martedì 21 maggio 2013

PRIMA DICHIARAZIONE UFFICIALE DI ROBERTO RECCHIONI NELLE VESTI DI CURATORE DI DYLAN DOG


Roberto Recchioni
in una illustrazione di Massimo Carnevale


Ieri sera ho provveduto a darvi tempestivamente la notizia della promozione di Roberto Recchioni al delicatissimo ruolo di curatore di Dylan Dog, ruolo ereditato da Giovanni Gualdoni diretto forse verso altri incarichi all'interno della casa editrice. La notizia, dunque, è ancora freschissima e, a parte le reazioni entusiastiche da parte dei lettori testimoniate sul web, è ancora presto per interviste, programmi e progetti futuri, ma non è troppo presto per la prima dichiarazione d'intenti lasciata dallo stesso Recchioni sulla sua pagina Facebook. Una dichiarazione che è di per se già un programma:

"Iniziamo a parlare di Dylan Dog. Prima cosa: non userò mai l'espressione Dylan Dog 2.0. L'obiettivo è riportare Dylan al 1.0"

Questo è quello che sembra un buon inizio!

Mater Morbi
la più celebre storia di
Roberto Recchioni
per Dylan Dog

lunedì 20 maggio 2013

STUPIDE ACCUSE DI VIOLAZIONE DEL TRADEMARK PER JUPITER'S LEGACY DI MILLAR E QUITELY


Copertina variant del primo numero di
Jupiter's Legacy realizzta da Dave Johnson.
I personaggi in copertina staranno danzando sulle
note dei Jupiter's Child?


Molti di voi ricorderanno che, quando più di un anno fa, Mark Millar e Frank Quitely annunciarono di essere al lavoro su una serie creator owned, i due autori scozzesi parlarono di un progetto intitolato Jupiter's Children. Qualche mese più tardi, Millar comunicò che il titolo della serie era stato cambiato in Jupiter's Legacy, la cosa non mi sembrò affatto strana; spesso un'opera o un personaggio cambia nome o titolo in fase di lavorazione (basti pensare che lo stesso Dylan Dog era il nome di lavorazione che Tiziano Sclavi affibbiava a tutti i personaggi di cui si occupava in fase di sviluppo).

Frank Quitely
Attraverso il sempre informatissimo Bleeding Cool apprendo invece che il motivo del cambiamento è dovuto all'esistenza di una band il cui nome è proprio Jupiter's Children. L'omonimia, in realtà, stando ai precedenti incroci verificatisi tra storia del fumetto e storia della musica (basti pensare a Love And Rockets), non avrebbe dovuto creare alcun problema e, trattandosi si "prodotti" distribuiti su mercati molto diversi, non avrebbe dovuto avere alcun risvolto di natura legale. Mark Millar, però, decise di non voler correre rischi e per farlo decise di cambiare il nome della testata: "Abbiamo optato per una scelta del genere mentre ancora ci stavamo occupando di perfezionare i loghi e, quindi, ancora potevamo cambiare il titolo senza problemi".

Sebbene le contaminazioni tra immaginario collettivo, artistico, cinema, letteratura, fumetto e musica siano molto frequenti e nonostante il fatto che difficilmente si sarebbe potuto immaginare che Millar e Quitely avessoro la  volontà di sfruttare il nome del gruppo, i due hanno comunque deciso di rimediare. Una scelta pacifica che però non ha tranquillizzato i membri della band che hanno continuato a lamentarsi. Per questo motivo Millar ha gli ha risposto:

"Ciao! E' delizioso ricevere notizie da voi. Il nostro fumetto è intitolato Jupiter's Legacy. Il vostro gruppo, credo, si chiama Jupiter's Child. Perciò non ho idea di cosa stiate parlando né cosa intendete quando parlate di violazione del copyright. Il mio avvocato probabilmente vi sta ignorando. Vi auguro ogni bene, Mark Millar".

Sollecitato ulteriormente, Millar ha deciso di precisare:

Mark Millar

"Non ho idea del perché io stia sciupando il mio tempo con questa faccenda, ma credo che voi non abbiate compreso bene quello che sta accadendo. Il nostro progetto si chiama Jupiter's Legacy. Il vostro gruppo si chiama Jupiter's Child. Star Wars, Star Trek e Starman hanno tutti la parola Star nel titolo ma questo non ha creato alcun conflitto, allo stesso modo il mio progetto e la vostra band hanno la parola Jupiter nel titolo. Mi fate capire di cosa state parlando? Siete al corrente che il prossimo anno sarà distribuito un film intitolato Jupiter's Rising? Volete portare davanti una corte anche loro?".

