mercoledì 23 aprile 2014

PREMI HUGO 2014: DUE NOMINATION PER SAGA DI BRIAN K. VAUGHAN E FIONA STAPLES!

il logo dei premi Hugo

Mentre in Italia continua la discussione sulla nomination di Unastoria di Gipi al prestigioso premio letterario Strega, negli USA vengono annunciate le nomination al Premio Hugo, forse il massimo riconoscimento mondiale conferito alla letteratura fantascientifica (riconoscimenti che verranno assegnati sabato 17 Agosto).

Nelle numerose categorie in cui è strutturato il premio c'è spazio anche per i fumetti (sebbene non ci sia una categoria apposita da oltre trent'anni opere e autori particolarmente meritori vengono inseriti nella sezione Best Graphic Story), non desta scalpore, dunque, che Saga, la deliziosa serie realizzata da Brian K. Vaughan e Fiona Staples per la Image Comics, sia in nomination per il premio in una griglia che la vede opposta ai meno noti (qui da noi) Time di Randall Munroe, Girl Genius di Phil e Kaja Foglio, lo speciale del Dr. Who "The girl who loves Doctor Who" di Paul Cornell e Jimmy Broxton e The Meathouse Man, adattamento a fumetti di una storia di George R. R. Martin illustrata da Raja Golden.

Oltre alla nomination per il miglior volume, l'artista della serie, Fiona Staples, è in lizza anche nella categoria Best Professional Arstist.

giovedì 17 aprile 2014

LA DC LANCIA UN SONDAGGIO (SEGRETO) PER TESTARE IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE DEI PROPRI COLLABORATORI. ECCO ALCUNE REAZIONI



Diane Nelson
Presidente di DC Entertainment



Temo che in questo frangente l'atmosfera negli uffici della DC Comics non sia delle migliori. Negli ultimi tempi sono molti gli autori di un certo rilievo che sono andati via sbattendo la porta, lamentando soprattutto le ingerenze degli editor nella realizzazione delle storie. Come se non bastasse il trasloco della sede operativa da New York a Burbank ha messo in condizione molti degli impiegati della casa editrice a rassegnare le dimissioni (basti pensare a Mike Marts, editor delle testate dell'uomo pipistrello che ha lasciato la casa editrice per non lasciare New York). Inoltre, il successo crescente delle pubblicazioni creator owned ospitate dalla Image Comics, sta attraendo con forza sempre crescente i top-creator in forza alla DC (ma anche quelli Marvel), inducendo molti di loro a svincolarsi dal lavoro su commessa per tentare la carriera individuale.

Credo che sia stata proprio questa atmosfera turbolenta a convincere Diane Nelson, Presidente della DC Comics, a scrivere una accorata lettera agli autori che lavorano con contratti da freelance per la casa editrice, una lettera con il duplice scopo di rassicurarli riguardo il loro futuro e anticipar loro la notizia dell'invio di un questionario il cui scopo finale sarà quello di farsi un'idea riguardo le loro esigenze lavorative.

"Abbiamo i migliori, i più brillanti e creativi collaboratori dell'industria dell'intrattenimento, e stiamo profondamente investendo per rafforzare, espandere e dare maggiore energia al nostro modo di lavorare insieme per creare fumetti che noi e i nostri fan amano leggere. L'azienda ha una lunga storia e un retaggio che ha costruito nel corso di 80 anni di storia, anni durante i quali i nostri personaggi sono diventate icone della cultura pop. Tutto ciò è stato reso possibile facendo sì che DCE sia restata sempre la principale destinazione per le persone di maggior talento del nostro settore - una tradizione che confidiamo di mantenere e migliorare giorno dopo giorno.
Noi vogliamo continuare questa tradizione. Vogliamo promuovere un ambiente favorevole alle vostre esigenze. Il nostro obiettivo è quello di creare un ambiente nel quale i migliori autori e artisti possano svolgere al meglio il proprio lavoro, con il supporti del miglior reparto editoriale e di marketing.
Con questi propositi ben chiari nei nostri pensieri ci stiamo accingendo a lanciare il primo sondaggio per sondare il feedback dei maggiori talenti al nostro servizio, un sondaggio che ci aiuterà a comprendere meglio e identificare ciò che stiamo facendo e dove possiamo apportare delle migliorie al modo in cui lavoriamo con voi per creare dei grandi fumetti. Le vostre risposte a questo sondaggio saranno anonime e saranno di importanza vitale per noi al fine di indirizzare la nostra organizzazione e i vostri processi creativi.
Nelle prossime settimane riceverete un link e delle istruzioni su come compilare il questionario dalla società che si sta occupando per conto nostro di questo sondaggio. Nel frattempo, per cortesia, fateci sapere se avete dei dubbi o domande.
I vostri feedback sinceri e dettagliati non solo saranno fondamentali per la nostra pianificazione interna e per la nostra conoscenza, ma anche per come gestiremo i nostri rapporti con voi e con i vostri colleghi. I risultati che otterremo da questo sondaggio ci aiuteranno a identificare le aree del nostro business che abbisognano della nostra attenzione, e ci consentiranno di valutare quali settori avranno bisogno di essere migliorati e quali invece dovranno essere rinforzati. Stiamo pianificando di condividere con voi i risultati che otterremo, così come  condivideremo gli insegnamenti fondamentali e i piani di azione che decideremo di adottare.
Condivideremo gli imminenti aggiornamenti con voi così come continueremo a far sì che DCE sia la principale destinazione per i migliori talenti creativi e una azienda che premi, sviluppi e supporti i nuovi talenti. Vi ringraziamo per il tempo che impiegherete per partecipare e per il lavoro che svolgete per conto della DC Entertainment".

Quello inviato da Diane Nelson, dunque, sembra un tentativo di sondare gli umori degli autori e di andare incontro alle loro esigenze; come accennavo in precedenza, infatti, da molti mesi ormai numerosi autori si lamentano con sempre maggiore insistenza di problemi di micro-management (pare che fin troppo spesso le storie presentate e approvate siano poi rimaneggiate o, addirittura, sostituite prima di andare in stampa). Un tentativo che di  certo risulta molto incoraggiante, anche se per molti versi tardivo. Il trasferimento forzoso della sede organizzativa della DC Entertaimnent dagli uffici di New York a quelli di Burbank ha creato una vera e propria spaccatura, nonché parecchio disagio a tutti quegli autori che si son visti repentinamente cambiare dall'oggi al domani i loro referenti editoriali.

