giovedì 23 giugno 2016

MARK MILLAR ESORTA GLI AUTORI INDIPENDENTI: "DATE SFOGO ALLA CREATIVITÀ PER PROMUOVERE LE VOSTRE OPERE" E SVELA QUALCHE TRUCCO


La pubblicità è l'anima del commercio, ma come comportarsi se non si hanno
fondi sufficienti per pagare un Ufficio Marketing? Mark Millar ha una sua idea e ce la racconta


In un mercato affollato di proposte editoriali come quello d'oltreoceano, come fare a dare visibilità al proprio lavoro, soprattutto se non si collabora con Marvel o DC Comics? A indicare la strada da percorrere ad autori vecchi e nuovi, ci pensa Mark Millar. Lo scrittore scozzese, attraverso un post pubblicato sulla sua message board, fornisce la sua personalissima e - visti i risultati - efficace ricetta.

"Non c'è nulla di cui vergognarsi nel fatto che ci siano persone che comprano le vostre serie. Non c'è alcuna dignità nel perdere soldi. In qualità di professionisti del mondo del fumetto voi dovete impegnarvi affinché siate sempre più occupati in questo campo e sempre meno negli altri settori, pur mantenendo un tetto sopra le vostre teste. Ogni settimana vengono pubblicati, senza esagerare, centinaia e centinaia di nuovi fumetti che si trovano a competere con il vostro per un posto sugli espositori, e se non lavorate per le Big Two è davvero facile correre il rischio di essere ignorati. Dunque il marketing è essenziale, e se non avete a disposizione un apposito dipartimento che se ne occupi, allora avrete bisogno di attingere alla vostra creatività e occuparvene voi in prima persona. Se date un occhiata al lancio fatto per Kick-Ass potrete rendervi conto del fenomeno virale che abbiamo creato per indurre la gente a parlarne...



"Anche l'immagine falsa che abbiamo diffuso per il lancio di Nemesis ci ha fatto ottenere parecchia visibilità...

Fotomontaggio di Times Square che mostra un cartellone pubblicitario per il
lancio di Nemesis
Visibilità ottenuta anche nel caso di quest'altro foto ritocco (con ancora protagonista il presidente Obama)

Altro fake realizzato per il lancio di Superior

"La cosa bella è che non solo ottieni visibilità al momento in cui lanci per la prima volta la notizia, ma in genere affinché la gag sia completamente rivelata occorre che trascorrano almeno ventiquattro ore, se ne parla almeno due volte e il tutto a costo zero. Se la vostra carriera decolla allora potrete, si spera, ottenere l'attenzione delle case editrici mainstream e la possibilità di vendere i diritti cinematografici delle vostre creazioni, tutti fattori che contribuiscono alla visibilità del vostro lavoro (considerate che l'interesse dei mezzi di comunicazione mainstream è la cosa migliore che potrete attenere per incrementare le vendite dei vostri fumetti). Nel frattempo divertitevi con queste trovate e considerate che ogni persona che giudicherà oltraggiose le vostre trovate pubblicitarie sta contribuendo, in buona sostanza, a pubblicizzare la vostra serie"
E bisogna riconoscere che, nel corso di questi anni, a Mark Millar davvero non sono mancate le idee originali per pubblicizzare le sue creazioni.

Il protagonista di Wanted, con le stesse fattezze
del rapper Eminem


Come quella volta che lo scrittore, nel presentare Wanted scrisse sul suo  sito "sarà una miniserie in sei parti pubblicata da una casa editrice a sorpresa (non la Marvel) per la fine dell'anno. Il disegnatore è uno dei nomi più di spicco dell'industria del fumetto e no, non ci ho mai lavorato assieme, ma voi lo amate. E' la cosa più cattiva, crudele che abbia mai scritto [...]. Dategli un'occhiata in Luglio e seguite Eminem..."
Una frase sibillina (in fin dei conti, il protagonista di Wanted ha i lineamenti plasmati su quelli del rapper) che trasse d'inganno numerose redazioni giornalistiche, da quella del Sunday Times fino a quella di MTV, che lanciarono la notizia della partecipazione di Eminem al film (allora ancora presunto) tratto dal fumetto.

Senza tralasciare il video dell'anziana signora che dichiara tutto il suo amore per Starlight



La storia del falso tour promozionale fatto in Arkansas e Kentuky che avrebbe ispirato l'autore per raccontare, attraverso le pagine di MPH, un'America mai vista sulle pagine dei fumetti (QUI trovate la storia).

O ancora  la notizia dell'enigmatica attrice al lavoro sul (per ora non confermato) film di Empress.
Millar, furbescamente, ha ingaggiato una ragazza che ricorda Gal Gadot (l'attrice che ha impersonato Wonder Woman nel recente Batman Vs. Superman).

Enigmatica attrice che afferma di essere al lavoro
su Empress

Nel frattempo, va sottolineato, Millar non è di certo inoperoso.

Poche settimane fa ha annunciato Reborn, realizzata con Greg Capullo - che ha preferito il progetto di Millar a Batman.

