venerdì 18 maggio 2012

SERGIO BONELLI EDITORE: LA PRIMAVERA PORTA UN AUMENTO DEI PREZZI

Foto di famiglia per gli eroi Bonelli

Brutte, ma inevitabili, notizie per gli appassionati dei fumetti targati Sergio Bonelli Editore. A partire da questo mese tutte le pubblicazioni della casa editrice milanese subiranno un ritocco dei prezzi di copertina variabile a seconda del formato e della periodicità, ma in genere si tratterà di un aumento di € 0,20.

Tutti gli albi mensili da 96/110 pagine (Tex e tutte le sue ristampe, Zagor, Dampyr, Nathan Never, Shangai Devil, Dylan Dog) passeranno da € 2,70 a € 2,90.

Julia passerà da € 3,20 a € 3,40;
Brendon da € 3,00 a € 3,20;
Martin Mystere da € 4,70 a € 5,00;
Lilith da € 3,50 a € 3,70;
Romanzi a Fumetti da € 9,00 a € 9,50;

Anche gli almanacchi, gli speciali, i giganti e le grandi ristampe subiranno un aumento che si aggira intorno agli € 0,30.
Data la attuale crisi economica e l'aumento delle materie prime, costi di trasporti e IVA, sono certo che si trattava di un passo doloroso ma inevitabile.


giovedì 17 maggio 2012

TED ADAMS (IDW): "IL BOOM DEL FUMETTO DIGITALE STA PROVOCANDO UN AUMENTO NELLE VENDITE DI QUELLO CARTACEO"

IDW Publishing


Alcuni giorni fa vi ho proposto lo sfogo di Jerry Ringi, titolare della fumetteria statunitense Amazing Fantasy Comics, che accusava gli editori, e in particolare Marvel e DC, di spingere sul fumetto digitale e sulla vendita on-line dei comics a scapito del già agonizzante mercato tradizionale (QUI potete leggere l'articolo).

Ted Adams
Publishing CEO
IDW Publishing

A fornire un punto di vista differente, al punto che mi verrebbe da definirlo diametralmente opposto, ci pensa Ted Adams. Il Publishing CEO della IDW Publishing nel corso di una lunga e articolata intervista al sito ICv2, nel parlare della stato del mercato per la sua casa editrice, a proposito del fumetto digitale ha dichiarato: "fino allo scorso anno il fumetto digitale rappresentava una quota di mercato insignificante. Adesso le cose sono cambiate. E' abbastanza strano, ma il digitale rappresenta esattamente il 10% della nostra quota del direct market. [...] si tratta di una strana coincidenza, e il ritorno del digitale continua a incrementare con un ritmo che ci sembra incredibile. Non mi sorprenderei se il prossimo anno ci troveremo a parlare di una quota del 15% o addirittura del 20%. Tenete presente che l'incremento del nostro mercato digitale coincide con un incremento della nostra quota sul direct market. Stavo proprio dando un'occhiata ai nostri numeri, abbiamo registrato un incremento annuale della nostra quota di mercato tradizionale del 25%, e del 150% di quello digitale. Insomma entrambi i mercati stanno andando incredibilmente bene per noi. Al momento non c'è alcun dubbio sul fatto che la vendita dei fumetti digitali non produca alcun impatto su quelli stampati. Se proprio mi sento di dover formulare una ipotesi, mi sentirei di poter dire che il successo del fumetto digitale sta producendo un aumento delle vendite di quello cartaceo".

Locke & Key
uno dei titoli di maggior successo
e più interessanti del catalogo
IDW Publishing

Secondo Adams, dunque, non solo l'ampliamento del mercato digitale non solo non sta uccidendo il mercato tradizionale ma ha scatenato addirittura un circolo virtuoso che sta portando all'incremento anche delle vendite nei comic shops.