Si tratta però di un tentativo che potrebbe rivelarsi comunque proficuo. Un sondaggio ben strutturato potrebbe davvero fornire ai creativi in forza alla DC Comics l'opportunità di portare a galla i motivi del loro malessere.

Yanick Paquette

Sebbene ci siano conferme riguardo l'invio dei sondaggi, nessun autore ha reso pubbliche le proprie risposte. Anzi, quasi nessuno. Yanick Paquette (disegnatore molto dotato che si è recentemente contraddistinto per la sua run, in coppia con Scott Snyder, sulle pagine di Swamp Thing), infatti, ha decido di rendere pubblica, condividendola su Facebook,  la sua risposta all'ultima domanda presente sul sondaggio.

"Per quel che mi riguarda, più di ogni altra cosa, all'apice dei miei interessi c'è la qualità del mio lavoro. Il livello di sacrificio richiesto da questo lavoro può essere bilanciato solo dall'essere orgogliosi del risultato finale. Tuttavia, tutti i miei sforzi sarebbero insignificanti senza la cura e il talento del più stretto e fondamentale tra i miei collaboratori, il colorista.

Facendo resistenza e evitando di allineare le loro royalties e la politica di visibilità a quella adottata dalla Marvel, diventa eccessivamente difficile assicurarsi il lavoro dei migliori coloristi per progetti della DC. In quest'epoca digitale, durante la quale l'intera parte visiva di un fumetto è affidata a sole due persone, mi sembra aberrate che una delle due non riceva le royalties e la visibilità che gli spetterebbero.

È giunta l'ora che rivedano i criteri di spartizione della torta delle royalties. E se troviamo il coraggio i incollare frettolosamente un fastidioso banner pubblicitario sulla copertina di un albo, non credo che possa rivelarsi poi tanto impegnativo aggiungere anche quello del colorista." 

Tom Brevoort


Ovviamente gli effetti del malumore che si avverte negli uffici della DC si fanno sentire anche alla Marvel. Su Formspring, il blog di Tom Brevoort, alla domanda di un lettore che gli chiedeva spiegazioni riguardo le fastidiose ingerenze editoriali effettuate all'ultimo minuto, il Senior Vice-President of Publishing della casa editrice newyorkese ha ironicamente (ma in maniera drastica) risposto: "Questa mi sembra una domanda che sarebbe più giusto rivolgere alla DC. Non davvero non facciamo cose di questo tipo. Non riesco a ricordare un caso in cui ciò sia avvenuto"

mercoledì 16 aprile 2014

A VOLTE RITORNANO: PER IL SUO 75-esimo ANNIVERSARIO BATMAN SI REGALA UN NUOVO (?) SIDEKICK!


Copertina di Andy Kubert
per lo speciale Robin Rises: Omega



Nel nostro paese da poco si è spento il clamore per la prematura dipartita di Damian Wayne, avvenuta al termine del consueto mega-evento che ciclicamente coinvolge tutte le, numerose, testate dedicate al sotto universo del cavaliere oscuro, che già negli USA si inizia a parlare del ritorno di un sidekick al fianco di Batman.

L'occasione per un ritorno in scena di Robin è fornita dal settantacinquesimo anniversario della nascita dell'uomo pipistrello, evento troppo prestigioso per non presentare Batman al pieno del suo splendore (e troppa parte dei lettori e non associa il cavaliere oscuro al suo storico partner).

A riportare in scena Robin sarà il team creativo formato da Peter Tomasi e Andy Kubert (duo che sulla carta fa davvero ben sperare) in un albo speciale, intitolato Robin Rises: Omega, la cui pubblicazione è stata programmata per il prossimo luglio; l'albo fungerà da epilogo alla saga, attualmente in corso di pubblicazione negli USA sulla collana Batman and... (scritta dallo stesso Tomasi), intitolata Hunt for Robin. Il mese successivo alla pubblicazione di questo speciale autoconclusivo, con il numero 33 la collana tornerà ad avere il titolo di testata Batman and Robin (titolo che era stato modificato proprio all'indomani della morte di Damian).

Intervistato dal sito Hero Complex, Peter Tomasi non ha voluto rivelare l'identità del nuovo Robin, ma incalzato dalle domande dell'intervistatore ha spiegato: "Permettimi di dire che, in occasione del 75-esimo anniversario di Batman, stiamo in effetti riportando in scena un Robin. Batman ha bisogno di un Robin e viceversa, e non c'è altro da aggiungere se non che "Robin Rises: Omega", disegnato dallo straordinario Andy Kubert, inizia e finisce con un botto e che tutto quello che bisogna sapere per leggere questa storia epica è che raccoglie tutti i semi che Pat Gleason ed io abbiamo disseminato nel nostro primo arco narrativo sulla collana Batman and Robin." 

Quando poi l'intervistatore chiede a Tomasi una sua opinione sul troppo frequente ritorno di personaggi dall'oltretomba, lo scrittore gli risponde: "be' iniziamo a dire che stai partendo dal presupposto [non confermato dall'autore] che il nuovo Robin sia Damian [...]" 

Per una risposta, dunque, dobbiamo aspettare a Luglio. Nel frattempo, però, avverto una sensazione di deja vu.

martedì 15 aprile 2014

CAPITAN AMERICA: THE WINTER SOLDIER - RICORDATE LA SCENA IN CUI CAP SI APPUNTA I SUGGERIMENTI DELLE COSE DA RECUPERARE SUL TACCUINO?


Chris Evans
nei panni di Capitan America


Avete visto il film Capitan America: The Winter Soldier (*)? In caso la vostra risposta non sia affermativa, non credo di farvi alcuno spoiler nel rilevarvi che, durante la sequenza iniziale, Steve Rogers incontra un reduce dalla guerra in Afghanistan il quale, dopo aver appreso la vera identità del super soldato, nel tentativo di fargli recuperare il tempo perduto, gli consiglia di ascoltare un disco di Marvin Gaye (perdonatemi, non ricordo quale). A questo punto, Steve Rogers estrae un taccuino dalla tasca e prende appunto del suggerimento, mostrando una sfilza di suggerimenti su cose da fare, vedere e/o ascoltare, consigli che gli sono stati dati sin dall'indomani del suo ritorno alla vita.