Reborn


A gennaio 2017, infatti lo scrittore tornerà a fare coppia con John Romita Jr. per il lancio della nuovissima Kick-Ass.

copertina del primo albo della
nuova serie dedicata alla All-New All-Different
Kick-Ass

In occasione dell'annuncio del lancio di una nuova Kick-Ass, Millar ha dichiarato ai microfoni dell'Hollywood Reporter che si tratterà di una storia ambientata in una città diversa, che ci sarà un nuovo cast di comprimari e che assisteremo alle conseguenze di ciò che ha rappresentato l'esperienza del Kick-Ass originale nel Millarverse. Per l'occasione quella di Kick-Ass diventerà, anziché una serie di miniserie, una vera e propria serie regolare che sarà comunque strutturata per archi narrativi nei quali "pressappoco ogni quattro albi ci saranno persone differenti a indossare la maschera. Alle volte dureranno anche solo un singolo albo".

Sempre a Gennaio sarà lanciata anche la serie regolare di Hit-Girl affidata a Daniel Way (sceneggiatore Marvel noto per i suoi cicli su Wolverine: Origins e Deadpool) e Rafael Albunquerque (American Vampire, Ei8ht). L'ingaggio di autori per metterli al lavoro sulle proprie creazioni è una notizia davvero inedita, sintomo della trasformazione del Millarworld in una vera e propria piccola etichetta indipendente. Anzi, neanche tanto piccola dal momento che Millar ha dichiarato di pagare Albunquerque 10 mila dollari ad albo, più le royalties.

Hit-Girl di Rafael Albunquerque

martedì 21 giugno 2016

ED BRUBAKER: LAVORO SU PROGETTI CREATOR OWNED PER SENTIRMI DAVVERO LIBERO DI ESPRIMERMI

In una intervista esclusiva, rilasciata all'house organ magazine Image+,
Ed Brubaker presenta la nuova serie realizzata in coppia con Sean Phillips:
Kill or be killed.


Annunciata nel corso dell'ultima Image Expo, si avvicina il debutto di Kill of be killed, nuova serie creata dalla (inseparabile) coppia formata da Ed Brubaker e Sean Phillips (senza tralasciare la bravissima colorita Elisabeth Breitweiser ormai a pieno titolo - e merito - parte integrante del team creativo).
Ed Brubaker

Incentrata sulle (dis)avventure di un uomo comune che si trova suo malgrado a fare il vigilante è lo stesso Brubaker a presentare la nuova serie sulle pagine della rivista Image+, nuovo house organ magazine ufficiale della casa editrice.


Potresti raccontarci in generale quale sarà la direzione narrativa di Kill or be Killed? 
Kill or be Killed è il nostro approccio al genere del vigilante, un approccio che ci auguriamo possa risultare diverso da quello che la gente si aspetta da questo genere. NON tratterà di una persona i cui genitori - né tanto meno la  moglie o i figli - sono stati assassinati dalla malavita e che, dunque, come conseguenza deciderà di vendicarsi. No, non racconta la storia di un eroe... riguarda una persona più o meno normale che viene scaraventato in una situazione che a malapena comprende - una situazione nella quale, per ragioni che non voglio rivelarvi, viene scaraventato e per la quale è obbligato a uccidere dei criminali. E la serie racconta di come lui si adatti a questa situazione e di come impara a diventare un assassino e a sopravvivere. 
Ma ancor più di questo, riguarda la risposta a questo interrogativo: "se dovessi essere obbligato a uccidere un criminale, chi sceglieresti?" ovvero, c'è qualcuno la cui morte provocherebbe un impatto positivo sulla società? Quanto è arduo trovare qualcuno che davvero meriti di morire? E l'uccisione di queste persone che conseguenze provocherebbero, sia dal punto di vista fisico che mentale, su di noi? Sareste in grado di nascondere questa parte di voi alle persone che amate? 
Poco fa hai detto che per Kill or be killed vorresti avere un approccio diverso, intendi anche quello inerente lo storytelling e il tipo di narrazione, in stile romanzo, adottato per le tue opere precedenti? Stai pensando a un ritorno a una forma di narrazione più tradizionale?
Credo che la struttura di Kill or be killed sia altrettanto ambiziosa di quella adottata per The Fade Out, ma è più pulp, concepita proprio per essere serializzata mensilmente su una serie a fumetti. L'idea alla base è come una pietra lanciata al centro di un lago - cosa accade a questa persona quando inizia a indossare una maschera e a uccidere della gente? E partendo da questo spunto ci sono così tante onde da esplorare. 
Sean Phillips

Trovo che mi sia mancoto il lavorare su una serie il cui finale non sia stato deciso, quel tipo di narrazione che vedete su serie come Invincible, The Walking Dead o Saga. Non ho lavorato a niente di simile sin da quando mi sono occupato di Capitan America e Daredevil. Qualcosa del tipo: "oh, e adesso cosa succederà?". Ecco mi manca questo tipo di approccio. Ma volevo trovare un modo per raccontare questo tipo di storie in una maniera differente, non volevo che si trattasse della storia di un eroe, ma più qualcosa come una analisi approfondita dell'intero concetto di essere un vigilante. Qualcosa di diversamente ambizioso, che mi permetterà di scrivere cose nuove. 


un assaggio da Kill of be killed


Ed Brubaker ha recentemente inaugurato anche una sua personale mailing list. Nella prima e-mail spedita ai suoi lettori, lo scrittore ha parlato anche di Capitan America, del suo attuale sentimento provato nei confronti delle Big Two e del suo lavoro su progetti creator owned.

