mercoledì 1 ottobre 2014

USA: UNA SERIE PER IL NUOVO LOBO E LE T-SHIRT DISCRIMINATORIE, ANCORA UNA SETTIMANA DI POLEMICHE PER LA DC COMICS


Il nuovo Lobo (alla vostra destra)
si libera del fantasma del suo predecessore?


Oggi negli USA ha fatto il suo debutto la nuova serie regolare dedicata a Lobo, controverso e scorrettissimo anti-eroe creato da Roger Slifer e Keith Giffen all'inizio degli anni '80 (ma consacrato al successo grazie soprattutto all'interpretazione grafica di Simon Bisley che lo ha reso uno dei personaggi cruciali del decennio successivo). Il protagonista di questa nuova serie, però, non sarà il classico bounty killer che i lettori di tutto il mondo hanno imparato ad amare nel corso degli anni, ma il suo corrispettivo del New 52. Una decisione non troppo gradita dai vecchi fan, che hanno letteralmente sommerso di critiche la scelta dei vertici della DC Comics, al punto che Cullen Bunn, lo scrittore della nuova serie, ha ritenuto opportuno tentare una mediazione.

"Ai fan più accaniti, tutto quello che posso dire è: "ho capito!". Questo non è il Lobo che vi è familiare. Non è il personaggio con il quale siete cresciuti e che amate. E, con tutta onestà, non vuole nemmeno provare a esserlo. Ci sono, e ci saranno più in là, dei riferimenti alla versione precedente del personaggio, ma per la gran parte questo è un personaggio completamente nuovo. Se questo vuol dire che non leggerete nemmeno il primo numero della serie, che allora sia così. Con tutta probabilità lo odiereste. Oppure potrebbe piacervi. Se decideste di leggerlo, e vi dovesse comunque rimanere quella sensazione di irritazione nei confronti del nuovo eroe, be' grazie per avergli dato una possibilità"

Il concetto è ormai abbastanza chiaro, il DC New 52 è un universo narrativo completamente differente da quello precedente (basti pensare a come sono cambiate le origini di Batman con il Zero Year) e forse non è il caso di lamentarsi troppo.

Lobo


Chi ha avuto ben più motivate ragioni per indignarsi sono le donne, al centro di una controversa serie di T-shirt incentrate sui personaggi della DC Comics, ma che, decisamente, non le vedono trattate in maniera paritaria.

Le due T-Shirts accusate di essere sessiste

Al centro della protesta c'è il ruolo della donna, subalterno a quello dell'uomo (di cui sembra avere necessariamente bisogno). Una polemica dalla quale la DC Comics, che ha concesso la licenza di realizzare le magliette, non poteva che tirarsene fuori. Ecco dunque la risposta della casa editrice alle lamentele dei fan: "La DC Comics è la casa di alcuni dei più grandi Super-Eroi e Super-Eroine del mondo. Tutti i nostri sostenitori sono incredibilmente importanti per noi, e abbiamo capito che i messaggi veicolati su alcune magliette sono offensivi. Siamo d'accordo. Attraverso i nostri personaggi e le nostre storie, la nostra casa editrice si è impegnata a conferire un trattamento egualitario ai ragazzi e alle ragazze, agli uomini e alle donne. Di conseguenza stiamo dando un'occhiata ai prodotti di cui abbiamo ceduto le licenze e ai loro processi di progettazione in modo da assicurarci che tutti i nostri prodotti rispecchino i nostri valori e la nostra filosofia".


martedì 30 settembre 2014

SOULE: "HO FIRMATO L'ESCLUSIVA CON LA MARVEL PER FARVI VEDERE QUANTO VALGO DAVVERO"


Charles Soule

Notizia non recentissima (il testo che ho tradotto di seguito risale al 2 settembre), ma a mio parere comunque di un certo rilievo e, dunque, meritevole di essere approfondita. Charles Soule (di cui, prima che diventasse uno degli scrittori di maggior successo degli ultimi anni, vi parlai QUI nell'ormai lontano 2011 :-) , scrittore molto prolifico visto di recente al lavoro su molti titoli (anche di primo piano) targati Marvel e DC Comics, ha deciso di sottoscrivere un contratto in esclusiva con la Marvel, una decisione molto ponderata, di sicuro non presa a cuor leggero e che sembra aver fatto trascorrere alcune notti insonni allo scrittore. Per questo motivo, sulle pagine del suo blog, Soule ha voluto parlarne, e spiegarne le ragioni ai suoi lettori. 

