie un cui Thor era una rana o un alieno dalla faccia di cavallo, dovremmo essere capaci di accettare anche che una donna sia in grado di sollevare un martello e brandirlo per un po' di tempo"




giovedì 17 luglio 2014

CON AVENGERS NOW! LA MARVEL STRAVOLGE I VENDICATORI E RILANCIA GLI EROI PIÙ POTENTI DEL MONDO!

I nuovissimi Avengers?


Di questi tempi il motto della Marvel sembra essere la parola cambiamento, abbinato spesso all'aggettivo nuovo declinato in tutte le sue variazioni (soprattutto nuovissimo, a indicare un taglio netto, anzi nettissimo con il passato). Ed è probabilmente alla luce di questo motto che vanno interpretati i numerosi cambiamenti che stanno per essere apportati ai classici personaggi della casa editrice. Il lettore d'oltreoceano (e non solo) sembra non essere più in grado di seguire con attenzione e cieca fedeltà la testata mensile dedicata al proprio eroe favorito, e così, alla stregua di un anziano che si assopisce davanti all'ipnotico televisore, i lettori più giovani per tenere alta l'attenzione hanno bisogno che, di tanto in tanto, qualcuno gli assesti una gomitata.

Il cambiamento (o se volete, la gomitata) deve essere abbastanza forte, capace di destare l'attenzione e far discutere per un po' giornali, notiziari televisivi e frequentatori vecchi e nuovi delle fumetterie, tutti dotati di memoria abbastanza corta per ricordare l'epocale cambiamento avvenuto solo pochi mesi prima (o che lo stesso epocale cambiamento a cui si sta per assistere è già avvenuto in passato).

Divagazioni a parte, per tenere alta l'attenzione degli appassionati (lettori e non, non dimentichiamo che da quando la Marvel è un genere cinematografico i fan - non i lettori - son cresciuti a dismisura) è necessario puntare molto in alto, sbarcando nei salotti e talk show televisivi più seguiti, con la certezza e la finalità che tutti i potenziali lettori possano essere raggiunti e reclutati. Per annunciare i cambiamenti in arrivo, mutamenti che rivoluzioneranno per un po' il cast degli Avengers, l'offensiva mediatica della Casa delle Idee è stata compiuta in grande stile.

la nuova Thor
illustrazione di Russel Dauterman

Martedì mattina (15 luglio 2014) Whoopi Goldberg e gli ospiti del talk show televisivo hanno annunciato che il possente Thor era in procinto di essere sostituito da una guerriera in gonnella. Neanche il tempo di far sopire le reazioni del pubblico che Joe Quesada, nel salotto televisivo del comico Stephen Colbert, ha dato la notizia che Steve Rogers  abbandonerà il costume di Capitan America  a favore di Sam Wilson (a.k.a. Falcon), eroe che per la prima volta impersonerà un Capitan America di colore. Contestualmente l'Entertaiment Weekly andava in stampa con la notizia che è in procinto di esordire un Superior Iron-Man.

Questi cambiamenti, stando a quanto condivisibilmente scrive Adrew Wheeler sulle pagine di Comics Alliance, si prefiggono due scopi. Attirare l'attenzione sulle pubblicazioni fumettistiche della casa editrice, sancendo l'indipendenza dai Marvel Studios, e attirare un pubblico nuovo e "diverso".

Per quanto riguarda il primo punto, va considerato che l'enorme successo fatto registrare dalla pellicola degli Avengers ha prodotto solo una flebile influenza sui dati di vendita delle omonime testate. Analizzando questi ultimi, non ci si figurerebbe mai che si tratta delle storie che hanno ispirato il cinecomic più visto e amato negli USA. Nasce quindi l'esigenza, fosse anche solo per convincere i potenziali lettori che assistere alla proiezione del film non equivale a leggere annate di fumetti, di affermare che i fumetti sono un'altra cosa. Quale modo migliore di farlo se non stravolgendo i personaggi e rendendoli diversi da quelli che in moltissimi hanno imparato a conoscere sul grande schermo?