"Amo i fumetti supereroici e seguo i personaggi, credetemi. E adoro quando vedo persone che si vestono come il Soldato d'Inverno o che spedisco contributi ma avverto come se troppi lettori si sentissero costretti a comprare fumetti pubblicati da Marvel e DC, come se si trattasse di aderire a un programma governativo o a un qualcosa del genere. Non è così. Ci sono moltissime serie i cui disegni sono realizzati ogni mese dallo stesso disegnatore, sulle cui pagine non vengono pubblicate storie riempitivo, non c'è bisogno di reboot o di interventi di retcon. Infatti, gran parte degli autori che avete imparato ad amare per le loro opere realizzate con la Marvel o la DC stanno facendo del loro meglio al di fuori di queste case editrici - Southern Bastards e The Goddmned di Jason Aaron sono due dei miei fumetti preferiti, Kieron (Gillen) e Jamie (McElvie) hanno realizzato un grande ciclo su gli Young Avengers, ma Wicked + Divine è senza filtri. Non devo certo parlarvi io di Saga e Bitch Planet e Sex Criminals. Tutte opere realizzare da autori che si sono imposti alla Marvel o alla DC e che adesso sono felicissimi di lavorare su serie di cui hanno il totale controllo. Sappiate che ho aperto questa mailing list per discutere dei fumetti che sto realizzando adesso. Ma dopo aver trascorso una intera giornata a rispondere a persone che mi chiedono cosa ne penso di un fumetto di cui non mi occupo e con il quale non ho nulla a che fare, mi sono ricordato del perché sono così felice di non far più parte di quel mondo. La gente mi chiede continuamente perché non torno a scrivere per la Marvel, come se ci fosse qualcosa di oscuro che mi impedisse di farlo, si è trattata invece solo di una decisione presa a fuoco lento, stanco come ero di eventi infiniti e di trucchi e reboot." 

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giovedì 16 giugno 2016

MADONNA CRAZY FOR... DOCTOR STRANGE!



Grazie al film con Benedict Cumberbatch il Dottor Strange si appresta
a diventare uno dei personaggi più noti della Marvel.
(illustrazioni di Chris Bachalo)


Grazie al film interpretato da Benedict Cumberbatch il Doctor Strange si candida a diventare un personaggio molto noto tra quelli appartenenti all'universo Marvel cinematografico, un destino strano (di nome e di fatto...) per un eroe che, pur essendo stato creato da Steve Ditko (un nome che non ha bisogno di alcuna ulteriore presentazione) e spesso affidato ad autori tra i preferiti dai Marvel fan, è sempre stato di contorno all'interno del Marvel Universe.

Proprio per questo motivo colpisce molto questa foto scattata tra la fine del 1980 e l'inizio dell'81, in cui una ancora non famosa Miss Veronica Ciccone, meglio nota come Madonna, bacia un albo del Dottore (per la precisione il numero 45).

1981 - Madonna bacia un albo del Doctor Strange

Purtroppo non si sa nulla sul perché (né in che occasione) lo scatto sia stato effettuato, ma è evidente che Madonna ancora una volta mostra di vedere lontano!

mercoledì 15 giugno 2016

LO STRANO CASO DELLA LETTERA DI DIMISSIONI DI DAVE COCKRUM: SPEDITA IN REDAZIONE E... FINITA SULLE PAGINE DI IRON MAN!



Lo strano caso della lettera di dimissioni di Dave Cockrum...
spedita in redazione e finita sulle pagine di Iron Man!

Nell'illustrazione: Chris Claremont, Len Wein e Dave Cockrum ritratti da
Marie Severin per una vignetta realizzata per la fanzine FOOM (1975) intitolata:
"quello che i fan vorrebbero fare agli autori per aver distrutto la loro serie preferita!"



Tra gli artisti che maggiormente hanno legato il proprio nome a una stagione storica, e forse irripetibile, della Marvel spicca, di certo, quello di Dave Cockrum. Artista dal tratto preciso e dalla fantasia sfrenata, legato soprattutto alla seconda, fortunatissima, generazione di X-Men, Cockrum è stato protagonista suo malgrado di un episodio, nascosto tra le pagine delle storie a fumetti pubblicate dalla Casa delle Idee; un episodio davvero singolare che vale la pena raccontare.