Marcus Singletary, frontman dei Jupiter's Child, e estensore di un articolo in cui "codice del diritto civile" alla mano accusa Millar, Quitely e la Image Comics di aver plagiato il suo marchio (anche se tra tanti dettagli si dimentica di dichiarare di essere parte in causa), sembra proprio non mandare giù l'affronto (?) subito e a quanto pare su twitter ha lanciato una crociata anti-Millar (salvo poi cancellare tutti i tweet in secondo momento) e per rafforzare la sua posizione ha deciso di intitolare Jupiter's Legacy il prossimo disco della sua band. sarà che sono ignorante, ma possibile che Singletary stia facendo tutto questo rumore solo per avere il suo quarto d'ora di celebrità? E che dovrebbero dire, poi, gli Steppenwolf che cantavano Jupiter's Child già nel 1969 (provare per credere!)?

La copertina del prossimo
disco dei Jupiter's Child

MATT FRACTION: UNA MAGLIETTA PER RENDERE OMAGGIO A HAWKEYE, E PER FARE UNA BUONA AZIONE

hawkguy

Hawkeye di Matt Fraction e David Aja è sicuramente la testata Marvel del momento. Partita un po' in sordina poco prima del Marvel NOW!, sebbene con un team creativo di altissimo livello (e con un paio di rimpiazzi alle matite di primissima scelta, come Javier Pulido e Francesco Francavilla), la serie dedicata all'infallibile arciere è stata la vera sorpresa della stagione, arrivando addirittura a fare incetta di nomination ai prestigiosi Eisner Awards.

La serie, un misto tra hard boiled e umorismo con protagonista un Clint Barton molto umano, ha fatto molto parlare di se, anche per la presenza di momenti indimenticabili come quello rappresentato in questa vignetta

una divertentissima vignetta tratta da Hawkeye
nella quale, lo stesso Occhio di Falco, nelle vesti di narratore in prima
persona copre le sue parti intime
Una vignetta che ha riscosso talmente tanto successo da spingere Matt Fraction a stringere una partnership con We Love Fine sito internet specializzato nella produzione di T-Shirt customerizzate (il motto del sito, non a caso, è for fans by fans) che permettono di riprodurre l'effetto buffo della vignetta

la maglietta con il volto di Occhio di Falco
Tutti i proventi di Fraction saranno devoluti in beneficenza all'associazione Futures Without Violence. Insomma, un ottimo modo per fare una buona azione e per divertirsi con il proprie eroe preferito!

venerdì 17 maggio 2013

PANINI E MARVEL: A OTTOBRE PUBBLICAZIONE IN CONTEMPORANEA PER AVENGERS: ENDLESS WARTIME?

Avengers: Endless Wartime
copertina del primo volume della nuova
linea di Graphic Novel che la Marvel
si appresta a lanciare
 Alcuni giorni fa la Marvel ha annunciato il lancio di una nuova linea di Graphic Novel, una nuova divisione editoriale allestita con tutta probabilità con la speranza di riuscire a far breccia nel mercato librario, da sempre tallone d'Achille della casa editrice newyorkese. L'onore (e onere) del lancio inaugurale è stato affidato a Warren Ellis e Mike McKone, autori del volume che avrà come protagonisti (neanche a dirlo) i lanciatissimi Avengers e che si intitolerà Endless Wartime.

Presentando la nuova linea di Graphic Novel, Tom Brevoort, a chi gli chiedeva su cosa differenziava questa nuova serie di volumi da quelli prodotti negli anni '80 (che tanti consensi di critica e di pubblico hanno mietuto), ha spiegato:

"Endless Wartime potrebbe essere considerata in qualche modo la prima Graphic Novel originale prodotta dalla Marvel. Sebbene, infatti, i volumi prodotti negli anni '80 sono tutti assolutamente degli ottimi albi, nessuno di loro però è stato realizzato secondo i parametri secondo i quali oggi viene concepita una Graphic Novel. Quelli sono volumi sviluppati secondo uno stile europeo, di troppe poche pagine per essere considerati dei veri e propri romanzi grafici. Ecco, questa è la differenza".