Capitan America NOW!
Disegno di Stuart Immonen

Il tentativo di comunicare con un pubblico differente, e potenzialmente molto più ampio di quello che tradizionalmente legge i supereroi, sembra essere invece una delle mission che la Marvel si prefigge da tempo, con la speranza di allargare (anche agli angoli più remoti del mondo) il proprio parco lettori. In quest'ottica vanno considerati i lanci delle nuove serie di Captain Marvel, della islamica Miss Marvel e della squadra di vendicatori composta esclusivamente da eroi di colore, i Mighty Avengers. E' naturale immaginare che nel lungo tempo Steve Rogers tornerà a vestire i panni di Cap, così come è altrettanto scontato che il Dio del Tuono tornerà a essere un nerboruto barbaro, ma nel frattempo un uomo di colore impersona l'incarnazione del sogno americano e dell'American way of Life e una donna ricopre un ruolo di assoluto primo piano nel gruppo più potente (e amato) di eroi Marvel.

Per quanto riguarda i team creativi delle serie di Capitan America e Thor, restano in parte confermati gli autori che ne hanno curato sinora le edizioni "classiche". Sulle pagine di Cap Rick Remender sarà affiancato da Stuart Immonen, mentre Jason Aaron sarà affiancato da Russell Dauterman (visto all'opera, con profitto, su Cyclops) per la nuova Thor in gonnella. E forse questo è l'unico aspetto sul quale la Marvel non ha mostrato sufficientemente coraggio: non sarebbe stato più giusto mescolare le carte anche per quanto riguarda gli autori e far subentrare autori di colore o donne per meglio dare voce a questi personaggi rinnovati? Per il lettori, forse, questo avrebbe rappresentato un cambiamento davvero troppo radicale, forse inaccettabile.

E Iron-Man? Per ora si sa solo che sarà rilanciato con una nuova testata preceduto con l'aggettivo Superior (un aggettivo che ha contraddistinto lo Spider-Man malvagio impersonato da Otto Octavius, a.k.a. Doctor Octopus) e sarà affidato a un nuovo team creativo (proveniente dalla DC Comics) Tom Taylor (Injustice, Earth 2) e Yildiray Cinar (visto sulle Lanterne Verdi).

Tutti questi cambiamenti, in ogni caso, fanno parte del progetto Avengers NOW!, il piano di rilancio destinato a portare gli eroi più potenti del mondo al centro dell'attenzione non solo cinematografica, ma anche fumettistica. E se tanto mi da tanto, con il San Diego Comic Con alle porte, presto sentiremo altre notizie eclatanti. Nel frattempo, se a qualcuno importa, Joe Quesada ha lanciato un'idea su chi potrebbe essere adatto a indossare i panni di Falcon... be' chi altri se non il comico Stephen Colbert?

l'attore comico Stephen Colbert
nei panni di Falcon
disegno di Kris Anka


mercoledì 16 luglio 2014

IL NUOVO TEAM CREATIVO DI BATGIRL, ATTENTO ALLA RETE E ALLE TENDENZE PIÙ IN VOGA, RAPPRESENTA UN CAMBIAMENTO NELLA POLITICA COMUNICATIVA DELLA DC COMICS?

La nuova Batgirl


A distanza di tempo dal burrascoso licenziamento di Gail Simone dalle pagine di Batgirl (licenziamento trasformatosi in un boomerang per l'editor della testata costretto, a furor di popolo, a ridare l'incarico alla scrittrice - fatti che vi ho raccontato QUI e QUI) il ciclo dell'autrice giunge alla sua naturale conclusione e la DC conferisce l'incarico di scrittore della serie dedicata alle avventure in solitaria di Barbara Gordon a un duo composto da Cameron Stewart e Brenden Fletcher, mentre ai disegni debutterà Babs Tarr.