Una sequenza simpatica e auto ironica  come tante presenti nella nuova ondata di film realizzati dai Marvel Studios, tutti caratterizzati da un crescente successo. Quello che forse non sapete è che la sequenza del taccuino è stata customerizzata per ogni nazione in cui il film è stato distribuito. A scoprire questa peculiarità è stata una blogger russa che, dopo aver assistito alla proiezione della pellicola nella sua lingua, si è incuriosita da alcuni riferimenti che sembravano "troppo russi". Per questo motivo si è messa alla ricerca sul web scoprendo la presenza di almeno dieci versioni diverse della stessa scena.

La versione Russa

La versione Statunitense

La versione Inglese

La versione Sud Coreana

La versione Spagnola

La versione Brasiliana

La versione Australiana
La versione Francese

la versione Messicana

E naturalmente quella italiana
Un magnifico No-Prize a chi indovina il
perché della presenza di Vasco Rossi


(*) Mi dispiace, so che chi ha curato l'edizione italiana ha optato per lasciare il nome di Capitan America in lingua (e fonetica) originale, ma a me proprio non riesce di chiamarlo Keptein America. 

venerdì 11 aprile 2014

ERIC STEPHENSON: "E' CON LE IDEE NUOVE CHE SI ATTIRANO NUOVI LETTORI SUL MERCATO DEL FUMETTO"



Eric Stephenson

Qual è il segreto del recente successo della Image Comics? A mio parere una giusta combinazione tra brillanti intuizioni, fortunose coincidenze, il tempismo perfetto di alcune decisioni e soprattutto un executive publisher con le idee ben chiare. Alla base della rinascita della Image Comics c'è, infatti, il lavoro svolto da Eric Stephenson, persona che più di chiunque altro è stata in grado di subodorare l'atmosfera che si respirava sul mercato del fumetto statunitense (una combinazione tra stanchezza di una parte dei lettori nei confronti dei rodati meccanismi narrativi/editoriali/produttivi nei confronti degli universi super-eroistici e insofferenza da parte degli autori, stufi di dover sottostare alle decisioni delle major senza conservare alcun controllo sulle loro creazioni) e di anticipare tutti gli altri; anzi, mentre Marvel e DC Comics imponevano una stretta creativa sulle loro properties, Stephenson è stato in grado di andare controcorrente e di attrarre a se i migliori creatori del momento offrendogli carta bianca e proprietà completa delle proprie creazioni (che tradotto in soldoni significano, in caso di successo, tanti bei guadagni).

Eric Stephenson ha anche ben chiaro qual è il ruolo delle fumetterie nel complesso mercato dei comics. Un ruolo cruciale negli USA (così come in Italia, e sarebbe ora che lo capissero, anzi lo ammettessero, anche alcuni editori nostrani) che ha esposto con chiarezza, e altrettanta fermezza, nel corso del suo intervento alla ComicsPro, convention organizzata dai rivenditori di fumetti a esclusivo appannaggio di questi con lo scopo di creare un contatto tra case editrici e negozi specializzati (proprio questo mese nel nostro paese è stato organizzato qualcosa di simile - anche se più in piccolo - da Bao Publishing, Kleiner Flug e saldaPress; un primo passo verso la normalità). Un intervento che pubblico che considero molto lucido e consapevole, a tratti davvero strepitoso, e che proprio per questo motivo pubblico integralmente. Sperando che lo gradiate almeno quanto l'ho gradito io.


Spero che non vi dispiaccia se per una volta, discostandomi dalle solite abitudini, invece di parlare della Image Comics per una volta si parli di voi.

Questo è il mio quarto anno nel quale intervengo alla ComicsPRO (convention statunitense organizzata dalle fumetterie e riservata ai soli addetti ai lavori), e uno dei motivi per i quali continuo a tornare è perché, proprio al pari dei rivenditori che fanno parte di questa organizzazione, nutro un interesse genuino per migliorare questo settore.

Abbiamo ottenuto parecchi riscontri da questo evento, e credo che se vi soffermate a osservare i numerosi cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni alla Image Comics capirete che davvero prendiamo a cuore le vostre reazioni.

Più di ogni manifestazione di questo settore, avverto che in questa sede viene svolto un sacco di lavoro davvero molto importante, e io sono molto orgoglioso di essere coinvolto in questo processo.

Si trascorre molto tempo a parlare, altrettanto ad ascoltare, e sono convinto che il dialogo tra editori e commercianti sia una di quelle cose che rendono così speciale e unico il mercato diretto.

E questo, riassunto in poche parole, perché nutrite interesse.

Il risultato che avete ottenuto è che mentre altri negozi - altri negozi di fumetti ma anche librerie generaliste o intere catene - sono scomparsi dal settore, voi siete ancora qui e, in molti casi, siete più forti di prima.


Fatale & Velvet
due dei titoli ideati da Ed Brubaker
(con la collaborazione rispettivamente di Sean Phillips e Steve Epting)
che caratterizzano il furore creativo di questa stagione della Image Comics

Le vendite continueranno a essere fluttuanti, ma dato che già vent'anni fa si dava per spacciato l'intero settore della carta stampata, possiamo affermare che quello del fumetto è un mercato rimasto abbastanza stabile.

E' divertente constatare che, quando nel 2001 ho cominciato a lavorare per la Image, il mercato delle librerie di varia cominciava solo timidamente a interessarsi seriamente di fumetti e graphic novel. Alcuni ipotizzavano che questo interessamento avrebbe prodotto effetti negativi sul Direct Market, tuttavia siete ancora qui.
Non molto tempo dopo è stata la volta dei fumetti digitali, che si son proposti come vera e propria alternativa all'utilizzo della carta stampata, le previsioni erano ancora più cupe, tuttavia il mercato diretto è sopravvissuto.

Finché ci saranno persone come voi, il Direct Market continuerà a sopravvivere.

Ogni editore presente a questa convention, nel corso dell'anno ha l'occasione di parlare con le vostre controparti del mercato delle librerie generaliste. Sapete i vostri colleghi cosa ci stanno dicendo?

Ci stanno dicendo che quella delle graphic novel è una delle poche categorie editoriali che sta facendo registrare un incremento nelle vendite.