Il boom del fumetto digitale, dal punto di vista di Adams, è dovuto alla recente massiccia diffusione dei tablet: "Si vede un sacco di gente in giro con in mano un iPad. E' un dispositivo onnipresente e molta gente sta scoprendo la presenza dei fumetti su questi dispositivi. In alcuni casi si tratta forse di lettori che avevano smesso di leggere fumetti, persone che magari per mancanza di tempo avevano smesso di andare in fumetteria, magari si sono imbattuti nell'applicazione di Comixology ed hanno ricominciato a leggere fumetti. E adesso, magari, hanno anche ricominciato a comprare i fumetti cartacei. Il fumetto rappresenta un qualcosa di veramente unico, un tipo di prodotto che magari leggi in digitale ma che poi desideri possedere anche su carta. Se un ex-lettore ricomincia a leggere fumetti, cominciare a comprarne le versioni cartacee è quasi una conseguenza obbligata. Possedere un fumetto non è come possedere un quotidiano o una rivista". 

Adams a cosa attribuisce l'attuale successo della IDW Publishing? "Non sono in grado di dirlo con certezza, ma credo che il DC Reboot abbia spinto un sacco di nuovi lettori e di ex-lettori sul mercato, gente magari attratta dai fumetti in seguito all'iniziativa della DC e colpita dai nostri prodotti o persone che cercavano qualcosa di diverso. E' l'unica cosa che mi viene in mente per spiegare un tale incremento dei lettori".


MIKE ALLRED: DA FANBOY A GUEST ARTIST DI DAREDEVIL

Daredevil di Mike Allred

Alle volte la genesi di alcune storie o di alcune collaborazioni è davvero singolare. Su uno degli ultimi albetti originali di Daredevil, l'editor Stephen Wacker ha pubblicato questa lettera:




Qual è la particolarità di questa lettera? Be' l'autore della missiva non è un qualunque appassionato, ma è Mike Allred, disegnatore del tratto pop, autore, tra gli altri di Madman, X-Statix e IZombie.  Nella lettera Allred si dichiara fan entusiasta della attuale serie dell'uomo senza paura, esprimendo il suo apprezzamento per Mark Waid e per i disegnatori Paolo Rivera e Marcos Martin. Il suo entusiasmo è tale che si dice disposto, qualora se ne presentasse la possibilità, di fornire il suo contributo alla serie.

La risposta di Wacker, per quanto naturalmente meditata, è davvero buffa e ricca di entusiasmo... "Grazie per le belle parole, Michael. Tutti noi della redazione di Daredevil stiamo lavorando per--- 'SPETTAUNSECONDO... il leggendario Michael Allred di "Madman" e "X-Statix"? Quel Michael Allred? E tu vorresti disegnare qualcosa di Daredevil? Um...geee, Mike... Io non so... siamo pienissimi di... Fammi vedere... forse si potrebbe... NATURALMENTE POTRAI DISEGNARE QUALCHE DAREDEVIL! Guarda, so che sei molto impegnato con i tuoi imminenti progetti super-segreti, ma forse troverai il tempo per inserire nel tuo scadenziario - chessò - una copertina? Fammi consultare prima i lettori, sono loro a cui spetta l'ultima parola. Che ne dite? Ve la sentireste di avere a che fare, sulle pagine di DD, con qualcuna delle follie di Allred? Fateci sapere..."


La risposta dei lettori è stata naturalmente immediata ed entusiastica, così che Michael Allred si è messo subito al lavoro per disegnare un'albo autoconclusivo della serie del Diavolo Rosso. L'albo in questione, sceneggiato da Mark Waid, apparirà in agosto sul numero 17 della serie del cornetto.

In una intervista rilasciata a USA Today Allred ha dichiarato: "Daredevil è una delle prime icone dei fumetti che ho letto. Mi ricordo con chiarezza che oscillavo sulle giostre e leggevo e un  suo paperback" 

Daredevil #17
Copertina di Mike Allred

martedì 15 maggio 2012

TONY DE ZUNIGA: MENTRE IL DISEGNATORE FILIPPINO VERSAVA IN GRAVI CONDIZIONI IN OSPEDALE, QUALCUNO TENTAVA DI SPILLARE SOLDI AD AMICI E PARENTI