A partire da domani sarà disponibile in tutte le fumetterie (statunitensi) Death of Wolverine #1, e con l'uscita di questo albo arriva l'annuncio ufficiale del contratto che ho firmato per collaborare in esclusiva con la Marvel Comics. Credo che entrambe le cose avranno un effetto molto significativo sulla mia carriera. DoW sta avendo una enorme copertura da parte della stampa - ma dell'arrivo di questa storia tutti ne erano a conoscenza da un po'. Per quanto riguarda la questione del contratto, invece, credo che per voi sia stata una vera e propria sorpresa, così ho deciso di buttare giù alcuni rapidi pensieri che mi aiutino a spiegarvi come stanno le cose adesso. 
In primo luogo va detto che firmare un contratto è una decisione di lavoro - si tratta, in maniera letterale, del mio lavoro. Così, se non starò qui a descrivervi ogni dettaglio riguardo quel che è accaduto, come è accaduto, quanto durato o altri particolari, be'... come si suol dire, sono affari miei. Comunque, so che tra di voi c'è qualcuno che è curioso di sapere come il mio contratto con la Marvel influenzerà i miei rapporti di lavoro con altre case editrici, compresi alcuni titoli sui quali sto attualmente lavorando, e quindi mi soffermerò un po' anche su questo. 
Per coloro che non hanno familiarità con l'industria dei comics, sul mercato ci sono solo pochi grandi protagonisti, e questi occasionalmente siglano dei contratti in esclusiva con alcuni autori, facendo in modo che questi, per uno specificato periodo di tempo, non lavorino come freelancers con gli altri principali editori.  Così, sebbene non mi si potrà tecnicamente pensare a me come a un impiegato della Marvel, per un determinato lasso di tempo scriverò la maggior parte dei miei fumetti in esclusiva per loro. 
swamp thing
 Questo vuol dire che per un po' non potrò scrivere fumetti della DC Comics, e questa non è stata una decisione facile da prendere. Con Swamp Thing la DC mi ha dato la mia prima opportunità di lavorare su un fumetto di una delle Big Two, e il mio profilo professionale è diventato molto più prestigioso quando mi hanno dato la possibilità di scrivere Superman / Wonder Woman. Red Lanterns è stato davvero uno sballo, senza voler parlare di tutta una serie di altri progetti che ho avuto la fortuna di scrivere - per non parlare dei progetti sui quali avrei ancora avuto l'opportunità di lavorare! Permettetemi di parlare con franchezza - la decisione di lavorare per un po' in esclusiva per la Marvel non è stata presa perché non apprezzo la DC. Ho trascorso dei giorni fantastici qui, sono stato trattato estremamente bene e ho avuto un rapporto molto forte e positivo con tutti gli editor con i quali ho lavorato, per non parlare dei personaggi della DC Comics, sui quali spero di poter ricominciare prima o poi a lavorare. Per un po' di tempo continuerete a vedere progetti DC che portano la mia firma, e devo dire che sia la Marvel che la DC Comics si sono dimostrati molto gentili con me permettendomi di concludere le mie run sulle serie sulle quali ero al lavoro, consentendomi di portarle al termine così come avevo originariamente progettato. Nei prossimi tempi, così, potrete leggere il mio lavoro su Red Lanterns, parte integrante dell'evento narrativo intitolato "The Big Godhead", vedrete la fine della mia run su Superman / Wonder Woman (che si concluderà proprio come desideravo), mentre il mio impegno su Swamp Thing continuerà ad andare avanti ancora per un po' di tempo. 
Oh, Letter 44 non andrà da nessuna parte. Rimarrò su di esso finché non sarà completo, il che non avverrà ancora per un po' di tempo. 
Vi starete chiedendo, perché hai firmato questo contratto se le cose andavano così alla grande? Be' è abbastanza semplice. Scrivendo otto albi al mese (cosa che faccio da un po' di tempo ormai) non è uno scherzo. E' un costante camminare su una corda, che richiede molta attenzione e altrettanta disciplina. Ho dimostrato a me stesso di essere in grado di farlo, ma adesso che l'ho fatto, è ora di mettersi alla prova con una sfida diversa - voglio sapere cosa sono in grado di fare con una lista di impegni meno gravosa, una lista di impegni nei quali io possa davvero andare a fondo. Ho imparato a respirare a pelo d'acqua, adesso voglio vedere cosa sono in grado di fare scendendo in profondità. Ci sono progetti creator-owned che sono ansioso di esplorare, così come sono curioso di misurarmi con differenti tipi di scrittura - ho alcuni romanzi da completare e, si spera, pubblicare. La Marvel, inoltre, mi ha dato l'opportunità di sbizzarrirmi con la loro scatola dei giochi. Inhumans si appresta a percorrere strade davvero molto interessanti, e le cose di Wolverine sulle quali sto lavorando dopo la sua morte (non su Logan, ma più che altro sull'impatto che la sua morte provocherà nel Marvel Universe) sono davvero molto belle. E naturalmente c'è She-Hulk... una tra le cose preferite tra quelle sulle quali ho lavorato. Il numero 8 arriverà nelle fumetterie domani, un numero sul quale comincerà una storia in tre parte nella quale Jennifer e Matt Murdok si fronteggeranno sui lati opposti della barricata, con Steve Rogers nel ruolo di imputato. Si tratta della prima volta che una cosa del genere accade su un fumetto, e con tutta probabilità sono tanto emozionato per questa storia così come lo sono per Death of Wolverine. 
Consentitemi di ringraziarvi per il fatto di leggermi e per il supporto che avete dato al mio lavoro nel corso degli ultimi anni. Non sarei mai arrivato a questo punto senza il vostro aiuto, e su questo ci rifletto molto spesso. Ci sono grandi storie in arrivo, è una promessa. 