Questo è un dato di cui si dovrebbe essere orgogliosi, perché se è vero che una presenza crescente di fumetti e graphic novel nella sede di Barnes & Noble più vicina al vostro negozio non dovrebbe farvi rallegrare è tuttavia vero che lo spazio dedicato in queste librerie al fumetto è di gran lunga inferiore a quello del vostro negozio.

Anche se apparentemente il fatto che il sempre crescente aumento delle vendite di Graphic Novel su Amazon potrebbe sembrare per voi un segnale scoraggiante, sull'altro lato della bilancia bisogna pur soppesare il fatto che ciò significa che nei confronti del fumetto c'è un interesse sempre crescente.

Ed è il nostro lavoro - il vostro, il mio, quello di tutti noi - comprendere come fare a intercettare questo pubblico sempre crescente e dirottarlo sul Direct Market, perché, dal momento che le librerie continuano a chiudere e le grandi catene continuano a scomparire, in futuro il posto migliore per trovare dei fumetti continueranno a essere:

i vostri negozi.

E io voglio che i vostri negozi siano sempre più forti.

Con tutta probabilità voi già lo saprete, ma personalmente non sono molto soddisfatto dell'attuale status quo.

Siamo a conoscenza di come questo mercato ha funzionato in passato, ed è abbastanza evidente osservarlo per capire come è adesso.

Dovremmo concentrarci sul futuro.

Dovremmo misurarci con noi stessi per migliorare le cose, e dovremmo farlo tutti noi per costruire un mercato migliore.

Una delle prime cose che dobbiamo fare è smetterla di pensare al mercato del fumetto in termini di "Big two" o tutt'al più di "Big three".

Ci sono solo due tipi fumetti che davvero contano: fumetti di buona qualità e fumetti di cattiva qualità.

Tutto il resto dovrebbe essere assolutamente irrilevante.

Insomma impedite alle case editrici di mentirvi e di raggirare voi e vostri clienti solo allo scopo di mantenere le loro posizioni sul mercato e di placare le richieste degli azionisti.

Queste sono politiche che possono produrre risultati nel breve termine, e magari nel week-end possono convincervi a tirar fuori dal portafoglio un paio di dollari in più, ma la verità è che in definitiva loro hanno a cuore tutto fuorché i vostri interessi.

Tutto ha inizio con le pubblicazioni quindicinali e settimanali e poi si estende alla politica dei prezzi.

Saranno fumetti con un prezzo di copertina fissato a $ 4,99 o $ 7,99 ad aiutare il nostro settore nel lungo termine?

No, ma di sicuro questi aiutano a far quadrare i conti alla fine dell'anno.

Lo stesso vale per le copertine speciali con strani gadget e folli politiche di incentivi per poter acquistare albi con copertine variant che avranno un certo appeal solo per un periodo di tempo limitato.

Tutti si lamentano delle copertine variant, ma questa è l'unica verità inappellabile:

Smettete di ordinare variant; noi cesseremo di produrle.

Sono prodotte solo per puntellare le proprie quote di mercato, questo è quanto, e quando a queste vengono abbinate politiche di incentivo basate sulle quantità non fanno vendere più fumetti ma producono il solo risultato di creare pile di fumetti invenduti, pile che trasmettono un messaggio errato ai vostri clienti riguardo la qualità degli albi, del vostro negozio e dell'industria.

Questo tipo di marketing si basa su obiettivi di vendita a breve termine che fanno davvero poco per far aumentare i lettori e per sostenerli, si tratta di un trucco che è stato già adottato in altri settori provocandone la morte, si tratta di politiche che producono rendimenti decrescenti.

Se volete un esempio do come queste politiche funzionano al di fuori del mondo del fumetto vi sarà sufficiente osservare l''industria della musica, nella quale chi ha adottato queste politiche si è reimmesso, rimasterizzato e riconfezionato in una tomba anzitempo.


House Ad realizzato
per il lancio di Saga, una delle serie di maggior successo
dell'ultimo biennio

Cofanetti, set deluxe, doppi pacchi, confezioni multiple e prezzi sempre più elevati per acquistare un imballaggio. In un'epoca in cui tutto è disponibile in digitale e per meno soldi, le case discografiche hanno deciso di puntare su una base di clienti nostalgici e disposti a spendere fino all'ultimo centesimo per alimentare questa loro nostalgia, e guardate cosa hanno ottenuto.

La celebrazione del 50-esimo anniversario della Beatlemania è stato solo un modo per spremere quanti più soldi possibili, mentre ci sono ancora tanti "inediti", album di Jimi Hendrix che stanno per far entrare tanti clienti nei pochi preziosi negozi di dischi che negli ultimi anni non si sono persi nella scia del profitto a breve termine.

Ma questa è l'industria musicale.

Possiamo fare di meglio.

Se davvero vogliamo che il settore del fumetto migliori, le priorità numero uno di ogni singola persona in questa stanza dovrebbero essere la sostenibilità di questo mezzo e la vitalità del mercato.

I costanti rilanci, le rinumerazioni, e i continui reboot delle serie, la realizzazione di eventi concepiti e progettati per rivolgersi a un pubblico destinato a un lento logoramento, così come fingere che la nostalgia per i vecchi film, i vecchi giocattoli, i vecchi cartoni animati e i vecchi videogiochi possa in qualche modo equivalere alle idee e all'innovazione non ci renderà più forti.

La nostalgia ha una sua rilevanza, e devo ammettere che c'è un certo fascino a voltarci per osservare i tempi della nostra gioventù attraverso una lente color seppia, erano giorni più innocenti, ma se vogliamo che questo settore sopravviva a noi, dobbiamo iniziare a guardare le cose da adulti.

I supereroi sono fantastici.

Sono cresciuto con i supereroi.

Ma nel corso degli anni, quando gli scrittori, gli artisti, gli editor e gli editori hanno iniziato a parlare di far progredire il medium, attraverso la produzione di contenuti più coraggiosi, creando fumetti che potessero piacere agli adulti, non mi hanno mai sbagliato quando affermavano, "abbiamo bisogno di trovare il modo per rendere i supereroi più adulti".

Questa è l'industria del fumetto, non quello dei supereroi, e se vogliamo restare ancora a lungo in circolazione, abbiamo bisogno di riconoscere e fare tesoro di questa considerazione. E questo perché per quanto io possa essere affezionato ai fumetti di supereroi che ho letto da ragazzo, il fine ultimo dei fumetti, e di ciò che i fumetti possono essere, è quello di portare una enorme quantità di persone nei vostri negozi.