Nel 1979 l'artista diede le sue dimissioni e lasciò la Marvel, lo fece per iscritto comunicando la notizia attraverso una lettera. Un tipo di corrispondenza che in genere resta privato. Ma questo non fu il caso della lettera di Cockrum. Il testo della sua missiva fu infatti utilizzato da David Michelinie e Bob Layton sulle pagine di The Invincible Iron Man 127; Albo sul quale deflagrò la saga dell'alcoolismo di Tony Stark (storia mitica, che ha caratterizzato, e continua a farlo tutt'oggi, il personaggio in maniera indelebile) e sulle cui pagine, in seguito all'ennesimo diverbio con un datore di lavoro sempre meno lucido e fuori di se, Jarvis presenta la "sua" lettera di dimissioni.


Jarvis presenta la sua lettera di dimissioni a un Tony Stark decisamente
obnubilato dai fumi dell'alcol 

A: Anthony Stark
La presente e per notificarle che le sto porgendo le dimissioni dal mio incarico. Dimissioni che avranno effetto immediato. 
Ho preso questa decisione  perché questa non è più la squadra animata da quel legame di "grande famiglia felice" per la quale adoravo lavorare. Durante l'ultimo anno, o quasi, ho visto disintegrarsi il morale dei Vendicatori al punto che, anziché essere una squadra o una famiglia, il gruppo adesso è solo una gran numero di individui infelici che covano la loro rabbia repressa, risentimento e frustrazione. Ho assistito in silenzio allo sgradevole trattamento, malizioso o vendicativo cui sono stati sottoposti troppi dei miei amici. 
Il testo della lettera di dimissioni
presentata da Dave Cockrum
Le mie lamentele personali sono relativamente lievi se comparate a quelle fatte da altri, ma non ho alcuna intenzione di rimanere in silenzio. Ho assistito allo sbando, allo sradicamento e al rimescolamento cui sono stati sottoposti i Vendicatori. Mi sono fermamente convinto che tutto questo è stato fatto con lo scopo di mostrare attraverso le assunzioni chi è che comanda. 
Non ho alcuna intenzione di vedere cosa dovrà ancora accadere. 
Con sincerità, 
(Jarvis) 
cc: The Avengers



Poco dopo la pubblicazione dell'albo, nella pagina della posta del numero 130, fu inserito un boxino nel quale David Michelinie spiegava:


L'errata corrige di David Michelinie

"Cari lettori, se avete letto Iron Man #127, e in particolare la lettera di dimissioni pubblicata a pagina 30, alcuni di voi saranno inevitabilmente confusi. E avete tutte le ragioni per esserlo. Quel documento era stato concepito con l'intento di spiegare che Jarvis si stava dimettendo a causa della rovente discussione avuta poco prima con un Tony Stark inebriato dall'alcol, ed era stata pensata affinché rappresentasse un elemento chiave nella presa di coscienza di Tony nella comprensione che la causa dei suoi problemi fosse egli stesso. Sfortunatamente, tuttavia, durante il processo di produzione alla Marvel siamo un'altra lettera di dimissioni è stata inserite per errore, una lettera che non aveva nulla a che fare con la storia di Iron Man. Una cosa che non ho gradito. Ma cose come questa accadono e dobbiamo impegnarci affinché non accadano di nuovo. Chiedo sinceramente scusa, a nome della Marvel così come a nome mio, per ogni incomprensione o confusione che questo errore possa aver causato. E con la presente mi consegno un no-prize. "
Appare chiaro che, chiunque abbia fatto lo scambio, ha editato la lettera di dimissioni di Cockrum sostituendo i riferimenti alla Marvel con quelli agli Avengers

Anni dopo, anche Bob Layton tornò sull'argomento spiegando: 

"non ricordo chi fu il colpevole. Ma sicuramente fu commesso a causa del gran casino che c'era in ufficio a quei tempi. Fu una mossa da veri fessi."

Certo, resta il mistero di come avvenne la sostituzione. Se si trattò di un evento casuale o se qualcuno volle indirizzare un messaggio alla dirigenza della Casa delle Idee. Un mistero che non credo sarà mai svelato, ma che lascia il campo a un aneddoto davvero sfizioso. 


giovedì 9 giugno 2016

SALDAPRESS ANNUNCIA NUOVI TITOLI USA PER ARRICCHIRE IL CATALOGO E ASSISTE CARMINE DI GIANDOMENICO NEL "MOSTRUOSO" TENTATIVO DI ENTRARE NEL GUINNESS DEI PRIMATI



saldaPress continua ad arricchire il suo cataloghi con nuovi
interessantissimi titoli


Dopo aver legato con forza la propria etichetta al nome (e alle creazioni) di Robert Kirkman, saldaPress sembra essere sempre più interessata ad arricchire e differenziare la sua proposta editoriale contrattualizzando e proponendo alcune delle serie più interessanti dell'attuale scenario statunitense (e non solo). Dopo la proposta della fantascientifica Trees (Ellis/Howard) e l'imminente debutto di Nailbitter (horror di Williamson e Henderson) la casa editrice di Reggio Emilia annuncia due nuove serie diversamente interessanti.

Dirk Gently al... ehm... lavoro.