Tony De Zuniga


Venerdì 11 Maggio è morto, dopo una malattia cardiaca, il disegnatore di origini filippine Tony De Zuniga, famoso per essere il co-creatore di Jonah Hex e Black Orchid, ma anche per aver prestato la sua matita a moltissime storie di Conan il Barbaro. Come molti autori di fumetti De Zuniga ha vissuto gli ultimi giorni della sua esistenza versando in gravi condizioni economiche (il sistema lavorativo che regola le prestazioni free-lance non prevede un piano pensionistico), al punto che sul web si è scatenata una raccolta di fondi per aiutarlo a pagare l'assistenza sanitaria. Mentre il mondo del fumetto cercava di aiutare l'autore, qualcun altro ha invece provato a sfruttarne il nome per infinocchiare amici e conoscenti.

Bleeding Cool ha diffuso il testo di una mail giunta nelle caselle di posta elettronica di molti degli amici di De Zuniga; nella mail il presunto De Zuniga raccontava agli amici di essersi recato a Manila per una vacanza nel suo paese d'origine e di essere stato vittima, in albergo, di un furto di soldi e carte di credito e di essere, dunque, restato al verde. Sempre De Zuniga spiegava che Polizia e Ambasciata lo avevano avvisato che, per avere un rimborso dei soldi e dei sostituti dei documenti, avrebbe dovuto aspettare tre settimane. Un tempo troppo lungo e troppo impegnativo dal punto di vista economico. Per questo motivo chiedeva aiuti economici... peccato che mentre questa mail circolava nel web e mentre qualcuno magari valutava le modalità per aiutare l'amico, il povero De Zuniga versava in condizioni disperate impegnato a combattere una lotta per la sopravvivenza.


Ecco il testo della Mail:
From: Tony DeZuniga
To: undisclosed recipients: ;
Sent: Sat, Apr 28, 2012 5:39 am

This message may be coming to you as a surprise but I need your help.Few days back we made an unannounced vacation trip to Manila,Philippines. Everything was going fine until last night when we got mugged on our way back to the hotel,all cash and credit card were stolen off us but luckily for us we still have our passports with us.
I’ve been to the Embassy and the Police here but they’re not helping issues at all they asked us to wait for 3weeks but we can’t wait till then and our flight leaves in few hours from now but we’re having problems settling the hotel bills and the hotel manager won’t let us leave until we settle the hotel bills, we are freaked out at the moment … I really need your financially assistance Please  let me know if you can help us out?
Regards
Tony DeZuniga

lunedì 14 maggio 2012

USA: DOPO CHRIS ROBERSON, ANCHE ROGER LANGRIDGE DICHIARA LA SUA INTENZIONE DI NON LAVORARE PIU' CON MARVEL E DC COMICS


uno dei personaggi creati da
Roger Langridge per la serie
Snarked edita da Boom! Studios


Le molte polemiche riguardo l'etica che muove il rapporto tra Marvel e DC Comics e alcuni dei loro autori più illustri, polemica che da mesi imperversa nel comicdom statunitense, non si arresta. Anzi, settimana dopo settimana si ingrossa la fila degli obiettori di coscienza che dichiarano di non voler più lavorare con le due major a causa delle loro scelte in materia di diritti e royalties. L'ultimo, in ordine di tempo, a dichiarare di non voler più accettare lavori dai due editori è Roger Langridge, un nome forse non altisonante ma un autore molto apprezzato negli USA. Langridge ha dichiarato i propri propositi nel corso di una intervista al podcast di orbital comics nel corso della quale ha chiaramente annunciato le sue intenzioni e ha esortato altri autori a seguire il suo esempio.



"Continuare a lavorare con la Marvel e la DC sta diventando, da un punto di vista etico, piuttosto problematico... 
Credo che la decisione spetti alle coscienze individuali di ognuno ma penso anche che chi tra di noi ha la possibilità di scegliere, e io ho questa possibilità - sto lavorando con un paio di altri editori, ho un lavoro da illustratore al quale posso far ritorno, non devo dipendere da Marvel e DC per guadagnarmi il mio pane quotidiano. Se ne avete la possibilità, dovreste riflettere su cosa state facendo e per chi lo state facendo. 