Quello che emerge in maniera chiara dalle parole di Soule è il rimpianto dello scrittore di dover accantonare per un po' il lavoro su personaggi iconici come quelli della DC Comics, decisione motivata dalla necessità di tirare un po' il fiato. A quanto pare la vita di uno scrittore free-lance di successo, pur essendo appagante (e non sottoposta a discriminazioni di alcun tipo, dal momento che pur non essendo legato a alcun contratto di esclusiva Soule è stato coinvolto in progetti di primo piano come il mensile dedicato alla coppia - nella vita e sul lavoro - Superman / Wonder Woman e alla saga evento Death of Wolverine) richiede la necessità non solo qualitativo ma anche quantitativo, con conseguente rischio che il secondo requisito possa alla lunga svilire il primo (e quindi compromettere il prosieguo della carriera). Per lo scrittore, dunque, scatta la fase due, quella che gli consentirà, legandosi per un certo lasso di tempo a una singola casa editrice e a pochi progetti ad alta visibilità, di costruirsi uno stuolo di seguaci appassionati, pronti a seguirlo in massa (così come accaduto al maestro Mark Millar, Ed Brubaker, Brian K. Vaughan, Jason Aaron e Matt Fraction, solo per citarne alcuni) anche su progetti creator owned.

Immagine promozionale per
il countdown alla Morte di Wolverine

giovedì 25 settembre 2014

MARVEL: BENDIS ANNUNCIA UNA POSSIBILE TESTATA DEDICATA A JEAN GREY

Jean Grey



Una delle cose che più mi spaventa delle serie dedicate ai gruppi di super-eroi è la possibilità che il successo possa degenerare in una serie infinita di spin-off e serie (o miniserie) collegate. Negli anni '80 e '90 fu solo la tenacia di Chris Claremont a impedire che ogni membro degli X-Men avesse una testata personale, ciò nonostante non riuscì a impedire alla Marvel di lanciare una serie dedicata a Wolverine e la seconda testata degli X-Men. L'opposizione dello scrittore britannico lo mise in condizione di lasciare l'universo mutante, di cui fu artefice per oltre tre lustri, e diede il via a una serie infinita di testate dedicate ai mutanti (non che prima fossero poche!).

Questo lungo preambolo solo per raccontarvi della possibilità, apparentemente non troppo remota, che la Marvel possa lanciare una serie dedicata a Jean Grey, ulteriore mensile dedicato a un singolo membro del cast degli X-Men dopo i recenti lanci di Magneto, Storm, Nightcrawler e Cyclops. A confermare che la Marvel stia prendendo in considerazione questa opportunità è Brian Bendis, attuale Deus Ex-Machina dell'universo mutante. A un lettore che gli chiedeva se c'era la possibilità di seguire un mensile dedicato alla rossa mutante, Bendis ha infatti risposto: "In prossimità del Comic Con di New York trascorrerò un pomeriggio negli uffici della Marvel dove pianificheremo un po' di novità in arrivo, e questa è una delle cose presenti nella mia lista. Quindi, resta sintonizzato!"