In autunno, in concomitanza con il debutto della omonima serie televisiva co-prodotta da AMC e BBC, arriverà sugli scaffali delle fumetterie Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica, serie prodotta da IDW Publishing dedicata alle avventure del detective creato dalla fervida immaginazione di Douglas Adams (compianto autore de La Guida Galattica Per Autostoppisti).

Protagonista di una serie di racconti (pubblicati in Italia da Mondadori), Dirk Gently è un detective amante dei gatti e della pizza, che ricorre a un metodo di deduzione investigativa basato sul suo credo che tutte le cose siano tra loro interconnesse in una relazione unica tra calcolo delle probabilità e leggi della fisica.


suggestivo particolare dalla copertina del primo albo di Injection


Altro titolo a entrare nel catalogo saldaPress sarà Injection di Warren Ellis, Declan Shalvey e Jordie Bellarie (team creativo protagonista del riuscitissimo rilancio di Moon Knight per la Marvel), serie definita dallo scrittore come Hauntological Fiction che presenta un mix di folklore britannico, ipotesi di complottismo governativo e ricerca scientifica.


particolare della copertina del secondo volume di Oudeis


Sul fronte italiano, invece, c'è da segnalare il tentativo di Carmine Di Giandomenico di iscrivere il suo nome nel Guinness dei Primati. L'autore teramano, infatti, nel corso della manifestazione Teramo Heroes proverà a realizzare, nel corso di una maratona di 48 ore, l'ultimo capitolo della sua rilettura in chiave cyberpunk del mito di Ulisse: Oudeis. Durante la non-stop, Di Giandomenico si propone di realizzare 56 tavole senza dialoghi, con base a matita e una finitura ad acquarello. L'obiettivo è quello di infrangere il record attuale, detenuto da un artista americano che nello stesso lasso di tempo ha realizzato 22 pagine. Un record che richiede perizia e velocità, doti che non possono mancare al disegnatore di Flash!  

Riuscirà Carmine Di Giandomenico a replicare i poteri di Flash? 

martedì 7 giugno 2016

LA DC COMICS ACCREDITA MOORE, DELANO, BISSETTE, TOTLEBEN E RIDGWAY COME CREATORI DI JOHN CONSTANTINE


La DC Comics inserisce i creatori di John Constantine nei credits della
serie attualmente in corso di pubblicazione, pace in vista tra i creatori e la
casa editrice?


La fine di un ciclo comporta sempre (o quasi) una rinascita, nel caso degli eroi pubblicati sotto le effigi della DC Comics è quanto mai vero. Dopo la ripartenza avvenuta con il New 52 e il rilancio DCYOU, la terza fase di questa stagione editoriale si chiamerà proprio Rebirth, rinascita.

L'operazione rinascita (be', definito così, tutto il progetto assume un nome decisamente più sinistro...) coinvolgerà, naturalmente, anche John Constantine, fresco di ritorno nel DC Universe dopo la ventennale "vacanza" sotto l'etichetta Vertigo. Gli editor della casa editrice, prima di far congedare il personaggio dalla serie lanciata con il DCYOU, hanno pensato di riservare ad autori e lettori un bel colpo si scena.

Nei credits di John Constantine: the Hellblazer 13, oltre agli autori e redattori che hanno contribuito alla realizzazione dell'albo, sono stati inseriti per la prima volta i creatori del personaggio. Abbastanza significativo il riconoscimento sia di coloro che hanno dato vita al personaggio (Alan Moore, Steve Bissette e John Totleben che lo crearono e lo fecero esordire su Swamp Thing 37) che coloro che gli hanno dato forma, spessore e sostanza (Jamie Delano e John Ridgway che hanno curato una trentina di numeri della prima collana regolare dedicata all'anti-eroe).



I credits di John Constantine: The Hellblazer 13




Un passo molto importante, unico se si considera la modalità e il riconoscimento dei meriti attribuiti agli autori che non solo hanno creato il personaggio, ma anche a coloro che ne hanno plasmato le caratteristiche, e che assume ulteriore valore (oltre che simbolico) alla luce dello sfogo esternato su Facebook da Steve Bissette non troppo tempo fa, quando scriveva:

"La novità di oggi, appresa in mattinata, è che nonostante la produzione della Serie TV non è previsto ALCUN compenso per i creatori di Constantine. Apparentemente questa opzione è stata vanificata dal fatto che già ci fu corrisposto un compenso per il film prodotto negli anni '90. Insomma, se la serie sarà un successo e andrà avanti, vedremo solo dei dollari passare davanti ai nostri occhi [è cosa nota che la serie non ha poi riscosso il successo che la Warner si augurava, ed è stata cancellata dopo la prima stagione]. Tuttavia percepiremo delle royalties sulle vendite dei fumetti, che potrebbero aumentare con l'eventuale successo della serie televisiva."



mercoledì 1 giugno 2016

EDIZIONI BD PORTA IN ITALIA ARCHIE E TUTTI GLI ALLIEVI DEL LICEO RIVERDALE


Edizioni BD annuncia la pubblicazione italiana di Archie


Il fumetto statunitense viene spesso identificato esclusivamente con il genere supereroistico, tizi nerboruti che indossano variopinte calzamaglie pronti a suonarsele di santa ragione in nome dei valori sui quali si basa la democrazia USA. Eppure c'è un personaggio che è sulla breccia dal lontano 1941 (due anni dopo il debutto di Superman e uno dopo quello di Batman) riscuotendo un successo continuo e, in qualche modo agli occhi degli osservatori non statunitensi, inspiegabile, capace di andare al di là delle mode e dei cambiamenti della società e generazionali; il suo nome è Archibald Andrews, ma gli amici lo chiamano Archie.