In questo momento, la rapida crescita di lettori della Image Comics, e sono sicuro anche per l'intero settore, è dovuta alle donne.

Per anni ho ascoltato gente che sosteneva l'esigenza di portare più donne nel mercato.

Negli ultimi anni, anche grazie al vostro contributo, abbiamo fatto esattamente questo.
Sex Criminals
di Matt Fraction e Chip Zdarsky
in assoluto una novità più frizzanti della
Image Comics

Avete visto il pubblico che si sta creando intorno a Saga. Avete visto come le lettrici rispondono a serie come Sex Criminals, Lazarus, Velvet, Pretty Deadly, Rocket Girl e Queen Rat, e uno dei nostri annunci meglio accolti nel corso dell'ultima edizione della Image Expo è stato quello di Bitch Planet, la nuova serie di Kelly Sue DeConnick.

Non siamo stati i primi a pubblicare materiale che piace alle donne - c'è una stanza piena di persone che non riuscirei a guardare negli occhi se affermassi una cosa del genere - ma credo che siamo all'interno di un selezionato gruppo do persone che in questo settore si rendono conto che c'è più da guadagnare nell'allargare i nostri orizzonti che non nello strizzare gli occhi alla vecchia base dei fan realizzando il seguito di un vecchio crossover come Secret Wars II.

E' con fumetti come Saga che si conducono nuovi lettori nei vostri negozi.

Lo so perché ho incontrato i lettori di Saga.

Leggono Saga, leggono Rachel Rising, leggono Julia Wertz, leggono Fables, leggono Nicole Georges e Kate Beaton, Hope Larson, Jeffrey Brown, Love and Rockets....

Leggo tutte queste cose e altro ancora, ma c'è di più:

sono affamati, ne vogliono ancora.

Lì fuori c'è una vasta e crescente comunità di lettori che sono entusiasti di scoprire i fumetti, ma finché continuiamo a riempire le nostre vetrine con le cose prodotte da Marvel e DC, finché non facciamo altro che esporre immagini di Superman o Spider-Man, non riusciremo mai a raggiungere questi lettori.

Il più grosso problema che abbiamo con i fumetti è che, nonostante tutti gli incredibili progressi che l'industria ha compiuto negli ultimi venti anni, la stragrande maggioranza delle persone non ha la minima idea di quanto questo medium ha da offrire.

Come industria siamo ancora abbarbicati alla nozione miope e sbagliata di presentaci al mondo come se fossimo la Marvel e la DC, come se fossimo rappresentati dai film di supereroi. E' un mezzo per raggiungere
un mondo più ampio, ma non è l'unico.

Tutti sanno chi è Spider-Man. Chi è Superman. Chi è Batman. Chi sono gli X-Men.

E volete sapere una cosa? Nella loro testa tutti hanno un'idea ben chiara riguardo quei personaggi, ed è per questo motivo che il successo di quei film ancora non si è tradotto in una valanga di lettori per il nostro settore.

Abbiamo abituato tutto il mondo a pensare come se fumetto fosse una parola intesa unicamente a indicare i supereroi Marvel e DC.

Così il mondo non si è avvicinato al nostro settore.

Dobbiamo sistemare le cose.

Se vogliamo raggiungere nuovi lettori, se vogliamo raggiungere un pubblico differente, abbiamo bisogno di guardare a cosa gli stiamo proponendo.

E ancor più di questo, abbiamo bisogno di guardare a quale è la base di clienti alla quale ci rivolgiamo - non solo a chi viene nei negozi, ma anche a chi non a mai entrato - e chiederci cosa possiamo fare per rendere più attraente per loro il nostro mercato.

Il nostro target di riferimento dovrebbero essere coloro che al momento non stanno acquistando fumetti.

Queste sono le persone che noi vogliamo che entrino nei vostri negozi, ed è una nuova creatività che spianerà loro la strada verso i vostri esercizi commerciali.

Parliamo sempre di espandere il nostro pubblico, ma se il  meglio che sappiamo fare è effettuare le riduzioni a fumetti dei cartoni animati più popolari, di storie ispirate ai giocattoli o a spettacoli televisivi, allora siamo condannati al fallimento.

Riproporre a fumetti opere concepite per altri media è il peggior biglietto da visita che il fumetto possa presentare.

Possiamo invitare i lettori a partecipare con noi a questo processo di innovazione, ma riproporre a fumetti le idee avute per altri media non è innovazione - nella migliore delle ipotesi si tratta di imitazione, e tutti noi siamo meglio di così.

Una nuova creatività che sia una espressione del fumetto stesso, è questa che può rendere questo settore più forte. E' con questa creatività che si possono dimostrare quali sono le potenzialità del fumetto, ciò che i fumetti possono essere.


foto di gruppo per il cast di
The Walking Dead


Guardate The Walking Dead.

Lo so, lo so - è uno show televisivo di successo.

Ma prima di diventare una serie TV - molto prima - era un fumetto di successo.

The Walking Dead ha visto la luce durante un mese di ottobre di qualche anno fa, venendo fuori dal nulla. Mese dopo mese, anno dopo anno, le vendite hanno subito un costante incremento, e questo per ben cinque anni prima che ci fosse il suo adattamento televisivo.

The Walking Dead è uno dei franchise di maggior successo della storia del fumetto - ne abbiamo vendute a milioni tra singoli albi, raccolte in volume, statue, giochi, capi d'abbigliamento - ed è un prodotto interamente creato da noi.

Il fenomeno di The Walking Dead ha avuto inizio proprio qui, nel mercato diretto, grazie a idee fresche - e al sostegno che quelle idee hanno avuto.

Quello di The Walking Dead è un risultato imponente, un incredibile successo.

A voi avete contribuito a realizzare questo risultato.

Voi avete contribuito a costruire questo successo.

Robert Kirkman, la Image Comics e voi - e lo abbiamo fatto insieme.

E mentre parliamo, stiamo lavorando insieme per costruire il prossimo The Walking Dead.

Se si osservano i dati di vendita di The Walking Dead prima che venisse prodotto lo show televisivo, le vendite erano semplicemente fantastiche, ma nulla di paragonabile ai dati di vendita fenomenali che sta facendo registrare attualmente SAGA di Brian K. Vaughan e Fiona Staples.