Stavo scrivendo l'ultimo numero di John Carter quando ho appreso la notizia che la Marvel aveva vinto la causa contro gli eredi di Jack Kirby. In questa circostanza ho letto il post scritto da Steve Bissette sul suo blog, un post molto appassionato riguardante l'etica di lavorare per la Marvel in questi tempi. E' all'incirca in quel momento che ho deciso di terminare la sceneggiatura a cui stavo lavorando e andare oltre. 


Naturalmente la Marvel non ha bisogno di me. Se non accetto più un lavoro da loro è chiaro che nulla gli accadrà. Ma credo che sia un dovere della comunità creativa chiedersi in che tipo di industria si desideri lavorare e agire di conseguenza".


Va sottolineato che negli ultimi tempi sono molti gli autori che si sentono in difficoltà a collaborare con case editrici che calpestano i diritti dei loro predecessori, certo si tratta di un numero ancora esiguo ma chissà se sarà sufficiente a far mettere in discussione la politica gestionale delle major.

Illustrazione di Chris Samnee per la sfortunata serie
Thor the mighty avengers
sceneggiata da Roger Langridge


domenica 13 maggio 2012

IRAN: 25 FRUSTATE ALL'IRRIVERENTE VIGNETTISTA MAHMOUD SHOKRAYE


La vignetta che è costata
la condanna al vignettista
Mahmoud Shokraye


Il rapporto tra satira e politica è da sempre un rapporto travagliato. Se in Italia la satira fa arrabbiare i politici, al punto da poter incorrere in una forte censura o in un editto bulgaro, in altre parti del mondo fare satira è decisamente molto più rischioso. Il disegnatore iraniano Mahmoud Shokraye, ad esempio, a causa di alcune vignette irriverenti che sbeffeggiavano un politico locale è stato condannato ad una pena di 25 frustate.

La vignetta che è costata la condanna a Shokraye, che vi ho proposto in apertura di questo blog, ritrae il politico Ahmad Lofti Ashtiani nei panni di un calciatore, in uno stadio gremito; nella mano destra il politico stringe una lettera di congratulazioni, mentre con il piede destro tiene fermo un pallone.

La vignetta fa riferimento a delle recenti polemiche scoppiate in Iran inerenti la eccessiva ingerenza della politica negli sport. Ma la cosa che ha fatto davvero arrabbiare Ashtiani è il fatto che è stato ritratto con un segno scuro sulla fronte (a indicare che si prostra troppo spesso per pregare).

una caricatura di Nikahang Kowsar

Si tratta della prima sentenza comminata nei confronti di un cartoonist iraniano, una sentenza che ha scatenato le ire della comunità di autori iraniana che ha fortemente protestato sui social network. In una intervista rilasciata al Guardian, Il fumettista Nikahang Kowsar ha dichiarato: "Il verdetto è una minaccia diretta a tutti i cartoonist che lavorano in Iran. Da questo momento, se questa sentenza sarà eseguita, ogni pubblico ufficiale potrà denunciare un disegnatore per averlo ritratto in un disegno".

Kowsar, che è un membro dell'associazione dei diritti dei Cartoonist, ha partecipato attivamente alla campagna che invitava tutti i disegnatori iraniani a effettuare una caricatura di Ashtiani. "In passato" - ha dichiarato il disegnatore - "ci era proibito disegnare dei prelati, ma da adesso anche i non-religiosi sono entrati a far parte della categoria delle mucche sacre".

Kowsar, che attualmente vive negli Stati Uniti, ha poi aggiunto: "Molti cartoonist iraniani hanno dovuto lasciare il paese per paura di essere imprigionati, mentre molti altri hanno lasciato il loro lavoro o hanno cominciato ad autocensurarsi per evitare di incorrere in persecuzioni o prigionia".