Archie è la vera e propria antitesi del supereroe, va al liceo, ama lo sport, è un po' goffo e combina qualche guaio e soprattutto ama innamorarsi e da quasi ottanta anni è coinvolto nel triangolo amoroso con le belle Betty e Veronica. Il college, l'amore, lo sport... tutti temi che non sono all'ordine nel giorno nel fumetto americano (o che almeno non sono gli ingredienti portanti delle serie mainstream) che hanno reso il successo di Archie unico, enorme ma difficilmente esportabile.

Archie e i suoi storici amici
illustrazione promozionale di
Fiona Staples
Un eroe in grado di rimanere sulla breccia per così tanto tempo, però, non è certo incapace di percepire il cambiamento e di rinnovarsi. Per questo motivo negli ultimi anni, affianco alla proposta delle classiche serie e spin-off dedicati all'eroe, la Archie Comics Publications ha deciso di lanciare diverse serie dal taglio più moderno, affidandole ad alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea. Nascono così Afterlife with Archie (serie horror/zombie, affidata al talento grafico di Francesco Francavilla, che ha fatto incetta di premi Eisner), Chilling adventure of Sabrina (ancora un horror scritto da Roberto Aguirre Sacasa per i disegni di Robert Hack) e Archie di Mark Waid e Fiona (Saga) Staples.

Il rilancio di queste serie, più attuali e coinvolgenti, e l'enorme successo che hanno ottenuto negli USA (nonché l'annunciato adattamento televisivo in fase di sviluppo per CW) non poteva lasciare indifferenti gli editori nostrani. Ecco dunque, dalle pagine di Direct 38 (catalogo mensile con le proposte, tra gli altri, di Edizioni BD e J-POP)  che Archie e il suo mondo sarà pubblicato (per la prima volta, se la memoria mi aiuta) anche in Italia.

Copertina del primo numero
dell'edizione USA di
Afterlife with Archie
disegni d Francavilla


Edizioni BD ha annunciato la pubblicazione di quattro volumi:


  • Archie vol.1 di Mark Waid e Fiona Staples; 17x25, 176 pagine a colori, € 14,00 
  • Jughead vol.1 di Chip Zdarsky e Erica Henderson; 17x25, 168 pagine a colori, € 14,00 
  • Afterlife with Archie vol.1 di Roberto Agurre Sacasa e Francesco Francavilla, 17x25, 157 pagine a colori, € 14,00 
  • Le terrificanti avventure di Sabrina di Roberto Agurre Sacasa e Robert Hack, 17x25, 160 pagine a colori, € 14,00 

giovedì 14 aprile 2016

YOUNG DRAGONERO: ECCO LE PRIME IMMAGINI


Dragonero young - prende forma il progetto dedicato alle avventure
giovanili di Ian Aranill e la sua crew


Tempo fa vi diedi notizia (che trovate QUI ) che il soddisfacente successo ottenuto da Dragonero aveva convinto la Sergio Bonelli Editore ad affiancare al mensile una seconda serie dedicata alle avventure giovanili di Ian e della sua crew. Da allora son trascorsi alcuni mesi e sono affiorate pochissime novità riguardo il progetto il cui temporaneo nome in codice è Young Dragonero. Almeno fino a oggi.

Il sito della casa editrice, infatti, nel comunicare che Dragonero è stato "ospite" di Cartoons on the Bay (festival dell'animazione televisiva organizzato dalla Rai e tenutosi la scorsa settimana) e nel confermare che Rai Fiction è interessata a realizzare un cartone animato in 2D che adatti sul piccolo schermo le gesta del personaggio, ha svelato che nella trasposizione si adotterà uno stile di disegno simile a quello di Young Dragonero. E per farci capire di cosa si parla sono state pubblicate tre splendide illustrazioni di Riccardo Crosa (disegni) e Paolo Francescutto (colori) realizzate proprio per il progetto al quale stanno lavorando da diverso tempo ormai Luca Enoch, Stefano Vietti e uno staff di giovani talenti, tra i quali spicca proprio Crosa.