Alle volte riesco davvero a capire lo stato d'animo di Scarlet quando pronunciò la frase "Basta Mutanti!" :-)

Scarlet pronuncia la fatidica frase: "No more mutants!"

mercoledì 24 settembre 2014

L'INARRESTABILE STAN LEE: DALLA POLEMICA CONTRO I CREDITS NEI MARVEL MOVIE AL MANCATO CAMEO IN GUARDIANS OF THE GALAXY

Stan's Rant


Non si può dire, nonostante il passare degli anni, che Stan Lee stia perdendo mordente o spirito d'iniziativa. Sebbene non riesca da tempo a replicare i fasti della sua stagione d'oro (e come sarebbe possibile!) il sorridente Stan è spesso al centro di nuove iniziative, che siano nuovi fumetti, cameo cinematografici, spettacoli televisivi o degli strali lanciati attraverso una rubrica video trasmessa sul web. Attraverso uno dei più recenti episodi di Stan's Rants (alla lettera i lamenti di Stan), Lee si è scagliato contro la nuova politica dei Marvel Studios in fatto di credits nei titoli di coda delle pellicole cinematografiche.

Nelle più recenti pellicole prodotte dai Marvel Studios, infatti, i nomi degli autori citati in qualità di creatori dei personaggi protagonisti del film vengono inseriti nei titoli di coda, dopo una lunga sequenza di altre citazioni al cast e alle maestranze tecniche che hanno preso parte alla produzione del lungometraggio. Una posizione, stando all'invettiva del (non tanto più) sorridente Stan Lee è penalizzante perché "Nessuno conosce chi siano le persone citate [cioè gli altri autori, quelli che davvero hanno creato i personaggi - NdStefano], nessuno davvero legge i titoli di coda fino alla fine e a nessuno davvero importa di farlo".

I motivi della lamentela di Stan Lee, in realtà, non appaiono davvero molto chiari. Se è vero che il suo nome, in qualità di creatore dei personaggi (a dire il vero molto spesso non creati da lui), viene relegato in fondo ai titoli di coda (magari confuso in mezzo ai nomi degli altri illustri collaboratori della Marvel), è pur vero che il suo nome viene citato tra quello dei produttori dei film, anche in quelli basati su personaggi creati da altri (come nel caso di Jack Kirby e Joe Simon, veri creatori di Capitan America). Ma in qualità di "creatore di tutto il dannato universo narrativo" Stan Lee vorrebbe che gli fosse riservato un trattamento diverso.

L'impressione, dunque, è che Stan Lee voglia essere trattato da prima donna e non sia poi tanto disponibile a cedere a chichessia una, benché minima, parte del suo posto al centro dei riflettori. Chissà allora, come avrà preso la notizia dell'esclusione del suo cameo in Guardians of the Galaxy (pellicola diretta da James Gunn che, sinora, è il film di maggior successo ai botteghini statunitensi).

Una attore molto somigliante a Stan Lee
in una scena esclusa da
Guardians Of The Galaxy