Le raccolte in volume, i singoli albi - SAGA è un successo enorme.

E ribadisco il concetto: tutto ha avuto inizio con delle nuove idee e il supporto che voi avete dato a quelle idee.

Entrambe queste serie - The Walking Dead e Saga - hanno portato un sacco di nuovi lettori nei vostri negozi.

Non è un caso che entrambe le serie siano pubblicate dalla Image.

E noi pubblichiamo molti altri libri che possono contribuire all'espansione di questo mercato.

Le nuove idee rappresentano il futuro di questo settore, non l'ennesimo rilancio di Spider-Man.

La gente entra nei negozi di fumetti alla ricerca di idee nuove, originali, poiché è questo ciò che noi sappiamo fare meglio, non gli adattamenti a fumetti di cose concepite per altri media.

Se vogliamo far davvero espandere questo mercato e attrarre nuovi lettori, lettori diversi, possiamo farlo solo ricorrendo a idee nuove, presenti solo sul nostro mercato.

Mentre il resto dell'industria dell'intrattenimento è in grado di sfornare solo sequel, remake o reboot di opere di successo, noi dobbiamo restare in prima linea con la più ambiziosa e audace delle scommesse, puntare sulle nuove idee che manterranno questo settore solido e sano negli anni a venire.

Lasciate che sia il resto del mondo a rivolgersi a noi al fine di ispirarsi al nostro lavoro per sviluppare film, serie TV, giocattoli e cartoni animati.

La loro mancanza di idee e la continua attrazione che la nostra sfrenata creatività continuerà a produrre su di loro, non farà che renderci più forti.

The Walking Dead ne è la prova.

Come ho già detto, The Walking Dead era un fumetto che già vendeva bene prima del lancio della serie TV.

Ora si vende anche meglio.

E questo perché la serie ha permesso alla gente di venire a sapere dell'esistenza del fumetto - e queste persone sono venute nei vostri negozi per acquistare il fumetto.

Perché vogliono l'originale.

I fumetti dei Tranformers non saranno mai l'originale che i lettori desiderano.

Neanche quelli dei G.I. JOE saranno mai l'originale.

Né quelli di Star Wars.

Quei fumetti sono per quegli appassionati che amano a tal punto l'originale da desiderarne ancora - ma c'è una cosa di fondamentale importanza da comprendere:

loro non desiderano i fumetti, ma una maggior quantità di ciò che amano.

Quei fumetti rappresentano un complemento a un interesse già esistente, una aggiunta, un facile surplus ai prodotti già esistenti - una ciliegina sulla torta.

Ma i fumetti sono molto più di questo. E questo settore è esistito sin dal momento in cui ci sono state persone che, in ogni angolo del mondo, hanno desiderato condividere il frutto della propria creatività e immaginazione e non si sono limitati semplicemente a inventarsi un modo per prolungare la vita commerciale di brand già esistenti.

Gran parte dell'esperienza dei fumetti riguarda la condivisione.

Con gli altri condividiamo i nostri sentimenti e le nostre considerazioni sui fumetti; con i nostri amici condividiamo i fumetti che amiamo; scrittori e artisti condividono con i lettori i mondi che hanno creato.

Una caratteristica unica del Direct Market, una caratteristica che lo differenzia da tutti gli altri settori commerciali, è l'incredibile esperienza comune che i lettori possono trovare solo nei vostri negozi.

Questo spirito comunitario è stato parte integrante del successo del Direct Market sin dalla sua creazione, è adesso è giunto il momento di promuovere questo spirito affinché continui a crescere e svilupparsi.

Organizzate sessioni di firme. Pianificate di più le vendite. Fate incontrare lettori e autori. Invitate scrittori e disegnatori nel vostro negozio.

Un sacco di negozi stanno ospitando Club del libro - ne abbiamo bisogno, fornire ai lettori molti più argomenti di quanti gliene possano venire in mente.


Southern Bastards
di Jason Aaron e Jason Latour


Organizzate dei workshop, contribuite voi stessi a promuovere le nuove idee, in modo da essere coinvolti in prima persona nella creazione della prossima generazione di autori di fumetti.

Potete essere più incisivi - uno dei migliori strumenti di vendita che avete a disposizione è la vostra capacità di creare una comunità intorno al vostro negozio. Fate sì che il vostro negozio possa essere un luogo di incontro per tutti - donne, uomini e bambini.

Sono stato in un sacco di vostri negozi, e ho constatato che alcuni di voi stanno già facendo un lavoro incredibile, ma è chiaro che si può fare sempre di più e meglio.

Chiedetevi sempre cosa si può fare per migliorare, chiedetevi cosa si può fare per portare nel vostro negozio quella persona che non lo frequenta.

Se nella vostra comunità ci sono persone che ritengono che non sia il caso di andare in un negozio di fumetti, chiedetegli il perché. Chiedetevi cosa si può fare per attirare anche queste persone.

I negozi di fumetti rappresentano una delle risorse più preziose di questo settore, e dovremmo impegnarci tutti a fare il possibile per assicurarci che continuino a esserlo negli anni a venire.

Non vogliamo che le persone comprino i fumetti nei supermercati, magari ricevendoli in omaggio come conseguenza dell'acquisto di un giocattolo. Noi vogliamo che li acquistino da voi, nel cuore del nostro business.

Vogliamo che siano i lettori a venire da voi.

giovedì 10 aprile 2014

TUTTO PRATT: DA DOMANI, CON LA GAZZETTA DELLO SPORT, L'OPERA OMNIA DEL PIÙ GRANDE AUTORE DI FUMETTI ITALIANO


Hugo Pratt


Se c'è un solo autore il cui nome, nel nostro paese, è sinonimo di Fumetto (d'autore, seriale, popolare e di qualità) ebbene quel nome è quello di Hugo Pratt.

Nato a Rimini nel 1927, ma di adozione Veneziana (anche se Pratt era vero e proprio cosmopolita), Hugo Pratt è senza alcuna ombra di dubbio l'autore italiano più amato e conosciuto del mondo. Un vero e proprio maestro che, con il suo tratto netto, personalissimo e con la assoluta padronanza di tutte le "regole" della narrativa sequenziale, ha ispirato decine di autori in ogni angolo del mondo (gente del calibro di Frank Miller - che omaggiò il maestro veneziano anche nella sua opera più celebre e celebrata, Il ritorno del Cavaliere Oscuro - Bill Sienkiewikz, Katsuhiro Otomo... solo per citarne alcuni).