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venerdì 8 aprile 2016

LA DC COMICS LANCIA "YOUNG ANIMAL" NUOVA ETICHETTA AFFIDATA A GERARD WAY NATA CON L'INTENTO DI INTERCETTARE I GUSTI DEI NUOVI LETTORI



La DC Comics lancia Young Animals, nuova etichetta affidata alla Pop Star
Gerard Way nata con lo scopo "di intercettare il gusto delle nuove
generazioni di lettori"


Circa cinque anni fa la DC Comics, assorbita da DC Entertainment, decise di riorganizzare il suo parco testate, rilanciando il suo universo supereroistico e ridimensionando la linea per lettori maturi, la Vertigo, dalla quale estrapolò molti dei suoi personaggi più caratteristici e distintivi facendoli confluire nel DC Universe (Animal Man, Swamp Thing, John Constantine...).
Una strategia volta a rinforzare il controllo sui personaggi di proprietà della casa editrice (tutti pronti a essere sottoposti a un trattamento cine/televisivo), le cui comprensibili finalità non hanno evitato che gran parte degli autori al lavoro (senza troppi limiti creativi e con discrete percentuali di royalties) per l'etichetta decidessero di trasmigrare verso altri lidi (Image Comics in primis).

Depotenziata dei suoi personaggi più rappresentativi e priva (o quasi) della creatività dei più talentuosi degli autori al lavoro per l'etichetta, la capacità della Vertigo di influenzare le tendenze artistiche del mercato è stata fortemente ridimensionata, finendo per essere relegata alla produzione di poche serie davvero degne di nota e una moltitudine di progetti commercial/nostalgici del calibro di Before Watchmen o l'effimero seguito di 100 Bullets (o ancora adattamenti a fumetti di videogame e romanzi di successo). Orfana di Karen Bergen, la storica editor, e priva di una direzione creativa la Vertigo è ormai tramontata. Forse per questo motivo DC Entertainment, dopo aver perso (molto) terreno su un campo che essa stessa aveva contribuito a creare anziché concentrare gli sforzi per rilanciare la Vertigo, ha deciso di puntare al rialzo e dare vita a un esperimento fin qui quasi mai provato: creare una divisione editoriale interamente gestita da un solo autore.

Nasce così Young Animal, un nuovo imprint affidato completamente alla supervisione di Gerard Way (autore di the Umbrella Academy per la Dark Horse e star della musica pop con il gruppo My Chemical Romance). A dare l'annuncio è stato lo stesso Way che, nel corso della Emerald City Comic Con,  ha dichiarato: "La DC mi ha concesso di avere un'etichetta tutta mia, si chiamerà Young Animal. Il primo titolo che sarà pubblicato è Doom Patrol".

La nuova Doom Patrol
protagonista del lancio dell'etichetta
Young Animal

Scritta dallo stesso Gerard Way e affidata ai disegni di Nick Derington, la nuova Doom Patrol (e l'etichetta che l'ospiterà) farà il suo debutto a settembre nello spirito della ormai classica gestione della serie che contribuì a lanciare Grant Morrison nell'olimpo degli sceneggiatori, senza però tralasciare la storia del supergruppo e il contributo che a esso hanno dato gli altri autori che ci hanno lavorato.

Subito dopo il lancio della Doom Patrol, sarà la volta di Shade, the changing girl (di Castellucci e Zarcone), Cave Carson has a cybernetic eye (testi di Way e Rivera, disegni di Michael Avon Oeming) e Mother Panic (Houser e John Paul Leon); "abbiamo realizzato che il mercato sta cambiando" ha aggiunto Jim Lee "vogliamo indirizzare questo cambiamento, vogliamo produrre serie che provvedano a soddisfare le richieste delle nuove fasce di pubblico, persone che non si son mai fatti incuriosire dai fumetti di supereroi e sono attratti da qualcosa di diverso. Diamo davvero contenti che Gerard abbia deciso di tornare, e di farsi coinvolgere maggiormente, al mondo dei fumetti". 

shade, the changing girl
In una intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone, Way ha ulteriormente specificato la sua visione della nuova etichetta: "Continuo ad avere uno splendido rapporto con la Dark Horse. Non collaboro in esclusiva con la DC, ma al tempo stesso, sono talmente impegnato, che non so quando avrò tempo per fare altro (incluse le nuove storie di The Umbrella Academy - ndStefano). Sono davvero coinvolto in questa etichetta, e per questo motivo le dedicherò moltissime cure e attenzione, e ho intenzione di farlo per molto tempo. Voglio che Young Animal diventi un punto di riferimento. Voglio che diventi il punto di partenza per molte serie che forniscano interpretazioni diverse, interessanti, sperimentali di molti personaggi ed eroi della DC e del DC Universe".

giovedì 7 aprile 2016

IMAGE EXPO: ERIC STEPHENSON MOTTEGGIA: "NULLA E' IMPOSSIBILE", E TRA L'ANNUNCIO DI NUOVE (ECLATANTI) SERIE NASCE LA CAMPAGNA DI SCOUTING "CREATORS FOR CREATORS"


Image Expo: Eric Stephenson afferma: "nulla è impossibile!" e tra l'annuncio delle nuove serie
di Brian Azzarello, Eduardo Risso, Rick Remender, Jerome Opena, Ed Brubaker, Sean Phillips
viene lanciata la campagna di scouting Creators for Creators