Ma la vera novità rivoluzionaria, stando almeno alle indiscrezioni pubblicate dal blog francese Comics Place, è che il volume sarà pubblicato a ottobre in contemporanea mondiale da Marvel e Panini Comics.

1

giovedì 16 maggio 2013

JOHN BYRNE INVITA I SUOI LETTORI A UNA GARA DI SOLIDARIETA'


Wolverine 



Sulle pagine del suo forum John Byrne sfida i suoi lettori ad una gara di solidarietà.
L'autore canadese, infatti, ha dichiarato di aver trovato uno scatolone con oltre 800 fotocopie di sue tavole risalenti a vari periodi della sua carriera, tra di esse ci dovrebbero essere copie di tavole tratte da Amazing Spider-Man (purtroppo non solo il peggior Byrne di sempre, ma anche l'insuccesso che ha decretato il tramonto della sua carriera), Lost Generation, Hidden Years, Amazon, True Brit e molte altre (insomma, apparentemente nulla che risalga al suo periodo migliore). L'autore ha deciso che anziché gettare lo scatolone lo regalerà al più generoso tra tutti coloro che faranno (e dimostreranno di aver fatto) un'offerta in beneficenza...

"Avete tempo fino al 14 giugno, chiunque possa dimostrare di aver fatto la donazione più generosa ad un ente benefico si aggiudicherà tutto lo scatolone.
Le vostre opzioni possono dividersi tra la croce rossa americana, la ALS Foundation, la società americana per la  lotta al cancro e la Humane Society of the United States. C'è l'imbarazzo della scelta con altre nobilissime cause, naturalmente, ma queste sono le quattro che prediligo, dunque per cortesia optate per una tra queste. Chiaramente potrete detrarre la donazione dalla vostra dichiarazione dei redditi".
 

L'intento è nobile, ma sorge spontaneo chiedersi... ma avranno un valore (al di fuori di quello affettivo) delle fotocopie di tavole originali?

John Byrne

mercoledì 15 maggio 2013

AXEL ALONSO: "GLI SPOILER DANNEGGIANO IL LETTORE"


Axel Alonso


Durante la sua consueta intervista settimanale per il sito Comic Book Resources Axel Alonso, editor-in-chief della Marvel, esprime la sua opinione riguardo gli spoiler che fioccano sul web, anticipando eventi epocali e sorprese narrate sulle pagine dei comics, rovinando così (gran) parte del divertimento ai lettori:

"[...] ci saranno sempre persone che si divertiranno nel far trapelare notizie e di rovinare il divertimento ai lettori. Nelle fasi che si succedono tra l'andata in stampa, il processo stesso di stampa e la distribuzione di un albo c'è un gran numero di persone che ha accesso alle informazioni contenute in esso - è impossibile evitare che ci siano fughe di notizie, anche se, dopo che la fuga è avvenuta, è possibile rintracciare i colpevoli. Ciò premesso, credo che la pirateria e il chiacchiericcio sul web creino più danni ai lettori che non a coloro a cui vorrebbero arrecarli: autori e case editrici. Fa male alle vendite? Quelle di Amazing Spider-Man #700 sembrerebbero far pensare il contrario. Fa male ai fan che vorrebbero godersi i colpi di scena come parte della loro effettiva esperienza di lettura? Presumo di sì. Per intenderci, per me sarà un miracolo se riuscirò ad arrivare al season finale di Madmen senza che qualcuno mi rovini il finale".

Come non essere d'accordo? Apprendere con anticipo (e nel caso di noi lettori italiani, con largo anticipo) particolari relative alle vicende personali degli eroi carta, piccoli intrecci narrativi o svolte epocali, credo che sia una delle cose più fastidiose che possano accadere al lettore di fumetti; un fastidio che alla lunga può privare del piacere della lettura. Quello che Alonso non dice, però, è che i più grandi spoiler spesso giungono dal reparto marketing e comunicazione delle case editrici. Eventi epocali come la morte di un personaggio o un matrimonio (tanto per citare un evento meno triste e prevedibile) sono spesso anticipati dalle case editrici ai grandi quotidiani e telegiornali nazionali, con un tentativo di marketing virale che mette al corrente il grande pubblico generalmente disinteressato (la cui reazione più consueta sarà quella di dire all'amico al bar: "sai che Capitan America (o Batman) è morto?") e rovina la sorpresa al lettore fedele, interessato più alla lettura che al chiacchiericcio.