Il giornalista iraniano Masih Alinejad ha dichiarato che la sentenza comminata a Shokraye è la conseguenza di una decisione del governo di non tollerare più le critiche rivoltegli da stampa, cartoons e mondo dell'arte.


giovedì 10 maggio 2012

BILL MANTLO: UNA VITA PER IL FUMETTO


Rom Spaceknight



Con tutta probabilità gli appassionati lettori di fumetti americani di ultima generazione non l’avranno mai sentito nominare, mentre per coloro che seguono le gesta degli uomini in calzamaglia da molto più tempo il nome di Bill Mantlo riporterà alla memoria il tenue ricordo di un’epoca, anagraficamente non troppo lontana (ma distante anni luce da un punto di vista narrativo), in cui le storie e gi eroi erano più semplici e fantasiose.

Bill Mantlo in una foto scattata
negli anni '80
(fonte: Marvel Database
Il leggendario Bill Mantlo fece i suoi esordi nel mondo delle nuvole parlanti nei primi anni Settanta, debuttando come colorista alla Marvel, per poi diventarne in breve tempo uno dei principali sceneggiatori. Se non uno degli scrittori più apprezzati, di sicuro uno dei più prolifici, un onesto e fantasioso artigiano cui si devono i testi di alcune tra le principali testate edite in quei gloriosi anni dalla Casa delle Idee. 

In breve tempo, grazie a trame solide, ricche di azione e introspezione (e fortemente caratterizzate da quell’elemento soapoperistico che contraddistingueva i comics d’oltreoceano dello scorso secolo), Mantlo seppe guadagnarsi un largo seguito di lettori che lo seguivano con attenzione e passione da una testata all’altra.

Nell’arco della sua carriera, durata oltre 15 anni, Mantlo ha prestato la sua immaginazione a serie come ROM: Spaceknight, Miconauts, The Incredible Hulk, Spectacular Spider-Man, Alpha Flight, Cloak & Dagger… solo per citarne alcune. 

Alcune delle serie più celebri tra quelle sceneggiate da Bill Mantlo

Per ben 5 anni, a partire dal febbraio del 1980, ha sceneggiato le avventure di Hulk (coadiuvato da Sal Buscema), un ciclo di storie – purtroppo quasi interamente inedito nel nostro paese – nel corso del quale ha scandagliato a fondo il personaggio, fornendo per primo l’interpretazione psicanalitica di Banner che ha fatto la fortuna del successivo ciclo di episodi di Peter David. Per ben 7 anni, a partire dall’agosto del 1977, si è occupato delle storie dell’Uomo Ragno, un lunghissimo ciclo di episodi nel quale ha focalizzato la sua attenzione sulle vicende di Peter Parker, sulle sue relazioni interpersonali e sulle disavventure studentesche. 
Con Contest of Champions ha dato alla luce l’antesignano dei moderni crossover, nonché la prima miniserie in assoluto prodotta dalla Casa delle Idee.


Bill Mantlo ritratto in una vignetta 
di Michael Golden
Mantlo però è ricordato anche per la sua capacità di creare intere vicende intorno a personaggi privi di storia. Non a caso la casa editrice gli affidò lo sviluppo di tutta una serie di fumetti tratti da alcuni dei giocattoli più in voga in quegli anni. Il più significativo e longevo fu quello dedicato al cavaliere spaziale ROM, ispirato a una action figure prodotta dalla Hasbro. Un vero e proprio mix di space opera, azione e sviluppi surreali fecero della collana una delle più longeve (ben 75 numeri pubblicati tra il 1979 e il 1986) del genere e cementarono il bizzarro connubio professionale tra lo scrittore e Sal Buscema, un vero e proprio sodalizio artistico caratterizzato da un sentimento di amore e odio, che li spingeva a collaborare fino all’inevitabile diverbio che li avrebbe fatti litigare, facendo separare le loro strade irrimediabilmente… fino alla successiva collaborazione!

Nonostante la brillante carriera compiuta nel mondo dei comics, Bill Mantlo aveva incessantemente continuato a coltivare un sogno: fare l’avvocato. Nel corso degli anni, infatti, aveva continuato a studiare fino a laurearsi in giurisprudenza. Fu per questo che sul finire degli anni Ottanta accantonò la carriera di scrittore, divenendo avvocato d’ufficio presso la procura di New York.