Da alcuni anni ormai la Image Expo si è affermata come la più importante convention statunitense dedicata al mondo del fumetto. L'approdo presso la casa editrice di alcuni dei maggiori talenti del comicdom statunitense e il successo crescente che le pubblicazioni stanno riscuotendo, nonché la capacità di attrarre un pubblico nuovo e diverso da quello solitamente interessato ai soli fumetti di supereroi oltre al fatto che la convention è dedicata esclusivamente al fumetto e ai suoi creatori, hanno fatto sì che l'attenzione di tutti gli appassionati del settore si concentri su Image Expo e sugli annunci fatti durante il suo svolgimento.
Il motto di questa edizione, più volte pronunciato da Eric Stephenson nel corso della sua conferenza, è "nulla è impossibile!".  Negli Stati Uniti, ha spiegato Stephenson, negli ultimi anni sono stati registrati dei cambiamenti che fino a pochissimo tempo fa sarebbero stati impensabili, come il matrimonio per le coppie gay o la parziale legalizzazione della marijuana, è davvero, dunque, impossibile credere che si possa suscitare l'interesse del pubblico femminile nei confronti dei fumetti? Non è più strano, invece, che siano solo pochissime persone a scandalizzarsi per il poco interesse che le ragazze sembrano avere per la lettura dei fumetti?

Nulla è impossibile, dunque, soprattutto se qualsiasi sfida la affronta con impegno e con duro e serio lavoro. "La Image è riuscita nel suo intento originale per lo stesso motivo per il quale tutte le buone iniziative vanno a buon fine: i sette artisti che fondarono la casa editrice ci credevano talmente a fondo che lavorarono con impegno infaticabile affinché i loro sogni diventassero realtà".

"Nulla è impossibile se ti concentri sul tuo lavoro. Non è sufficiente credere semplicemente nel cambiamento, ma è necessario partecipare attivamente affinché questo sia fatto. Successi, fallimenti, l'uno non esclude l'altro. Ma per ottenerne uno, che sia un successo o un fallimento, non dovrete far altro che lavorare. Nulla è impossibile, non dovete fare altro che concentrarvi sul vostro lavoro". 

Moonshine
copertina di una delle serie tra le più attese
tra quelle annunciate nel corso della Image Expo


Dopo di che è stata annunciata la solita sequela di (interessantissime) novità che offrono un mix di serie realizzate da autori che da tempo collaborano con la Image (come nel caso di Jonathan Hickman e Tomm Cocker che realizzeranno Black Monday Murders, un drama ambientato nel mondo dell'alta finanza, o di Rick Remender e Jerome Opena che si riuniranno per una nuova serie fantasy prevista per l'autunno o, ancora, la consolidata coppia formata da Ed Brubaker e Sean Phillips che continuerà a esplorare i luoghi oscuri dei bassifondi criminali) e da debuttanti assoluti, come nel caso di Brian Azzarello e Eduardo Risso (che con la loro Moonlight proveranno a rinverdire i fasti di una collaborazione nata e cementificata con 100 Bullets) o di Karen Berger, ex-editor storica della Vertigo, che si occuperà di supervisionare Surgeon X, serie dedicata a un chirurgo che mette in gioco la sua stessa vita per salvare quella di persone che hanno bisogno delle sue cure.

Creators for Creators
la Image Comics lancia una campagna di reclutamento di nuovi talenti
sostenuta dai "vecchi" talenti


Ma l'annuncio che più ha suscitato il mio interesse è stato quella relativa al lancio dell'iniziativa Creators for Creators.

La carriera di quasi tutti gli autori di fumetti ha inizio grazie alle autoproduzioni, albi stampati con i propri risparmi al solo scopo di farsi conoscere durante le convention dedicate ai comics ed essere utilizzati come biglietti da visita agli editor delle case editrici alle quali ci si presenta. Albi che spesso rappresentano un vero e proprio sacrificio economico per i giovani aspiranti autori, e che altrettanto spesso si trasformano un ostacolo per le ambizioni di alcuni di essi. Per questo motivo Image Comics e Iron Circus hanno deciso di unire le forze per creare un fondo di 30,000 $, un premio da conferire a un autore o a un team creativo per incoraggiarne e sostenerne i primi passi nel mondo del fumetto. All'iniziativa hanno entusiasticamente aderito autori del calibro di Charlie Adlard, Jordie Bellaire, Kelly Sue DeConnick, Matt Fraction, Kieron Gillen, Robert Kirkman, Jamie McKelvie, Declan Shalvey, Fiona Staples e molti altri. Sarà possibile inviare i propri progetti a partire da maggio.
"La Image è con tutta probabilità il luogo nel quale attualmente nascono i migliori fumetti proposti sul mercato. Siamo alla ricerca di persone affamate e che sono semplicemente alla ricerca di una piccola opportunità. Siamo ben consci che c'è una quantità spropositata di persone dotate di un talento super e che hanno bisogno di una piccola possibilità. Il nostro scopo è che questo progetto cresca. Non vogliamo che si tratti di un caso isolato".

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