Il cambiamento del team creativo comporterà una vera e propria (piccola) rivoluzione del personaggio, sia per quanto riguarda il contenuto e il tenore delle storie che per l'aspetto e il costume. Una serie di cambiamenti che il co-sceneggiatore Brenden Fletcher riassume così: "Veronica Mars che incontra Girls con un pizzico di Sherlock".

Studi per il nuovo look di Batgirl
di Babs Tarr

Batgirl, dunque, avrà un taglio più giovanilistico, un cambiamento che davvero emoziona Babs Tarr, la nuova talentuosa disegnatrice che ha dichiarato: "sono molto emozionata dal poter introdurre dei flirt, del divertimento e un po' di moda nella serie. In giro non ci sono molte serie mainstream che trattano questi argomenti. Chi è che non ama un supereroe sfacciato?"

Il "pacifico" avvicendamento del team creativo fa anche registrare un punto a favore della DC Comics. Dopo le tante controversie e burrascosi defenestramenti avvenuti negli scorsi mesi (spesso dovuti anche al caos organizzativo venutosi a creare negli uffici della casa editrice a causa del trasloco da New York a Burbank), la casa editrice ha avuto tempo, non solo di annunciare la nuova squadra di autori, facendo palesemente intuire che si tratta del frutto di un processo di rinnovamento e riposizionamento del personaggio anziché di un maldestro cambiamento dovuto a qualche non troppo chiaro motivo, ma anche di organizzare una massiccia campagna promozionale e informativa sul web. Dopo moltissimo tempo, grazie anche (e soprattutto) alla capacità comunicativa di Cameron Stewart, un personaggio della DC Comics diventa di tendenza su Twitter.

"Mi sento come se fosse stato Nick Fury a mettere insieme questo Team.
La DC è stata sufficientemente carina da consentirmi di scegliere
scegliere i miei collaboratori"

Cameron Stewart è stato abilissimo a intuire le potenzialità della rete e a incoraggiarne le reazioni. Fino a chiedere esplicitamente ai cosplayer di impersonare la nuova Batgirl. E la risposta è arrivata fulminea, se Adam Hughes si chiedeva (sempre attraverso Twitter) se fosse possibile con sole sette settimane di anticipo  rispetto al San Diego ComiCon  che qualcuno si riuscisse a organizzare per impersonare la nuova Batgirl, la rete ha risposto a velocità della luce proponendo la prima cosplayer.

La prima cosplayer della nuova Batgirl

Puntare sul talento dei nuovi autori per rilanciare una serie (cosa fatta anche per la nuova serie intitolata Gotham Academy affidata a Becky Cloonan, - ancora - Brenden Fletcher e Karl Kerschl) potrebbe essere il trend più interessante della nuova DC con sede sulla costa ovest, nonché una furba trovata per creare format sempre più interessanti per adattamenti cinematografici e televisivi. In fin dei conti la scelta compiuta da Cameron Stewart di ispirarsi al lavoro di Darwyn Cooke per Catwoman o a quello di Jamie McKelvie per la nuova Captain Marvel per ottenere una supereroina che sia "elegante, funzionale, cosplayable". Così come appare assolutamente interessante il tentativo di intercettare le tendenze più in voga tra i più giovani (e non solo) e permettere ai lettori (e non) di poter giocare e interagire in qualche modo con i personaggi. Un esempio palese è quello di dedicare tutto il mese di agosto alla produzione di una massiccia sequenza di copertine variant ritraenti gli eroi della casa editrice intenti a realizzare un selfie.

Batman e Superman 

Superman autoimmortalatosi sulla
copertina di Action Comics
Naturalmente che si tratti di una nuova tendenza della DC Comics o di un caso isolato ce lo dirà solo il tempo e i prossimi insediamenti di nuovi team creativi. Per il momento ci godiamo questa spettacolare tavola realizzata da Cameron Stewart per spiegare come fare a ordinare il numero 35 di Batgirl (quello in cui avverrà il rilancio, ovviamente) e garantire il successo a questo rilancio!