Infinity
copertina del primo numero

lunedì 13 maggio 2013

(IL CAST DEGLI) AVENGERS VS. MARVEL (STUDIOS)?

il cast degli Avengers

Avete apprezzato Civil War? Forse vi ha appassionato anche X-Men Scisma. E magari Avengers Vs. X-Men vi ha trattenuto con il fiato sospeso fino all'ultima pagina (e oltre). Se la risposta è affermativa, allora non potrete assolutamente perdervi il prossimo mega-evento narrativo: (il cast degli) Avengers Vs. Marvel Studios! A quanto pare, infatti, reduci dal successo planetario della prima pellicola dedicata agli eroi più potenti della Terra, parte del cast (quella retribuita peggio) si sarebbe presentata (metaforicamente) negli uffici degli Studios per battere cassa... e la reazione dei Marvel Studios non sarebbe stata delle più accomodanti. A raccontarlo è stato il giornalista Nikki Finke sul sito Deadline Hollywood: 

"Ma il cast degli Avengers è pronto per arrivare ad una rottura con la Marvel per il sequel della pellicola, Avengers per l'appunto, programmato per il 2015. "Alcuni hanno ricevuto un cachet di soli 200 mila dollari mentre Downey ha percepito 50 milioni di dollari. Su quale pianeta una cosa del genere è giusta?" mi ha confidato un interno. La CAA è l'agenzia che rappresenta la maggior parte delle Star al lavoro per la Marvel e sta cercando di mantenere il più possibile le negoziazioni lontano dalla luce dei riflettori e dai titoli dei media. Ma questo potrebbe non essere possibile dal momento che sembrerebbe si stiano ripetendo alcune tattiche già verificatesi un passato, tattiche che consisterebbero nel creare terra bruciata. "Intorno al sequel la Marvel ha creato un clima molto teso, fatto da maniere forti e bullismo. E questo è controproducente" mi rivela una fonte. Mentre un altra persona mi dice: "Sono stufo di Kevin Feige che ripete in continuazione: la Marvel sta reinventando il business cinematografico. Non funziona così. Stanno reinventando il business, punto." Ho sentito che la Marvel ha già minacciato di citare in giudizio o di fare un nuovo cast quando c'è una  richiesta di rinegoziare i contratti. Questo atteggiamento avrebbe spinto alcuni membri dal cast a rispondere: fate pure. Pare che in particolar modo Hemsworth non sarebbe particolarmente ansioso di riprendere il regime di dieta strettissima al quale si è dovuto sottoporre per girare Thor: Dark World"

la locandina del film

WONDER WOMAN EARTH ONE: PRIME IMMAGINI DELLA GRAPHIC NOVEL DI MORRISON E PAQUETTE


Wonder Woman... unchained!
Un particola da una spettacolare splash page tratta da
Wonder Woman Earth One e realizzata da Yannick Paquette

A rifletterci su, sembrava che intorno ai grandi progetti sviluppati negli uffici della DC Comics per rilanciare Wonder Woman ci fosse una specie di macumba. All-Star Wonder Woman affidata nelle abili mani di Adam Hughes è finito in animazione sospesa o, forse, in coma irreversibile, mentre di Wonder Woman Earth One, affidata a Grant Morrison e Yannick Paquette se ne erano perse le tracce e del progetto si parlava più che altro per la grande arrabbiatura provocata a Greg Rucka che se lo era visto sfilare dalle mani.

E invece, proprio mentre si cominciava a temere il peggio la DC Comics ha diffuso questa splash page realizzata dal disegnatore francese e ha annunciato una data di pubblicazione, il 2014. Insomma, si incomincia a intravedere la luce alla fine del tunnel per quello che, nelle intenzioni dello sceneggiatore scozzese, dovrebbe essere l'ultimo progetto supereroistico di Grant Morrison.