Ma come sono andate davvero le cose? Sin dal momento in cui è stato contattato dai Marvel Studios, il regista James Gunn ha chiesto e ottenuto di poter girare la pellicola alla sua maniera, godere di piena libertà creativa gli avrebbe consentito di sentire davvero suo il film. A quanto pare, Gunn non avrebbe avuto alcun problema, tranne quello relativo al veto posto dalla Disney al cameo, già pianificato, di Stan Lee.  Ma forse sarebbe molto più corretto parlare di presunto veto. La notizia, in realtà, è stata diffusa dal sito collider.com che, nel riportare le dichiarazioni rilasciate dal regista nel corso della Dragon Con di Atlanta, ha riferito del taglio della scena come di un veto imposto dagli Studios. La notizia si è immediatamente diffusa in maniera virale sul web. Ma a smentirla è stato lo stesso regista che ha raccontato: "l'idea era quella di far fare il consueto cameo a Stan Lee, ma poiché noi stavamo girando nel Regno Unito e in quel momento Stan non poteva raggiungerci con semplicità abbiamo deciso di girare la scena con un attore, al quale avremmo poi sovrapposto digitalmente la faccia del vero Stan Lee ripresa negli studi di Los Angeles (è una cosa più difficile a dirsi che a farsi). La scena avrebbe dovuto svolgersi quando i Guardiani entrano nel museo del Collezionista. Durante quella scena, Rocket si guarda intorno e scorge il cane Cosmo chiuso in una vetrina, Quill guarda in un'altra vetrina e viene sorpreso da un tentacolo che batte contro il vetro, mentre Grood guarda ancora in un'altra vetrina all'interno della quale c'è Stan Lee, che avrebbe lentamente a mostrare il dito medio a Groot. Tuttavia, sebbene ero convinto che il cameo sarebbe stato divertente la scena risultava troppo simile a una già vista in precedenza (e vista anche nei trailer, in cui Quill mostra il suo dito medio ai membri dei Nova Corps). Un paio di tipi della Marvel, inoltre, pensavano che lo scherzo potesse risultare un po' troppo forte per Stan Lee e che avrebbe distratto il pubblico dal film. Così dopo aver discusso un po' decidemmo di non inserire la scena nel film. Insomma si è trattato del tipico caso di giornalismo da internet. Gli articoli on-line ieri parlavano di scena vietata dalla Disney perché infrangeva gli standards. Non è corretto - nessuno alla Disney ha visto la scena, e io l'ho tagliata solo per motivi creativi".

Resta però che, così come nel caso di X-Men: Days of Future Past, anche in questo Guardians Of The Galaxy, Stan Lee non ha avuto il suo posto al sole. Ci prepariamo a un altro Stan's Rant?

martedì 23 settembre 2014

BRIAN K. VAUGHAN: "QUANDO SCRIVO SAGA, MI CONCENTRO SU UNA SOLA LETTRICE: FIONA STAPLES"


Brian K. Vaughan


Di certo vi sarà capitato di assistere, magari durante una fiera del fumetto, a una conferenza stampa o di presenziare a un'incontro in fumetteria o, più semplicemente, di leggere un'intervista. Avete notato quanto spesso agli autori di fumetti vengono poste domande molto ricorrenti? Dove trovano le idee per scrivere le loro storie? Quali le fonti di ispirazione? A quale pubblico si rivolgono quando scrivono?

Domande molto ricorrenti, dunque, alle cui risposte non si è sottratto neppure Brian K. Vaughan, lo scrittore che, grazie al successo di Saga, è da molti considerato l'autore di fumetti più importante del momento.

Fiona Staples
Dunque, a chi si rivolge Brian K. Vaughan quando scrive Saga? "Scrivo la serie per una sola persona - la scrivo per Fiona Staples [disegnatrice di Saga]. Trascorro moltissimo tempo solo a pensare a come lei reagirà a quello che le proporrò e a come fare per indurla a disegnare cose perverse e spaventose. E' un lavoro davvero strano, ma mi diverte davvero molto".

E le idee? Quali sono le sue fonti di ispirazione? Come alimenta la sua immaginazione? "Non ho immaginazione; non faccio altro che guardarmi intorno, rubare dalla realtà che ci circonda e cambiare le sfumature di colore. Il risultato è il fumetto"

Qual è il rapporto che Brian K. Vaughan ha con i suoi personaggi? "Ad ogni numero, mi scontro con i miei personaggi, facciamo a pugni. In genere vincono loro".

Come valuta l'esperienza Hollywoodiana? "Dopo aver trascorso dieci anni impegnandomi a lavorare duramente a Hollywood, ho realizzato che non c'è nessun posto migliore per lanciare nuove idee se non nei fumetti!".

Insomma, le domande saranno anche ricorrenti, ma quel che conta, in definitiva, sono le risposte.

una vignetta tratta da SAGA
(pubblicato in Italia da Bao Publishing)


mercoledì 17 settembre 2014

SE HELLO KITTY NON È UN GATTO, CHE RAZZA DI ANIMALE È?

Hello Kitty


Aneddoto decisamente molto simpatico e altrettanto indicativo di come le major (di qualunque angolo del mondo esse siano) esercitano il loro controllo sulle properties, quello raccontato da Karl Kerschl (disegnatore statunitense molto versatile capace di passare con semplicità da Superman e gli X-Men ad Assassin's Creed) sulle pagine del suo Blog.