"WOW! Ragazzi! E' incredibile!
Tutti questi meravigliosi disegni, i vostri messaggi e tweets, siete tutti formidabili, grazie!
Adesso dovete solo assicurarvi di procurarvi una copia di Batgirl #5.
Anche i negozianti hanno bisogno che gli dimostriate il vostro amore!
Andate con questo codice d'ordine nella fumetteria più vicina e dite loro che volte ordinare questo albo!
Ci sarà davvero d'aiuto!
Potete anche ordinare un paio di copie, non sarò certo io ad impedirvelo!


martedì 15 luglio 2014

QUANTO GUADAGNAVA UN AUTORE PRINCIPIANTE ALLA MARVEL DEGLI INIZI ANNI '80?



Il tariffario Marvel per autori (e professionisti)
alle prime armi. 


Quanto guadagnava un principiante (sia esso uno scrittore, un disegnatore, un inchiostratore, letterista o colorista) nella Marvel di inizio anni'80? A fornire la risposta a questa domanda ci pensa questo estratto tratto da una rivista dell'epoca (di cui purtroppo non ho trovato il nome). Le tariffe, che mi sembrano tutto sommato abbastanza interessanti, venivano corrisposte solo nel caso l'incarico fosse coronato dalla stampa dell'albo.


lunedì 14 luglio 2014

MENTRE SI APPRESTA A FARE IL SUO DEBUTTO IN TV, FLASH SUL WEB È PROTAGONISTA DI UN CORTOMETRAGGIO GIRATO ALLA MANIERA DI INGMAR BERGMAN. IMPERDIBILE!


Il vero nemico di Flash?
Lo scoccare dei secondi


Sembra ormai chiaro che il business del momento è quello delle trasposizioni televisive e cinematografiche degli eroi di carta, poco importa se si tratta di adattamenti per il piccolo o grande schermo, quel che davvero conta è che si provi a raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile.

La Marvel ha lanciato il trend più ambizioso: trasporre il suo intero universo fumettistico a cinema e in TV. Agents of S.H.I.E.L.D., Capitan America, Thor, Hulk, Iron Man e gli Avengers sono stati solo l'inizio. Un inizio talmente ambizioso da aver attirato l'attenzione della Disney che repentinamente, subito dopo aver intuito l'ampiezza della portata, ha acquistato la Marvel (Comics e Studios).

La DC Comics, a sua volta già di proprietà della Warner Bros., ha reagito subito alla grande. Se è vero che da molto prima la casa editrice aveva piazzato degli ottimi successi al botteghino (la trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan o i film di Tim Burton sono il più fulgido esempio), l'esempio della Marvel ha spinto alla DC di cominciare la trasposizione ragionata del proprio universo su grande e piccolo schermo, con tanto di continuity e crossover tra i personaggi. Se per vedere come funzionerà il progetto DC al cinema bisognerà aspettare il 2015, sul piccolo schermo cominciano a proliferare le serie TV: Arrow è in procinto di inaugurare la terza stagione, mentre sono al via Flash, Constantine e Gotham.

In attesa di poterci sedere in poltrona e goderci queste serie, possiamo goderci, nel frattempo questo cortometraggio realizzato da Patrick H. Willems, un microfilm che risponde a una domanda che nessun appassionato avrebbe mai avuto il coraggio di porsi: come sarebbe un film su Flash realizzato dal maestro del cinema svedese Ingmar Bergman?




giovedì 10 luglio 2014

MARK MILLAR: È TRISTE CONGEDARSI DA KICK-ASS. MA GRAZIE A LUI, JOHNNY ED IO ABBIAMO POTUTO PERMETTERCI DI CORONARE I NOSTRI SOGNI


Una vignetta tratta da Kick-Ass
illustrazione di John Romita Jr.