Ecco come appare oggi Mantlo,
circondato dalle amorevoli cure delle infermiere

Purtroppo però, la storia non finisce qui, e soprattutto non con un lieto fine. Nel 1992, mentre pattinava, Mantlo fu investito da un pirata della strada (che fuggì dal luogo dell’incidente senza fermarsi a prestargli il primo soccorso e senza mai essere identificato) e riportò gravi danni cerebrali. Per quasi un anno Bill è stato in coma e dopo esserne uscito non si è mai ripreso del tutto. Attualmente, dopo anni di terapie, Bill vive in una casa per disabili, dove è assistito 24 ore su 24. Ironia della sorte, avendo lavorato per gran parte della sua vita come free lance (al pari di tutti i fumettisti) non ha alcun diritto all’assistenza sanitaria ed è mantenuto solo grazie agli sforzi economici del fratello Michael e dei numerosi fan che contribuiscono con mostre, libri benefici e raccolte di fondi. Pur non essendo autonomo, non versa in uno stato vegetativo, la sua memoria a lungo termine – al contrario di quella a breve – funziona benissimo. Questo significa che ricorda benissimo gli anni trascorsi alla Marvel, anche se ha difficoltà ad accedere, senza aiuto, a ricordi specifici. Le lettere dei fan gli conferiscono una grande gioia e la consapevolezza che le sue storie hanno toccato persone in ogni angolo del mondo, gli dona una sensazione di enorme orgoglio. Chiunque fosse interessato a contribuire alla causa del sostentamento di Bill o semplicemente per apportare la propria testimonianza, può scrivere una lettera (cartacea) a Michael Mantlo,  c/o Queens Nassau Nursing Home 520 Beach 19th Street Far Rockaway, NY 11691. Collegandosi al sito www.wowio.com è invece possibile effettuare il download del libro Mantlo: A life in comics o della serie creator owned, realizzata nel corso degli anni Ottanta, intitolata Swords of the Swashbucklers.
Ciascun download genera un contributo per l’assistenza a lungo termine di Bill.


Bill Mantlo
A Life in comics

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Fumo di China, si ringrazia Loris Cantarelli

mercoledì 9 maggio 2012

FUMETTERIE USA: "CON I FUMETTI DIGITALI GLI EDITORI STANNO UCCIDENDO IL DIRECT MARKET"


il logo di Comixology
il principale distributore di fumetti digitali
negli States


Negli ultimi tempi si parla molto spesso di crisi del fumetto (in realtà, leggo fumetti da oltre trent'anni e nel corso della mia lunga carriera di appassionato, prima, e addetto ai lavori, poi, il fumetto è sempre stato considerato in crisi - tranne forse, in seguito al sorprendente successo conseguito da Dylan Dog, un periodo di boom avutosi  tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90).

Al di là delle vendite, a mio avviso preoccupantemente basse, negli Stati Uniti è l'intero sistema del fumetto ad attraversare un periodo di transizione: il mercato, i rapporti contrattuali, l'interesse delle case produttrici cinematografiche e televisive, l'avvento del digitale, la distribuzione; tutti elementi indispensabili del sistema e soggetti a questa fase di cambiamento che potrebbe portare ad una evoluzione verso qualcosa di diverso (e non necessariamente migliore).

L'ultimo j'accuse nei confronti della crisi e di coloro che in qualche modo la hanno scatenata (o forse di coloro che, nel tentativo di arginarla, decretano un peggioramento delle condizioni di alcuni attori del settore) giunge da Jerry Ringi, titolare della fumetteria Amazing Fantasy Comics in Virginia. Ringi, in un breve articolo scritto per il sito web ICv2, utilizza parole durissime per le case editrici, ree di concentrarsi sul lancio e lo sfruttamento del mercato digitale a scapito di quello tradizionale.