Per celebrare l'opera di Pratt, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport hanno deciso di dare vita a una edizione davvero esagerata; non è la prima volta, infatti, che le opere del Maestro sono proposte in edicola come allegato ad un quotidiano o a un settimanale (a memoria, ricordo di certo una raccolta integrale delle opere con protagonista Corto Maltese, distribuita alcuni anni fa in abbinamento con L'Espresso, e un'altra dedicata all'opera di Pratt nel suo complesso, distribuita con i quotidiani del gruppo RCS), ma si tratta senza ombra di dubbio alcuna della prima volta in cui tutte le opere i Pratt, da Corto Maltese a Gli Scorpioni del Deserto, senza tralasciare Sgt. Kirk o l'adattamento a fumetto dei classici della letteratura realizzati per il Corriere dei Piccoli (opere come Simbad il marinaio o Le avventure di Ercole), saranno proposte in edicola, in un formato di pregio e interamente a colori.

Copertina del secondo numero della collana
Tutto Pratt

Nella collana saranno ospitate molte opere inedite (alla prima proposta in edicola, ma non solo) o alcune opere già edite, saranno proposte per la prima volta a colori. Il tutto sarà presentato in volumi di grande formato, cartonato, al prezzo di 10,99 € all'uno.

Il piano dell'opera, prevede trentasette uscite settimanali; ecco il programma delle prime quindici uscite, previste a partire da venerdì 11 Aprile:


  1. Una ballata del Mare Salato
  2. Tango
  3. Suite Caraibeana
  4. Lontane isole del vento
  5. Le celtiche
  6. La casa dorata di Samarcanda
  7. Le etiopiche, la giovinezza
  8. Corte Sconta detta arcana
  9. Mu
  10. Gli scorpioni del deserto vol.1
  11. Gli scorpioni del deserto vol.2 
  12. Wheeling vol.1 
  13. Wheeling vol.2 
  14. Saint Exupery
  15. Morgan
Il programma, ovviamente, è soggetto a variazioni, per questo motivo vi consiglio di seguire il sito dedicato all'iniziativa; sito che potete seguire cliccando su questo link http://goo.gl/4HV1hw


mercoledì 9 aprile 2014

IL SUCCESSO DELLE PELLICOLE MARVEL FORNISCE A STAN LEE L'OCCASIONE DI TOGLIERSI QUALCHE SASSOLINO DALLE SCARPE



Il solo e unico
Stan Lee



Il fenomeno produttivo della Marvel (e in particolare gli ottimi numeri che stanno facendo registrare i Marvel Studios) non poteva passare inosservato al canale televisivo Bloomberg (una specie di corrispettivo statunitense de Il Sole 24 Ore) che, tra le varie iniziative dedicate alla Casa delle Idee, ha anche intervistato Stan Lee.

Interrogato a proposito delle ottime performance fatte registrare ai Box Office dalle pellicole Marvel, in contrapposizione a quelle decisamente più deludenti dei film targati DC Comics/Warner, Lee ne ha approfittato per levarsi qualche sassolino dalle scarpe, soprattutto nei confronti del fu amico/rivale Bob Kane (controverso creatore di Batman).

"Mi sarebbe piaciuto che il mio amico Bob Kane fosse ancora qui tra noi - è la persona che ha creato Batman. Bob era solito prendersi gioco di me riguardo il fatto che Batman era riuscito a ottenere ottimi trattamenti dalla TV e dal cinema, mentre alla Marvel non era mai riuscito nulla di particolarmente importante. Mi piacerebbe che fosse qui adesso, in modo da poter essere io a ricambiare gli sfottò. Un personaggio deve essere qualcuno di cui il lettore, o lo spettatore, abbia davvero a cuore il destino. E forse, noi alla Marvel abbiamo fatto uno sforzo maggiore per ridefinire queste caratteristiche e la natura dei noistri eroi, forse uno sforzo leggermente maggiore di quanto abbiano fatto sull'altro lato della barricata".


Copertina del numero di  Bloomberg Businesswek
dedicato al fenomeno Marvel


martedì 8 aprile 2014

ULISSES FARINAS: "ECCO COME RISPONDO ALLE CRITICHE!"



Copertina di Judge Dredd
Mega City 2

Uno degli aspetti più entusiasmanti dei social network è quello di poter agevolmente entrare in contatto con i vostri beniamini. C'è uno scrittore di fumetti che amate particolarmente? Un disegnatore le cui opere acquistate a occhio chiusi? Grazie a Twitter, Facebook, Instagram, Tumblr ecc. potete facilmente mettervici in contatto, scambiare opinioni, complimenti e magari azzardare qualche critica. Attenzione però, non tutti gli autori accettano critiche a cuor leggero, soprattutto se chi le fa esce dal seminato e perde di vista l'Abc della netiquette e della buona creanza.

Prendete, a esempio, Ulisses Farinas particolareggiatissimo disegnatore che presta la sua arte alla nuova serie di Judge Dredd prodotta e pubblicata negli USA dalla Idw Publishing, che sul suo account di Facebook divertito racconta:

"Una delle persone che mi seguono su Facebook mi ha scritto che, secondo lui, il mio nuovo fumetto di Judge Dredd è brutto. Così l'ho disegnato nel terzo albo di Judge Dredd Mega City 2 mentre veniva mangiato, tagliato in due, smembrato e digerito con lentezza all'interno della carcassa di un mostruoso gamberone mutante.
E così che rispondo alle critiche."  

Una delle tavole in cui il malcapitato
"critico" viene castigato da Farinas



venerdì 4 aprile 2014

MARVEL: IL RITORNO DI PETER PARKER NEI PANNI DI SPIDER-MAN SBANCA AL BOTTEGHINO (QUASI DA FAR PASSARE INOSSERVATO QUELLO DI SPIDER-MAN 2099)



Amazing Spider-Man #1
copertina dell'edizione variant
realizzata da Marcos Martin


Forse Dan Slott sarà lo scrittore meno amato nella storia del tessiragnatele (ma non dal sottoscritto che davvero ne apprezza le doti), e a quanto pare neanche Humberto Ramos è in grado di riscaldare i cuori degli appassionati duri e puri del ragnetto. Ciò nonostante i preordini del primo numero della neo-rilanciata Amazing Spider-Man stanno facendo registrare cifre che ci riportano ai fasti degli anni '90 (quando però, oltre all'amore dei personaggi, era anche l'intento speculativo a spingere gli appassionati (?) ad acquistare un fumetto). Comic Book Resources ha, infatti, rivelato che fonti Marvel hanno entusiasticamente diramato dati (ancora ufficiosi) secondo i quali i preordini del primo numero della collana hanno superato le 500.000 copie.