Da pochi giorni la Panini Comics ha dato il via alla pubblicazione di Kick-Ass 3, capitolo finale della saga super(?)-eroistica orchestrata da Mark Millar e John Romita Jr.
Per una strana casualità, i tempi di produzione della miniserie originale si sono allungati oltremisura, nello stesso momento in cui noi ci apprestiamo a leggere i primi capitoli dell'opera, oltremanica Mark Millar legge le ultime tavole realizzate da John Romita Jr. e ce lo comunica, attraverso il suo forum di discussione (Millarworld):

"Stamattina mi sono svegliato, mi son preparato una tazza di tè e ho acceso il computer. Ho trovato una grande e-mail di Johnny contenente le pagine finali della conclusione di Kick-Ass, le pagine del numero 8 di Kick-Ass 3.
Vedere le pagine finali del fumetto che ti ha cambiato la vita è effettivamente una cosa molto emozionante. Inizialmente Kick-Ass  era solo un progetto da sogno per me e Johnny, qualcosa cui abbiamo lavorato gratuitamente per tutto il primo anno, almeno finché non è cominciato ad arrivare un po' di danaro. 
Il successo della serie e tutto quello che ne è seguito, i film, le raccolte in volume, le edizioni straniere, giocattoli, magliette ci hanno dato la possibilità di ottenere quello cui tutti gli scrittori e artisti anelano: la totale libertà di scrivere e disegnare i fumetti che davvero si desidera realizzare".
Totale libertà di realizzare i progetti che si desidera si è tradotto per Mark Millar nella possibilità di sviluppare un intero universo creativo avvalendosi della collaborazione dei maggiori talenti sul mercato, mentre per John Romita Jr. ha significato il potersi distaccare da (mamma) Marvel per provare a rivoluzionare l'eroe più rappresentativo della DC Comics: Superman.

"Questi 28 numeri di Kick-Ass (e sono davvero stati 28 albi in totale) hanno rappresentato qualcosa di molto buono per noi ed è, quindi, abbastanza triste vedere la nostra serie conclusa e messa da parte, ma è anche molto soddisfacente constatare che abbiamo avuto la possibilità di raccontare la nostra storia nel modo che abbiamo voluto. Sono stato tentato di proseguire e proseguire ancora, ma sono talmente felice del finale che ho scritto. Gli ultimi due albi della serie sono i miei preferiti in assoluto, e il posto in cui ho lasciato Dave è assolutamente confortevole. La storia narrata in questa serie è stata quella di un viaggio che ha avuto come protagonista Dave che si è perduto in un mondo popolato di super-eroi, un ragazzo che inizialmente non ha stima per se stesso ma che finisce per scoprire di essere diventato ciò che ha sempre desiderato essere e che non ha più necessità di avere un alter-ego. Vivrà o morirà? Quello che posso dirvi è che accadrà ciò che accade nella vita reale, perché questa è la presunzione che ha questa storia, rappresentare il mondo reale. Ma è un buon finale, e anche se è stato triste realizzarlo pensando che non avrei più scritto  Kick-Ass e Hit-Girl è pur vero che è stato grande scriverlo. Capirete quando leggerete quelle ultime quattro pagine, pagine che ho scritto diciotto mesi fa, prima che il primo albo della serie fosse pubblicato"

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mercoledì 9 luglio 2014

LA DC COMICS NEGA L'UTILIZZO DEL LOGO DI SUPERMAN PER MONUMENTO COMMEMORATIVO A UN BIMBO MORTO PER ABUSI - UPDATE: POI FA RETROMARCIA


Il classico logo di Superman


La notizia che vi sto per raccontare è di quelle da far accapponare la pelle. Una storia che mescola cronaca nera, abusi sui minori e l'ottusità degli uffici legali delle multinazionali.