Reclutato dalla Sanrio, colosso editoriale giapponese, per realizzare una breve storia di Hello Kitty destinata a essere pubblicata su uno speciale volume strenna pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario del personaggio, l'autore si è visto respingere la terza e conclusiva pagina a causa di uno "strano" accostamento da lui compiuto tra la gattina e un gatto vero. 

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La storia, come avete potuto vedere, mostra la pucciosa Hello Kitty impegnata in una serie di mirabolanti avventure, solo per poi rivelare che non si tratta altro che dei movimentati sogni di un gatto. L'accostamento tra il gatto e Hello Kitty non è stato, però, gradito dalla Sanrio, che ha così scartato la terza pagina della storia.

A raccontarlo è stato lo stesso autore sul suo sito sul quale ha scritto: "Sfortunatamente hanno respinto la terza pagina perché la Sanrio non vuole che Hello Kitty sia associata in alcun modo con un vero gatto. Così hanno deciso di utilizzare solo le prime due pagine, mentre qui potete vedere come avrebbe dovuto concludersi la mia storia".

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma se la tenera Hello Kitty non è un gatto, che razza di bestia è? Purtroppo, a quanto pare nemmeno la Sanrio sia in grado di rispondere a questo interrogativo, ma quel che è certo è che non si tratta di un gatto! A dare questa certezza ci ha pensato il colosso editoriale nipponico allorquando ha provveduto a correggere l'antropologa Christine R. Yano dell'università delle Hawaii che, nel presentare la retrospettiva dedicata al personaggio dal museo Giapponese Americano, lo aveva definito come un gattino. "Sono stata corretta - e con molta fermezza" ha dichiarato l'antropologa al quotidiano on-line LAist "Si è trattata dell'unica correzione che la Sanrio ha apportato al mio testo di presentazione della retrospettiva. Hello Kitty non è un gatto. E' un personaggio dei cartoni. E' una ragazzina. E' un'amica. Ma non è un gatto. Non ha mai camminato a quattro zampe. Cammina e si siede come tutte le creature a due gambe. Ha a sua volta un gattino che, tuttavia, si chiama Charmmy Kitty".

In effetti avremmo dovuto capire immediatamente che Hello Kitty non era un gatto. Un'altra peculiarità del personaggio, che all'anagrafe di chiama Kitty White (nessun legame di parentela con Walter White di Breaking Bad) ed è di nazionalità britannica, è quella di non avere la bocca. Una peculiarità sottolineata dalla stessa Sanrio sul suo sito internet, sul quale spiega: "Hello Kitty parla con il cuore. E' l'ambasciatore della Sanrio nel mondo e non è vincolato a nessun linguaggio in particolare".

Da oggi ho una certezza in meno...

venerdì 12 settembre 2014

ORA CHE WOLVERINE NON C'È PIÙ, CHI PRENDERÀ IL SUO POSTO SULLA TESTATA "WOLVERINE AND THE X-MEN"?

Mentre Psylocke, Mystica & Co. si contendono
l'eredità di Wolverine, chi si prenderà il titolo di copertina
della testata Wolverine And The X-Men?



Lo dico senza ipocrisia: non vorrei essere nei panni di uno dei responsabili marketing di Marvel e DC. Il motto delle Big Two, negli ultimi anni, sembra essere: tenere alta l'attenzione di un pubblico sempre più distratto da altro (in primis dai cinemovie). Si succedono, dunque, gli eventi, le morti, le resurrezioni, i rilanci e qualsiasi altra cosa ci si riesca a immaginare per destare l'attenzione di lettori vecchi e nuovi. Il succedersi di questi eventi alle volte crea qualche problema organizzativo; ad esempio, come ci si comporta con le testate dedicate all'artigliato mutante canadese, nel caso della sua (temporanea) dipartita?

Be' si guarda di sguincio a cosa ha fatto la Distinta Concorrenza in caso analogo (la prematura morte di Robin e la trasformazione della testata intitolata Batman and Robin in Batman and "nome di un personaggio del batverse a rotazione") e lo si rimpiazza con un altro personaggio che sia, preferibilmente, un beniamino degli appassionati e campione d'incassi. Succede così che, dopo la (temporanea) dipartita di Wolverine la testata Wolverine And The X-Men si trasformi in Spider-Man And The X-Men.