Spettacolare doppia tavola tratta da Wonder Woman Earth One
(cliccate sull'immagine per visualizzarla in tutto il suo splendore)


venerdì 10 maggio 2013

JOE QUESADA: "L'ESORDIO DI ANGELA STRAVOLGERA' L'UNIVERSO MARVEL"


Neil Gaiman e Angela


Archiviata la vicenda legale che, per quasi un decennio, ha visto contrapposti  Todd McFarlane e Neil Gaiman (controversia che ha visto prevalere le ragioni di quest'ultimo), i personaggi creati dallo scrittore britannico sulle pagine di Spawn, in virtù di un accordo i cui contenuto restano misteriosi, si apprestano a vivere una nuova vita editoriale nel Marvel Universe.

Nelle ultime pagine della miniserie Age of Ultron, disegnate per l'occasione da Joe Quesada, si appresta, dunque, a fare il suo ingresso ufficiale nell'universo di Spider-Man e soci, Angela. Successivamente la creatura celestiale dall'infuocata chioma rossa si trasferirà sulle pagine dei Guardians of the galaxy, testata della quale per qualche assumerà le redini di co-sceneggiatore lo stesso Gaiman. Per il suo debutto/ritorno in scena, intanto, Quesada ha messo un nuovo e più attuale look per l'eroina, riguardo la quale ha dichiarato:

"Angela si appresta a lasciare piuttosto rapidamente il segno. Sta per partire di slancio ed è in procinto di aprire uno enorme squarcio attraverso l'universo Marvel - sia metaforicamente che di fatto. Abbiamo dei gran piani per lei, e riguardo i misteri che riguardano la sua identità e la sua provenienza. Credo l'arrivo di Angela terrà i Marvel fan con il fiato sospeso, so che lo farà!" 

Nel frattempo, vi propongo due immagini di Angela... prima...

Angela nell'interpretazione di Greg Capullo
 ... e dopo la cura Marvel...

la nuova Angela di Joe Quesada




giovedì 9 maggio 2013

JIM STARLIN: "UCCIDERE ROBIN SI RIVELO' UNA PESSIMA MOSSA PER LA MIA CARRIERA"

un drammatico particolare tratto dalla copertina del trade paperback
che raccoglie la saga "Una morte in famiglia" 

Il numero 48 della rivista Back Issue edita dalla TwoMorrows è quasi interamente dedicato a Jim Starlin, protagonista di una lunghissima (e, inutile sottolinearlo, interessantissima) intervista che ne ripercorre tutto l'arco della sua carriera (fortunatamente non ancora conclusa, visto che Starlin si è appena insediato alle redini di Stormwatch, una delle testate del New 52). Da quelle pagine vi propongo un piccolo estratto inerente una delle storyline più famose (e controverse) di cui l'autore si è occupato nel corso della sua lunga carriera, il ciclo di episodi intitolato A death in the family (una morte in famiglia) nel corso del quale il Joker uccide Jason Todd, personaggio che all'epoca vestiva i panni di Robin. Uno scambio di battute davvero interessante durante il quale Starlin rivela qualche aneddoto  degno di essere raccontato.

BackIssue #48
numero del magazine interamente, o quasi,
dedicato a Jim Starlin

Back Issue: Uno dei momenti di maggiore visibilità della tua carriera lo hai vissuto quando ti sei occupato di Batman, che hai scritto verso la fine degli anni '80 nel corso di una run durante la quale, eseguendo il volere che i lettori espresso attraverso un sondaggio telefonico, hai ucciso Robin. Si è trattata un evento che ti è stato richiesto dagli editors, o è nato da una tua proposta?

Batman 426
primo capitolo di
"A death in the Family"
copertina di Mike Mignola

Jim Starlin: Danny O'Neill era l'editor della serie e aveva bisogno di un fill-in e io scrissi un fill-in per la serie. Glielo consegnai e lui mi disse che aveva bisogno di un altro fill-in per la collana, "Potresti scrivermene un'altra?" mi ritrovai semplicemente a scrivere storie per la serie e dopo il quinto numero consecutivo di Batman da me realizzato gli chiesi: "Hey, adesso sono  lo scrittore regolare di Batman?" e lui mi rispose "penso di sì". In quel momento ci trovavamo nel bel mezzo di un arco narrativo intitolato "Ten nights of the beast". Pensavo che nel suo complesso l'idea di un eroe adulto che andasse in giro con un teenager non funzionasse, soprattutto poi se lo fai vestire con dei colori sgargianti mentre tu ti aggiri nell'oscurità delle ombre. Sembreresti semplicemente un codardo. 

BI: quando ti cominciasti a occupare di Batman chi era il Robin che combatteva al fianco del protagonista? 