Jeffrey Baldwin è un bambino morto nel 2002 all'età di cinque anni. La morte di Jeffrey è stata causata dai nonni cui il bimbo era stato affidati in custodia (i genitori erano entrambi adolescenti e dunque giudicati non adatti a crescerlo). Sul corpo del bambino gli inquirenti hanno trovato segni di abusi e denutrizione, al punto che il bimbo pare sia morto proprio per inedia. Eppure, durante la sua breve vita, Jeffrey Baldwin ha avuto occasione di avere un eroe del cuore, un supereroe in cui credere, grazie al quale compiere voli pindarici, forse pensare di poter volare e magari di evadere dalla sofferenza cui quotidianamente era sottoposto; quell'eroe è Superman (neanche a farlo a posta, il più iconico e positivo degli eroi super). La storia, naturalmente, ha commosso Stati Uniti e Canada (paese di origine del bimbo) e ha spinto lo scultore Todd Boyce a indire una raccolta di fondi per realizzare una statua dedicata a Jeffrey, statua che sarà esposta a Toronto. Le intenzioni di Boyce sono quelle di realizzare la statua di Jeffrey ispirata a questa fotografia.

Jeffrey Baldwin

Con il bimbo immortalato in un momento in cui è stato libero di essere ciò che in fin dei conti era: un ragazzino spensierato, orgoglioso di indossare i panni del suo eroe.

"Desiderava volare" ha dichiarato il papà di Jeffrey, con il quale il bambino ha vissuto per qualche tempo prima che a questi gli fosse levata la custodia "Cercava di farlo saltando dalla sedia. Eravamo costretti a fermarlo. Un anno ad Halloween lo vestimmo da Superman. Era talmente emozionato. A casa ho esposto questa fotografia sulla parete. Era il nostro piccolo uomo d'acciaio".

Ed è a questo punto però che interviene la DC Comics. I legali della casa editrice, infatti, hanno negato l'autorizzazione di utilizzare il logo di Superman sulla statua. Le motivazioni? Evitare che una triste storia di abusi sui minori sia accostata alla casa editrice e al suo eroe più rappresentativo.

La reazione dello scultore non s'è fatta attendere: "Era importante per me perché davvero sentivo di voler catturare l'essenza di questa foto con Jeffrey che indossava questo costume. Inizialmente ero arrabbiato ma poi ho realizzato che la cosa più importante era quella di realizzare un monumento alla memoria di Jeffrey. Sinceramente non credo che la DC volesse davvero rifiutare l'uso del logo, probabilmente non hanno riflettuto troppo sulla questione e l'hanno liquidata in fretta".

La DC Comics non ha voluto rilasciare alcun commento sulla vicenda, ma la reazione dei fan sul web non ha tardato a farsi attendere. Su twitter e altri social network, infatti, alcuni  appassionati hanno cominciato a utilizzare il logo si Superman come avatar a testimonianza della loro solidarietà allo scultore e all'iniziativa di commemorare il piccolo Jeffrey.

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UPDATE!!
LA DC COMICS FA 
RETROMARCIA 
CONCEDE I DIRITTI

Neanche il tempo di aggiornare il blog, che la DC Comics, facendo, forse, suoi i consigli dispensati dal consulente (ed ex-vice presidente della CrossGen) legale Tony Panaccio (che in buona sostanza su Bleeding Cool consigliava alla casa editrice di fare retromarch entro 48 ore, prima che la notizia si diffondesse a macchia d'olio sul web gettando una brutta luce sulla DC),  ha diffuso un comunicato ufficiale, che vi propongo via Comic Book Resources,  nel quale ha annunciato: 

"Siamo onorati della legame che unisce i nostri lettori ai nostri personaggi, e comprendiamo appieno la grandezza della loro passione. Esaminiamo con serietà ognuna delle loro richieste e il nostro pensiero va innanzitutto alle vittime, alla famiglia e a tutte le persone coinvolte. Quando vengono sottoposto alla nostra attenzioni casi come questo, DC Entertainment utilizza un insieme flessibile di criteri e alle volte ci capita di riconsiderare la nostra decisione iniziale. Dopo aver verificato il coinvolgimento dei membri appropriati della famiglia, DC Entertainment sarà orgogliosa di consentire l'utilizzo dello scudo di Superman sulla statua in memoria di Jeffrey Baldwin".

la statua dedicata al Jeffrey Baldwin

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