L'idea di far subentrare Spider-Man nella scuola per giovani dotati fondata da Wolverine, confessa lo scrittore Jason Latour nel corso di una intervista rilasciata al sito ComicBook.com, è stata degli editor Mike Marts e Katie Kubert: "L'idea di Wolverine che chiede a Spider-Man di entrare a far parte dello staff di insegnanti della scuola è stata della Marvel, ma successivamente gli editor mi hanno lasciato piena libertà di agire e di raccontare la storia come meglio credevo. Sono stati grandiosi poi, nel lasciarmi la possibilità di utilizzare i personaggi che ritenevo più interessanti. E' stato molto divertente pensare a tutte le possibili avventure che Spidey e i giovani allievi mutanti avrebbero potuto vivere insieme. Sia Spider-Man che i mutanti appartengono a universi molto vasti che sarà davvero divertente fargli esplorare reciprocamente".

Spider-Man and the X-Men #1
Ma come si comporterà Latour innanzi alle reazioni dei lettori più scettici e critici? "In qualità di lettore che legge ininterrottamente fumetti sin dall'età di dieci anni, sono abituato a far parte di questa audience particolarmente critica. La continuity e il rispetto delle corrette personalità di ciascun personaggio, rappresentano per me dei fattori molto importanti per me. Non sono in grado di promettere che sarò infallibile nei confronti di ciascun personaggio che utilizzerò nelle mie storie, ma queste saranno ambientate nel Marvel Universe un luogo per me importante e di cui ha rispetto, nei piani dunque c'è anche la volontà di fare le cose nel modo giusto. Mi chiedi per caso se quando scrivo mi preoccupo di ciò che pensano i lettori? No. Scrivo la serie attenendomi a quelli che sono i miei desideri di lettori, scrivo la serie che vorrei leggere. L'idea che qualcuno possa pensare a me come a uno scrittore che ha lavorato per Hollywood e che da lì proviene, e non come a un nerd che corona finalmente il suo sogno di scrivere una storia con Sauron, mi fa davvero ridere" .

Dal punto di vista narrativo gli X-Men come accoglieranno Spider-Man? "Hai centrato il bersaglio, perché gli X-Men non saranno entusiasti dell'idea di avere tra i professori della loro scuola Spider-Man (anche per la sua attitudine a mettersi nei guai). Non è un mutante, e anche se è un amico degli X-Men non è un membro della famiglia. Ci saranno un sacco di tensioni tra i mutanti e un outsider la cui vera identità nessuno la conosce con certezza. Ma prima di morire Wolverine ha chiesto a Spider-Man di entrare nella scuola come professore, e gli ha chiesto di compiere una missione per lui. Sfortunatamente Wolverine voleva anche che la missione fosse svolta senza farlo sapere agli X-Men. Così tutto quello che appare evidente agli occhi degli X-Men è solo la scelta inspiegabile di far unire Spider-Man agli uomini x". 

Per la cronaca, va detto che non è la prima volta che Spider-Man prende il posto di un compagno/amico defunto. All'indomani della (temporanea) dipartita di Johnny Storm, fu proprio Peter Parker a sostituirlo sulle pagine dei Fantastici Quattro. E pare che, se non fosse stato già opzionato per il ruolo di vice-Wolverine, Spidey sarebbe stato un perfetto rimpiazzo per il ruolo di Osservatore dopo la fine di Original Sin.

Spider-Man and the X-Men

giovedì 11 settembre 2014

ROBERT KIRKMAN: "SO BENISSIMO COME SI CONCLUDERÀ THE WALKING DEAD, MA NON SO ANCORA QUANDO SUCCEDERÀ"


Robert Kirkman


Una delle domande che più di frequente mi vengono rivolte è quella inerente il finale di The Walking Dead. È previsto un finale o durerà in eterno? Se finirà, quando lo farà? E così via dicendo... in genere questo tipo di domande tende a spiazzarmi un po'. Forse perché, abituato come sono a leggere (da sempre) fumetti statunitensi, l'idea di una conclusione mi è estranea. Robert Kirkman, in ogni caso, è sempre stato chiaro: The Walking Dead arriverà a una conclusione.

A confermare questa "sicurezza" è lo stesso autore che, nel corso di una intervista rilasciata al sito web della rivista Entertainment Weekly, ha dichiarato: "Ho ben chiaro come la serie dovrà finire. Non so ancora quali saranno gli eventi che si succederanno fino ad allora, questo sì. Non so quale sarà con esattezza l'ultimo numero della serie, ho ancora tanta strada da percorrere e credo che ci vorrà ancora molto tempo prima che arriverò al finale, ma so esattamente in quale direzione mi sto dirigendo".