"I fumetti digitali" - scrive Ringi - "l'ultima e la più grande minaccia perpetrata da quegli editori che noi abbiamo salvato dal fallimento nel corso degli anni '70, rappresentano ancora una volta un tentativo di uccidere il Direct Market, le tipografie e i distributori. E a quale scopo? Fare quanti più soldi e possibile e infischiarsene di tutti gli altri".

un esempio di fumetto digitale

"Osservate cosa è successo a partire dagli anni '90, appare evidente che gli editori vogliono assicurarsi tutti gli introiti e non vogliono che esista il Direct Market o che ci sia su di esso circolazione di danaro. Gli inserti pubblicitari pubblicati sulle pagine degli albi Marvel raccontano ai nostri clienti che i comic shops sono luoghi oscuri e pericolosi e anche sporchi, non adatti ai bambini, luoghi dai quali e meglio stare alla larga. 

Sottoscrivendo un abbonamento è possibile avere albi in omaggio ma ci rimproverano se facciamo degli sconti ai nostri clienti. Ci appesantiscono ad ogni occasione con materiale promozionale che aiuti a vendere i loro prodotti. Guadagnano soldi anche dal Free Comic Book Day. Quando il mercato non esisterà più e i fumetti digitali non gli avranno dato i risultati che si attendevano, l'unico settore che avrebbe potuto tenerli in vita sarà morto; avranno ucciso la gallina dalle uova d'oro. Grazie Marvel e DC. Voi avete i film e a noi non c'è rimasto nulla. Grazie".

Le posizioni di Jerry Ringi sono indubbiamente dure ed estreme. Ma siamo certi che non abbia ragione? Il messaggio è forte e chiaro, bisogna solo capire come si evolverà (nei prossimi anni) il mercato e se ci sarà ancora spazio per il mercato così come lo abbiamo inteso fino a oggi. I rivenditori per ora si lamentano, ma credo che l'uomo di Neandertal abbia tentato di reagire prima di estinguersi.




lunedì 7 maggio 2012

MARK MILLAR: "PIACCIO AI POLITICI E NEL PROSSIMO DECENNIO MI VEDO AL LAVORO SOLO SU PROGETTI CREATOR-OWNED"


Mark Millar


Mentre il Millarworld (l'etichetta editoriale trasversale  fondata da Mark Millar - dove per trasversale intendo che è pubblicata da diverse case editrici negli USA, ma i cui diritti appartengono all'autore scozzese) continua a mietere successi e registrare il debutto di nuove serie (negli ultimi mesi è iniziata la pubblicazione di The Secret Service, Hit Girl e Supercrooks) Mark Millar continua a rilasciare dichiarazioni dalle pagine del suo forum. Come al solito si tratta di parole ricche di interessanti spunti di discussione sulle quali vale la pena soffermarsi.

Riguardo il suo futuro a medio termine Millar scrive:

"Nel mio futuro, in questa decade, vedo nelle produzioni creator-owned la mia casa. La Marvel ha rappresentato la mia casa nel primo decennio di questo secolo, ma sento che il Millarworld sarà la mia casa nei prossimi anni. Ma non mi siederò mai sugli allori e le sfide mi divertono. Mi è stato chiesto di collaborare con una azienda che tutti conoscete molto bene, e credo che di questa collaborazione ne sentirete parlare più o meno a luglio. Questo vi sorprenderà moltissimo, così come ha sorpreso me, ma si tratta di qualcosa che davvero mi elettrizza. Mi sto espandendo un po' anche verso altri media, ma i fumetti restano sempre (SEMPRE) il mio principale amore. Questo è quanto desideravo fare sin da quanto avevo cinque anni. Mi vengono offerti dei lavori quasi ogni giorno e li rifiuto quasi tutti. I fumetti erano e sono tuttora il lavoro che desidero fare. Non andrò da nessuna altra parte".



Supercrooks
Come da tempo è ormai acclarato Mark Millar ha deciso di concentrare i suoi sforzi sulla produzione di fumetti creator-owned, i cui proventi e diritti di sfruttamento sono a totale appannaggio suo e dei suoi collaboratori. Una scelta quasi naturale alla luce delle recenti polemiche tra le Major e alcuni degli autori che le hanno rese tali (non vi dico i nomi perché negli ultimi tempi ve li ho ripetuti fino alla noia...) ma che, naturalmente, non è replicabile da tutti gli autori (non tutti sono dei fan-favourite del calibro di Millar) e soprattutto non da autori esordienti.