Un risultato del genere per un ordine iniziale, stando ai dati Diamond riportati da CBR, non si registrava dallo scorso decennio, non a caso fu ancora una volta la serie di Spider-Man e superare il tetto delle 500.000 copie grazie all'incontro tra il ragnetto e l'allora neo-eletto Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama (sulle pagine di Amazing Spider-man #583); ma l'albo con il Presidente degli States raggiunse questo ragguardevole risultato anche grazie ai riordini, dunque il risultato di Amazing Spider-Man dovrebbe essere ancora più eclatante.

Amazing Spider-Man #1
copertina di Humberto Ramos


"Ho lavorato nel mondo dei comics per più della metà della mia vita e mai mi era capitato per una mia opera di poter osservare una reazione dei fan così veloce, folle e appassionata come a quella della morte e del ritorno di Peter Parker" ha dichiarato Dan Slott "parlando a nome del team creativo che si è occupato di Big Time, Superior e All-New Amazing Spider-Man posso tranquillamente affermare che tutto questo entusiasmo è una grande ricompensa per il nostro lavoro. Stan Lee e Steve Ditko hanno creato uno dei più grandi personaggi, non solo dei fumetti ma di tutto l'immaginario fantastico. E grazie al lavoro di artisti e scrittori del calibro di John Romita Sr., Roy Thomas, Gerry Conway e così via... ha conservato la sua popolarità e la sua rilevanza per cinquant'anni. Suona un po' stupido da dire, ma quel chiacchierone di un arrampica muri, adesso è immortale. Fa parte del folklore. E' leggenda. E continuerà a esserci per noi, e per le generazioni future." 

Copertina di Simone Bianchi
per Spider-Man 2099 #1


Ma Peter Parker non sarà l'unico tra colori che hanno indossato i panni di Spider-Man a fare il suo trionfale ritorno. A circa vent'anni dalla conclusione della serie originale, Peter David si cimenterà,  infatti, nell'arduo tentativo di far rivivere Miguel O'Hara, alter ego di Spider-Man 2099. Affiancato sul lato artistico da Will Sliney (visto in Italia sulla collana Fearless Defenders pubblicata in appendice alla collana intitolata a Hulk). La collana, lanciata nella seconda fase del Marvel NOW! (quella denominata All-New Marvel NOW!), prenderà il via da un ciclo di episodi (di imminente pubblicazione anche qui in Italia, per cui non vi rivelerò (quasi) nulla) in seguito ai quali Miguel si ritroverà bloccato ai nostri giorni.

giovedì 3 aprile 2014

JIM LEE: DOPO ALL STAR BATMAN & ROBIN L'ARTISTA COREANO LASCIA INCOMPIUTA ANCHE SUPERMAN UNCHAINED?


House Ad per il lancio di
Superman Unchained

Nonostante gli annunci, le promesse, le smentite e i lungi mesi (divenuti poi anni) di attesa All Star Batman & Robin, sulla carta uno dei progetti più attesi e commercialmente ambiziosi lanciati dalla DC Comics  nel corso dello scorso decennio, è rimasto incompiuta. Frank Miller e Jim Lee, un vero e proprio dream team a cui era stato affidato questo eclatante lancio editoriale, nonostante le buone intenzioni non sono stati in grado, a causa degli impegni cinematografici il primo e della proverbiale lentezza il secondo (e forse anche per il fatto che i due hanno scoperto, in fondo, di non provare simpatia reciproca), di portare a termine la serie, finendo anche per scambiarsi accuse riguardo i ritardi accumulati e la scomparsa della (maxi)serie.

Poteva sembrare un caso isolato, ma di certo lascia molto da pensare l'annuncio che Jim Lee si sta forse rendendo protagonista di un caso analogo (anche se mi auguro con tutto il cuore che la faccenda si risolva). Solo alcuni mesi fa, in occasione della distribuzione cinematografica della nuova pellicola dedicata a Superman, l'artista di origine coreana, in coppia con il lanciatissimo Scott Snyder, si era reso protagonista del lancio di una nuova serie mensile dedicata all'uomo d'acciaio (serie intitolata Superman Unchained, di imminente pubblicazione anche nel nostro paese nel nuovo mensile che a partire da maggio la RW Edizioni si appresta a dedicare all'azzurrone). Dopo aver inizialmente negato che la serie sarebbe stata limitata a un solo arco narrativo, fu lo stesso Snyder ad annunciare sul suo account di twitter che al termine del primo ciclo di episodi, programmato per essere strutturato in nove albi, i due autori ne avrebbero interrotto la realizzazione e che nessun altro avrebbe preso il loro posto (sancendo, di fatto, la chiusura della serie).

E fin qui non ci sarebbero problemi. Non sarebbe la prima volta che una serie viene interrotta dopo l'addio (programmato) di un team creativo particolarmente illustre. Ma a far temere ai lettori che si possa verificare un nuovo "caso" All Star Batman & Robin, ci ha pensato l'annuncio ufficiale della casa editrice che ha dichiarato di considerare cancellate tutte le prenotazioni per i numeri 8 e 9 della serie, che slitteranno a data da destinarsi. Nel frattempo, il numero 7, previsto per febbraio, è stato nuovamente schedulato per Maggio. Sta di certo che visti i precedenti, non c'è molto da essere ottimisti.

In ogni caso, la serie resterà per qualcuno una vera e propria pietra miliare. A chi mi riferisco? A Carla, moglie di Jim Lee al quale, attraverso la copertina del secondo albo della serie l'artista ha fatto una vera e propria dichiarazione d'amore.

Superman Unchained #2

Particolare dalla copertina di
Superman Unchained #2

La "ermetica" dichiarazione d'amore rivolta da Jim Lee
alla sua sposa


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