Se fossi un malpensante, mi sentirei di affermare che la serie, con tutta probabilità, andrà avanti finché continuerà a riscuotere questo incredibile successo (basti pensare che, oltre alla serie televisiva, il comic book si è stabilizzato permanentemente nella top20 della classifica di vendite del Previews), ma a onor del vero sinora non sono certo mancate le idee e i colpi di scena. Una considerazione rafforzata anche dalle dichiarazioni dello scrittore che, parlando del rapporto tra serie tv e fumetto (che viaggiano a diverse velocità, con la prima arrivata a narrare più o meno la metà degli eventi del comic book), ha dichiarato: "per fortuna, grazie al comic book, non stiamo parlando si uno show che potrebbe rimanere a corto di idee. Anzi, ci si potrebbe chiedere se avremo stagioni a sufficienza per trasporre sul piccolo schermo tutto quello che accadrà nel fumetto". 

Il problema a questo punto è, quindi, chiedersi non se la serie finirà, ma quando lo farà.

mercoledì 10 settembre 2014

VARIANT COVER: NEGLI USA IMPAZZA SEMPRE PIÙ LA MANIA DELLE COPERTINE ALTERNATIVE; CI SI INTERROGA SULL'EFFETTIVO VALORE MA ALCUNE SONO DAVVERO IMPERDIBILI!


Copertina Alternativa per Bucky Barnes: The Winter Soldier #1
illustrazione di Skottie Young




Quello delle variant cover, fenomeno in espansione anche nel nostro paese (non mi stupirei se in futuro,oltre agli editori che si occupano di "importare" fumetti d'oltreoceano, se ne cominciassero a interessare - data la loro capacità di far levitare, visto l'interesse che nutrono i collezionisti, sensibilmente le vendite - anche altri, finora assolutamente indifferenti), è davvero uno dei casi editoriali più complessi e difficili da far capire ai non addetti ai lavori, davvero incapaci di comprendere perché qualcuno sia interessato ad acquistare due (o più) copie dello stesso fumetto solo in virtù di una copertina differente.

Fenomeno complesso, strettamente collegato al boom speculativo che colpì (forse devastandola) l'industria dei comics negli anni '90 (si ricordano i milioni di copie vendute di Spider-Man #1 realizzato da Todd McFarlane e di X-Men # 1 di Chris Claremont e Jim Lee), dopo un periodo (anche abbastanza lungo) di smorzamento fatto registrare all'inizio di questo secolo, sta tornando sempre più prepotentemente di moda, tendendo a rendere più vitale un mercato davvero bisognoso di ossigeno.

Ogni mese ormai, al fianco della ordinaria produzione, Marvel, DC Comics a quasi tutti gli altri editori realizzano speciali copertine variant, alle volte a incentivo (distribuite ogni tot di albi "normali" ordinati) e alle volte con tiratura più o meno simile alle altre; molto spesso sono tematiche, realizzate da un singolo autore o veicolo di un (qualsiasi) messaggio. Lungi da me la volontà di voler analizzare (almeno adesso) questo fenomeno, mi limito di seguito a proporvi alcune di queste copertine, in certi casi delle vere e proprie delizie per gli occhi.

Uno degli autori il cui nome più spesso viene affiancato a quello delle variant cover è quello di Skottie Young (autore di quella che a tutti gli effetti è la serie del momento, Rocket Raccoon), la Marvel sembra aver ormai inaugurato la consuetudine di accompagnare al lancio di ogni nuova serie regolare una copertina alternativa realizzata dall'autore. Ecco qualche esempio recente.

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Spesso, oltre alla celebrazione del talento di un autore o di un momento editoriale, le variant - come già accennavo in precedenza - servono a veicolare un messaggio. Come nel recente caso della campagna indetta dall'associazione STOMP Out Bullying contro il bullismo cui la Casa delle Idee ha partecipato con la realizzazione di una serie di copertine speciali. Eccone qualcuna.

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Naturalmente la DC Comics non è da meno. A dicembre di quest'anno lancerà ben 23 cover variant la cui realizzazione sarà affidata all'immenso talento di Darwyn Cooke, per l'occasione tutte le copertine saranno realizzate nel formato widescreen. Ecco la galleria completa.

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