Starlin: Era il secondo Robin [Jason Todd]. Dick Grayson era già andato via ed era diventato Nightwing. Nelle mie storie, per quanto mi fosse possibile, provai ad evitare di usare Robin. In molte delle prime storie di cui mi occupai non appariva. Finché Danny mi chiese di scrivere una storia che si incentrasse su Robin, io me ne occupai, e alla fine pare che fosse venuta anche abbastanza bene a giudicare dalle reazioni. Ma io non impazzivo per il personaggio. 

Batman 427
secondo capitolo di
"A death in the Family"
copertina di Mike Mignola
A un certo punto, la DC decise che voleva che in una delle sue serie si realizzasse una storia in cui si affrontasse l'AIDS. In ufficio misero una cassetta dei suggerimenti affinché suggerissimo quale personaggio potesse contrarre la malattia. Riempii la cassetta con bigliettini che suggerivano il nome di Robin. Alla fine fu Jimmy Olsen il fortunato vincitore, ma non poterono sfruttare il personaggio per la storia che desideravano sviluppare perché l'attore che interpretava Jimmy a cinema era gay. Così abbandonarono l'idea, ma io continuavo a insistere sul fatto che avremmo dovuto sbarazzarci di Robin. 

Successivamente Danny, dal momento che era stata appena sviluppata una tecnologia adatta a questo tipo di operazioni, bbe l'idea di far decidere ai lettori con le telefonate. La DC ci rispose, "Ok, fatelo"e noi ci mettemmo al lavoro sulla miniserie (nella serie) di quattro numeri, e io scrissi una sceneggiatura che prevedeva due finali. Il primo albo andò in distribuzione e Danny era ovunque. Fu invitato in tutti i talk show del mattino, e lì spiegava come aveva preso questa o quella decisione, e a me andava bene perché quello era il lavoro dell'editor. Alla fine l'albo andò in distribuzione e i lettori (la gran parte di essi) decisero che Robin avrebbe dovuto morire. 

BI: la cosa ti sorprese? 

Starlin: avevo sempre immaginato che sarebbe successo, perché non avevo sviluppato davvero alcun lavoro dietro le due pagine inerenti il finale alternativo. Semplicemente penso che immaginavo quali fossero i desideri dei lettori. 

Batman 428
terzo capitolo di
"A death in the Family"
copertina di Mike Mignola
BI: Non provasti a telefonare? 

Starlin: No, no. Non feci alcuna telefonata. L'albo fu distribuito e le vendite furono buone, ma poco tempo dopo il reparto merchandising della DC Comics ci fece sapere che in magazzino c'erano talmente tante magliette e cestini per la colazione con Robin e a quel punto fu subito chiaro che era tutta colpa di Jim Starlin [risate]! Danny repentinamente si scaricò delle sue responsabilità dicendo che lui non c'entrava nulla con tutta quella storia. "E' un errore di Starlin". In breve diventai una persona non gradita. All'epoca stavo sviluppando Gilgamesh, e loro mi chiesero immediatamente di dedicarmi a quell'opera e visto che si trattava di qualcosa che davvero mi piaceva, mi ci misi al lavoro. Sin dal momento in cui il progetto fu accettato fu stabilita una data di consegna scolpita nella pietra. Avrei dovuto lasciare ciò che stavi facendo sui Nuovi Dei in modo da dedicarmi completamente a questo altro incarico. E per lasciarmi più tempo libero avrebbe affidato Batman nelle mani di qualcun altro. 

Così questa fu la fine del mio tempo alla DC. Uccidere Robin fu con tutta probabilità la peggior mossa che abbia mai fatto ai fini della mia carriera. 

BI: Be' è risaputo. 

Starlin: Più tardi, il tipo che ha preso in carica la serie di Batman dopo di me [con tutta probabilità Starlin si riferisce a Marv Wolfman che è diventato il nuovo sceneggiatore regolare della serie a partire dal numero 435, dopo un breve interregno di John Byrne] mi ha ringraziato incredibilmente perché avevo lanciato la serie talmente in alto nella classifica di vendita che lui, grazie alle royalties ricevute dalla serie, fu in grado di comprare un castello in Scozia. 


Batman 429
quarto, e ultimo, capitolo di
"A death in the Family"
copertina di Mike Mignola

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