"[riferendosi alla possibilità degli autori esordienti che non desiderano stare al giogo delle major di avere successo con progetti creator-owned] Credo sia possibile, ma è certamente molto più semplice se lavori per la Marvel o la DC, ti crei un pubblico e li porti con te. Una buona idea può dover affrontare una lunga strada  prima di giungere al suo coronamento, oggi è molto più semplice rispetto al passato quando una serie creator-owned doveva lottare per guadagnarsi uno spazio su Wizard. Ma internet è un mezzo di comunicazione di massa ed è gratis. La nostra campagna virale per Supercrooks ha raggiunto più lettori di quella del New 52 e ci è costata solo la birra che abbiamo pagato. Insomma, si può fare. Ma Marvel e DC Comics sono dei gran posti dove iniziare e rappresentano una solida fonte di reddito... il che aiuta durante i primi giorni della tua esperienza creator owned".

Nemesis vol.2


A chi gli chiede se qualcuno dei suoi progetti per il Millarworld sarà adattato per il piccolo schermo, l'autore scozzese risponde:

"Io non guardo davvero la TV e le mie cose sembrano essere più adatte a trasposizioni cinematografiche. Non credo che nulla di quello che ho fatto si adatti davvero bene. Si parlò di American Jesus (la prima parte è stata pubblicato anche in Italia dalle edizioni BD), ma i nove albi in totale funzionano meglio di un film. Sembra ci sia troppo lavoro e troppe cose da buttare via".

Millar è dunque molto attivo sui progetti cinematografici inerenti le sue creazioni:

"Kick-Ass 2 arriverà nei cinema questa estate. Inoltre sono in fase di sviluppo le sceneggiature di Supercrooks e The Secret Service. Quest'ultima sarà realizzata da Matthew Vaughan, ne abbiamo parlato per due anni. Io ho scritto il fumetto, lui la sceneggiatura per il film".


Per quanto riguarda nel dettaglio i suoi progetti Millar dichiara:


"Il seguito di American Jesus, originariamente concepito per essere un'opera ad ampio respiro, si intitolerà il messia riluttante sarà pubblicato a Dicembre 2012, mentre la terza parte vedrà la luce nell'estate del 2013. Il film sarà nelle sale nella Pasqua del 2014. Supercrooks sarà strutturato in quattro archi narrativi (di cui i primi due dovrebbero essere nella prima miniserie); i programmi sono di pubblicare il primo ciclo quest'anno, il secondo il prossimo e il terzo forse nel 2015. I film seguiranno a ruota. La prossima ondata di titoli della Millarworld sarà disegnata da altri grandissimi nomi... l'unico di cui siete già al corrente è Frank Quitely, ma a me piacciono anche Charest, Coipiel, Adam Hughes, Nathan Fox, Eduardo Risso, Paul Pope..."


Kick Ass vol.2
Il sapiente utilizzo di internet da parte di Millar è da tempo uno dei segreti del suo successo (chi ricorda, ad esempio, il clamore suscitato una decina di anni fa dalla miniserie Trouble?). Ma qual è la cosa più bizzarra che gli è capitata sul web?

"il numero di politici che mi seguono su Twitter. Questa è la cosa più sorprendente. E gli attori cinematografici di età adulta, i quali sono davvero incredibilmente carini. E i musicisti... il che è strano visto che non sono un musicista. Ma sì... non esiste un appassionato di fumetti medio. Siamo di tutte le forme e dimensioni adesso".

giovedì 3 maggio 2012

VUOI ESSERE ALL'ULTIMA MODA? ARRIVA IL BAT-PIZZETTO!

ecco il bat-pizzetto!

Il protagonista della foto scrive: "avevo un sogno... e adesso è realtà". Adesso orgogliosamente mostra la sua foto sul web!
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